Come ridurre un seno troppo grande: quando sottoporsi all'intervento

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Un seno troppo grande minaccia salute e autostima. Scopri come correggerlo con un intervento chirurgico!

Un seno troppo grande può essere causa di problemi fisici e psicologici. Mammelle molto pesanti spostano in avanti il baricentro della colonna vertebrale e possono causare difficoltà nelle attività quotidiane, nello sport, nella vita di relazione e nella sessualità.

Il problema ha un nome medico ufficiale: ipertrofia mammaria.

A causarlo sono fattori costituzionali e ormonali, oppure la predisposizione ereditaria, che portano a uno sviluppo eccessivo della ghiandola mammaria durante la pubertà o la gravidanza.

Nei casi più accentuati (definiti gigantomastie) il seno può arrivare a pesare qualche chilo. Ed è proprio il peso eccessivo delle mammelle a scatenare problemi che portano più di 5 mila donne a sottoporsi ogni anno, nella sola Italia, a un intervento di mastoplastica riduttiva per ridurre le loro dimensioni.

Infatti sia il peso del seno che la tendenza a cercare di nasconderle può portare a posture non corrette che possono causare gobbe e rotazioni della colonna vertebrale e della gabbia toracica.

Inoltre un seno molto grande può minare l'autostima, creando disagio quando si indossano alcuni capi d'abbigliamento e difficoltà nell'esecuzione di esercizi sportivi.

Per questo secondo gli esperti non ci sono dubbi: come spiegano i chirurghi dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), l'intervento di riduzione deve essere eseguito quando la donna è ancora giovane sia per evitare danni permanenti alla schiena che per prevenire la comparsa o il peggioramento di problematiche psicologiche.

Infatti l'intervento aiuta a correggere i difetti di postura, ma non può modificare eventuali gobbe o scoliosi che si sono già sviluppate.

L'intervento viene eseguito in anestesia generale, in genere con un ricovero di un solo giorno.

Come spiega Claudio Bernardi, esperto dell’Aicpe, lo scopo non è solo ridurre le dimensioni del seno, ma anche modellarlo in modo da conferirgli una forma ottimale e il più possibile simmetrica.

La cute e il tessuto mammario in eccesso vengono asportati, l'areola viene spostata più in alto e i tessuti vengono rimodellati in modo da conferire al seno una forma più piccola, più alta e proiettata.

Di solito non è doloroso”, assicura Bernardi, spiegando che gli antidolorifici devono essere assunti solo se necessario e che il recupero è “molto rapido” proprio grazie al nuovo “senso di leggerezza”.

Unico neo, le cicatrici intorno all'areola, che però con il tempo tendono a diventare meno evidenti.

Ma si tratta di un intervento rimborsabile? Non se lo scopo è puramente estetico, ma in caso di ipertrofia mammaria severa associata a disturbi accertabili clinicamente e con indagini strumentali è possibile eseguirlo in una struttura pubblica in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale. Chiedete informazioni al vostro medico!

Foto © Kaspars Grinvalds – Fotolia.com
Fonte: Aicpe
 

Si può allattare dopo la riduzione del seno?

La ghiandola mammaria che rimane dopo un intervento di mastoplastica riduttiva permette alle donne che diventeranno mamme di allattare al seno i loro bambini. 

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