Come cambia la scuola dopo la riforma

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La Riforma della Scuola è stata appena approvata, vediamo come cambia la scuola dopo la riforma.

Come cambia la scuola dopo la riforma è la domanda più diffusa soprattutto tra i genitori di bambini e ragazzi che ricominceranno le lezioni il prossimo settembre.

Nei primi giorni di luglio la Camera ha approvato la cosiddetta Legge della "buona scuola" presentata dal Governo Renzi, che apporta sostanziali modifiche al sistema scolastico

Innanzitutto c'è da sottolineare che il più grande cambiamento riguarda la gestione degli insegnanti. La riforma prevede infatti, in diversi step, l'assunzione di circa 100mila insegnanti attualmente con contratto precario.

  • Di questi circa 47mila saranno selezionati, con vincolo territoriale, in base alle graduatorie esistenti per vincitori di concorso e supplenti a tempo determinato, entro il mese di settembre 2015
  • Altri 55mila circa saranno selezionati invece senza vincolo, su tutto il territorio nazionale, in una fase successiva. E' facoltà degli aspiranti docenti, indicare le province nelle quali si vorrebbe essere destinati, in ordine di preferenza
  • I restanti potranno invece accedere al concorso che sarà indetto nel 2016 per 60mila posti totali. Sarà infatti proprio dal 2016 che le docenze saranno assegnate solo per concorso, ponendo fine al sistema delle graduatorie.

A conclusione di queste due fasi di selezione, saranno i presidi che, a partire dall'anno scolastico 2016/2017 potranno assumere, con chiamata diretta, gli insegnanti di cui avessero bisogno

Agli insegnanti:

  • sarà concessa una card di 500 euro annue, da impiegare per attività formative e di aggiornamento extra scolastiche, che diventano obbligatorie, con un piano formativo aggiornato ogni 3 anni
  • sarà affidato il compito di coprire le esigenze di corsi di recupero e/o sostegno agli alunni che ne facessero richiesta, le supplenze brevi di colleghi assenti, le attività alternative alle ore di religione e altre attività destinate alla prevenzione dell'abbandono scolastico.

In ogni istituto sarà costituito un comitato di valutazione formato dal Preside, 3 insegnanti, due genitori (un genitore e un alunno per le scuole superiori) e un membro esterno, che avranno il compito di valutare gli insegnanti neo-assunti, cioè quelli provenienti dal gruppo dei 100mila e in generale tutti i docenti in servizio con la facoltà di assegnare, ogni 3 anni, una sorta di "premio produzione" a quelli più meritevoli.

Per quanto riguarda gli alunni le novità più significative riguardano i ragazzi delle scuole superiori.

E' prevista infatti:

  • l'introduzione del cosiddetto 'curriculum dello studente' (a partire dall'anno scolastico 2016/2017) in base al quale ogni scuola potrà introdurre materie opzionali mirate in base alle attitudini degli alunni
  • la possibilità di fare percorsi alternati scuola-lavoro pianificati negli ultimi tre anni di formazione per un totale di 400 ore negli Istituti Tecnici e Professionali, 200 ore per i Licei. Gli stages potranno essere svolti in aziende o in enti pubblici.
  • Potenziato lo studio di materie come arte, diritto, economia, lingue straniere, strumenti digitali

Per le scuole primarie viene dato un impulso allo studio della musica, dell'arte, all'educazione fisica e alla lingua straniera.

In tutte le scuole saranno previsti percorsi speciali con l'obiettivo di favorire l'integrazione dei ragazzi con particolari problematiche e quelli provenienti da altre culture

  • Infine, per i genitori che scelgono di iscrivere i propri figli alle scuole private paritarie, sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi fino a 400 euro annue per ogni figlio.

Se questa riforma della scuola italiana sarà davvero buona, potremo giudicarlo solo quando sarà compiuta effettivamente in tutti gli aspetti previsti. Per il momento per genitori, alunni e insegnanti è tempo di vacanze.

Foto credit:© yo- Fotolia.com

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