Diabete: identificato enzima che combatte gli zuccheri in eccesso

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Un eccesso di zuccheri nel sangue è tipico del diabete. Scopri quale enzima aiuta a eliminarli!

Gli zuccheri sono nutrienti importanti per l’organismo, ma quando i loro livelli nel sangue sono troppo elevati la salute è in pericolo. Lo sa bene chi soffre di diabete, patologia caratterizzata proprio da concentrazioni eccessive di glucosio nel sangue.

Oggi un nuovo studio apre la strada alla messa a punto di nuovi trattamenti per questa patologia.

Un gruppo canadese di ricercatori ha identificato un enzima in grado di eliminare gli zuccheri in eccesso e di bloccare così il loro effetto tossico su diversi organi del corpo

Come spiegato sulle pagine di Pnas, l’enzima in questione è la glicerolo 3-fosfato fosfatasi (G3PP).

Quando il glucosio nell’organismo è eccessivamente alto, il glucosio prodotto dalla glicerolo 3-fosfato fosfatasi nelle cellule raggiunge livelli eccessivi, e un eccessivo metabolismo del glicerolo 3 fosfato può danneggiare diversi tessuti”, spiega Marc Prentki, autore principale dello studio.

Abbiamo scoperto che la G3PP è in grado di degradare una grande parte di questo glicerolo fosfato in eccesso producendo glicerolo e di dirottarlo al di fuori delle cellule”.

In questo modo, spiega Prentki, l’enzima protegge le cellule del pancreas che producono l’insulina e diversi organi dagli effetti tossici di un eccesso di glucosio.

Non solo, con la sua azione la G3PP previene l’accumulo di grassi in eccesso e riduce la produzione di glucosio a livello del fegato, uno dei problemi principali in caso di diabete.

L’enzima potrebbe quindi diventare il nuovo bersaglio di trattamenti contro il diabete, l’obesità e anche la sindrome metabolica.

Prima di avere a disposizione nuove opzioni terapeutiche saranno però necessari altri numerosi studi.

Foto: © Focus Pocus LTD - Fotolia.com
Fonte: EurekAlert! 

Non solo farmaci

I farmaci non sono l’unica arma contro il diabete di tipo 2: anche un’alimentazione appropriata e un’adeguata attività fisica fanno parte del programma terapeutico di chi soffre di questa malattia. 

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