Meno liquirizia in gravidanza: così si protegge la salute del bimbo

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Troppa liquirizia in gravidanza può fare male al bambino. Scopri i suoi possibili effetti a lungo termine! 

Meno liquirizia in gravidanza: così si protegge la salute del bimbo

Prendersi cura della propria alimentazione durante la gravidanza aiuta a proteggere sia la propria salute che lo sviluppo del bimbo. Sappiamo ad esempio ormai da tempo che le donne che non hanno avuto la toxoplasmosi devono evitare sia il consumo di frutta e verdura non adeguatamente lavata o sbucciata sia della maggior parte dei salumi; il pesce crudo fresco, inoltre, dovrebbe essere messo al bando a causa del rischio di anisakidosi.

L'elenco di alimenti cui fare attenzione include anche la liquirizia che, secondo uno studio pubblicato sull'American Journal of Epidemiology potrebbe avere effetti a lungo termine negativi per la salute del bambino.

Il consumo di liquirizia durante la gravidanza è associato a una riduzione del quoziente intellettivo dei figli durante l'adolescenza

Lo studio in questione è stato condotto in Finlandia, dove le linee guida alimentari per le famiglie con figli includono già la liquirizia nella lista degli alimenti non raccomandati alle donne incinte. Ciò non significa doverla escludere completamente; gli stessi autori di questo studio distinguono un consumo elevato (pari all'assunzione di 500 mg a settimana di glicirrizina, la molecola dolcificante naturalmente presente nella liquirizia) da un consumo basso (corrispondente a un'assunzione inferiore a 249 mg di glicirrizina a settimana).

Evitare di esagerare sembra invece fondamentale. Gli adolescenti figli di donne che hanno mangiato molta liquirizia durante la gravidanza hanno infatti ottenuto risultati peggiori nei test per la valutazione delle capacità di ragionamento. Il loro QI è parso inferiore di circa 7 punti rispetto a quello degli altri ragazzi; inoltre anche la loro memoria è sembrata inferiore, mentre la probabilità di avere a che fare con un deficit di attenzione-iperattività è parsa superiore. E infine, nelle ragazze esposte alla liquirizia nel ventre materno la pubertà è risultata più precoce e più lunga.

I dati a disposizione non permettono di concludere che sia la glicirrizina a causare gli effetti osservati. I risultati di studi condotti sugli animali suggeriscono che questa sostanza potrebbe intensificare gli effetti del cortisolo, l'ormone dello stress, con conseguenze deleterie per il bambino nella pancia della mamma. Per il momento, però, i meccanismi biologici degli effetti della liquirizia restano ancora da chiarire.

Non è nemmeno possibile indicare una dose giornaliera di liquirizia che possa essere considerata sicura. I 500 mg di glicirrizina alla settimana di cui parlano i ricercatori corrispondono al consumo di circa 250 g di liquirizia, e secondo le raccomandazioni finlandesi il consumo occasionale di piccole quantità, come quelle presenti in poche caramelle o in un gelato, non è pericoloso.

In generale, gli esperti raccomandano di non esagerare con il suo consumo anche quando non si è incinte. Assumerne tanta per molto tempo potrebbe far aumentare la pressione e ridurre i livelli di potassio, esponendo a problemi muscolari e cardiaci. Inoltre l'assunzione contemporanea di farmaci come i diuretici, che a loro volta causano riduzioni nei livelli di potassio, potrebbe essere pericolosa per il cuore. Meglio, quindi, non cedere alla gola e, in caso di dubbi, chiedere consiglio al proprio medico.

Foto © Orlando Bellini – Fotolia.com
Fonte: University of Helsinki; NIH 

Il gusto delle caramelle alla liquirizia

Le caramelle alla liquirizia non contengono sempre liquirizia: spesso vengono aromatizzate con olio di anice, che conferisce lo stesso sapore. 

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