Pancia gonfia: quando è colpa dello stress

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I problemi di pancia gonfia possono essere associati allo stress. Scopri come combatterli!

Avere la pancia gonfia è un problema piuttosto comune. Secondo alcune stime a soffrirne è dal 10 al 25% delle persone in buona salute, ma non solo.

Infatti questo problema è particolarmente frequente fra chi soffre di disturbi come la sindrome dell'intestino irritabile o la stitichezza.

Anche lo stress può contribuire alla sua comparsa.

Situazioni stressanti possono scatenare reazioni indesiderate a livello gastrointestinale, incluso un fastidioso gonfiore

A spiegarci i meccanismi alla base di questo fenomeno sono gli esperti dell'Harvard Medical School di Boston, negli Stati Uniti, secondo cui ad entrare in gioco è il sistema nervoso associato all'intestino, il cui funzionamento dipende dallo stesso tipo di neuroni e di neurotrasmettitori (ad esempio la serotonina) presenti anche nel sistema nervoso centrale.

Questo sistema di neuroni e neurotrasmettitori controlla i movimenti intestinali in modo che il cibo ingerito possa avanzare senza problemi lungo il tubo digerente e, allo stesso tempo, consente la comunicazione tra intestino e cervello.

Nel momento in cui, per cause diverse, lo stress raggiunge livelli eccessivi, la digestione rallenta in modo da consentire all'organismo di utilizzare le energie a disposizione per affrontare i motivi che stanno alla base di questo stress.

Quello che si può creare è un vero e proprio circolo vizioso. Infatti disturbi gastrointestinali continui possono aumentare i livelli di stress e di ansia, contribuendo a peggiorare i problemi di pancia gonfia.

Come risolvere il problema?

Il primo passo da fare è modificare l'alimentazione. Infatti come ricordano gli esperti della Mayo Clinic di Rochester, sempre negli Stati Uniti, i gonfiori sono dovuti all'accumulo di gas intestinali prodotti a partire dal cibo ingerito; per questo quando si soffre di pancia gonfia può esser utile limitare il consumo di alimenti come fagioli, broccoli, cavolini di Bruxelles, cavoli, cavolfiori, lattuga, mele, pere, pesce e cereali integrali.

D'altra parte, quando ad entrare in gioco è lo stress può essere utile anche agire a livello psicologico. La terapia cognitivo-comportamentale può ad esempio aiutare chi soffre di disturbi gastrointestinali a gestire meglio l'ansia e lo stress associati alla patologia.

Anche le tecniche di rilassamento, soprattutto se associate alla terapia cognitivo-comportamentale, possono essere d'aiuto. L'obiettivo finale è ridurre gli effetti negativi dello stress; per farlo è possibile provare ad affidarsi a svariate metodiche, dal rilassamento muscolare progressivo alle tecniche di visualizzazione, passando anche per approcci basati sull'ascolto di musica rilassante.

In ogni caso, il modo migliore per risolvere il problema resta parlarne con il proprio medico: ascoltando la descrizione dei sintomi e dei fattori che li scatenano saprà consigliare l'approccio più adatto al singolo caso.

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Foto: © cocolima – Fotolia.com

Fonti: Harvard Medical School; Mayo ClinicISRN Gastroenterology

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