La colazione del mattino? Protegge il cuore

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Fare colazione può proteggere il cuore. Scopri i suoi benefici contro le malattie cardiovascolari! 

La colazione del mattino? Protegge il cuore

Colazione, pranzo e cena: sono questi i tre pasti principali della giornata. Ad essi è possibile aggiungere 2 spuntini, uno a metà mattina e uno nel pomeriggio.

I consigli degli esperti sono chiari: curare la propria alimentazione non significa solo mangiare in modo equilibrato dal punto di vista delle calorie e dei nutrienti introdotti con il cibo, ma anche distribuire adeguatamente i pasti nell'arco della giornata.

A confermare la bontà di queste indicazioni è una dichiarazione scientifica dell'American Heart Association pubblicata sulle pagine della rivista Circulation. I suoi autori sottolineano in particolare l'importanza di non farsi mancare il primo pasto della giornata, quella prima colazione che purtroppo ancora in molti – adulti e bambini – saltano troppo spesso.

Più in generale, gli esperti ricordano l'importanza di seguire delle tempistiche anche quando si mangia e il loro effetto sul rischio di attacchi cardiaci, ictus e altri problemi di natura cardiovascolare.

Fare colazione è una buona abitudine associata a una riduzione dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari

Al giorno d'oggi, sottolineano gli esperti, “è difficile distinguere i classici colazione, pranzo e cena perché saltare i pasti e fare spuntini sono diventati più prevalenti”.

Stili di vita di questo tipo possono avere vari effetti sui marcatori della salute cardiometabolica, vale a dire l'obesità, il profilo lipidico, la resistenza all'insulina e la pressione del sangue”.

In particolare, le ricerche condotte sul tema hanno svelato che le persone che fanno colazione tutti i giorni riduce la probabilità di soffrire di pressione alta o di avere livelli eccessivi di colesterolo nel sangue. Chi, invece, tende a saltare questo primo pasto della giornata ha una maggiore probabilità di essere obeso o malnutrito, mostrare i segni di un'alterazione del metabolismo del glucosio o, addirittura, aver sviluppato un diabete.

L'orario e la frequenza dei pasti sono stati invece associati all'obesità, a pressione, colesterolo, glicemia alti, alla resistenza all'insulina e a una riduzione della sensibilità all'azione di questo ormone.

I ricercatori sottolineano la necessità di condurre studi più ampi che durino più a lungo per verificare gli effetti di una buona programmazione dell'alimentazione quotidiana. “Da studi condotti sugli animali sembra che quando ricevono cibo durante una fase di inattività, ad esempio mentre stanno dormendo, il loro orologio interno sia resetta in un modo che può alterare il metabolismo”, spiega Marie-Pierre St-Onge, docente di medicina nutrizionale alla Columbia University di New York e prima firma della dichiarazione. “Tuttavia, dovrebbero essere condotte più ricerche sull'uomo prima di poterlo affermare con certezza”.


Nel frattempo, l'invito è a mangiare in modo consapevole, “facendo attenzione”, sottolinea St-Onge, “sia a cosa si mangia che a quando si consumano pasti e spuntini, per combattere l'alimentazione emotiva. Molte persone”, spiega infatti l'esperta, “trovano che le emozioni possano farle mangiare quando non hanno fame, cosa che spesso porta a introdurre troppe calorie sotto forma di cibi che hanno un basso valore nutrizionale”.

Alla luce delle loro riflessioni, St-Onge e colleghi ribadiscono l'ormai noto consiglio di garantirsi una dieta sana ricca di frutta, verdura, cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi, pollame e pesce e povera di carne rossa, sale e cibi ricchi di zuccheri aggiunti, sottolineando però come un'alimentazione consapevole anche dal punto di vista dell'orario e della frequenza dei pasti “potrebbe portare a uno stile di vita più sano”.

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Foto: © djoronimo – Fotolia.com
Fonte: American Heart Association 

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