Autopalpazione al seno: come scoprire se hai noduli

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Come si effettua in modo corretto l'autopalpazione del seno? Scopri come accorgersi di eventuali noduli!

L'autopalpazione del seno può aiutare a scoprire la presenza di noduli che potrebbero essere associati a un tumore.

Gli esperti del settore consigliano di iniziare ad effettuarla già a partire dai 20 anni di età. In questo modo sarà più facile prendere confidenza con il proprio seno e imparare a riconoscere eventuali variazioni che potrebbero essere il segnale della presenza di una massa anomala.

L'autopalpazione del seno non serve solo a rilevare con le dita della mano la presenza di noduli, ma anche per accorgersi di alterazioni della forma del seno e di eventuali perdite che potrebbero essere associate a un tumore

L'autoesame dovrebbe essere condotto una volta al mese.

Nel caso delle donne in età fertile deve essere eseguito a una settimana di distanza dalla fine del ciclo, perché si tratta del periodo in cui il seno è meno sodo e in cui fa meno male.

Durante la gravidanza e dopo la menopausa può invece essere eseguito in qualsiasi giorno del mese.

L'autopalpazione può iniziare anche sotto la doccia, perché una pelle umida e tessuti più rilassati possono facilitare la rilevazione di alcune variazioni.

In alternativa, basta mettersi a petto nudo di fronte allo specchio e iniziare a prendere confidenza con l'aspetto del proprio seno osservandolo mentre si tengono le braccia stese lungo ai fianchi e, in seguito, appoggiandole sul bacino e contraendo i muscoli del petto, con le braccia sollevate e, infine, anche di profilo.

In presenza di gonfiori, retrazioni cutanee o variazioni della forma dei capezzoli è bene rivolgersi al medico.

L'autopalpazione del seno vera e propria deve invece essere effettuata piegando un braccio dietro alla testa e iniziano a tastare con la mano opposta il seno corrispondente, mantenendo le dita ben tese.

Dopo aver ripetuto l'operazione sull'altro seno con la mano opposta l'autopalpazione deve essere effettuata anche da posizione sdraiata, con la spalla appoggiata sopra a un cuscino o a un asciugamano piegato, sempre con il braccio opposto dietro alla testa e tenendo le dita dritte, com la mano piatta e descrivendo lenti movimenti circolari.

L'esame deve essere eseguito in seno orario a partire dalla parte superiore, senza trascurare la zona compresa tra il seno e l'ascella.

Se all'autopalpazione dovessero essere percepite delle strane masse o se stringendo il capezzolo fra le dita dovesse fuoriuscire del liquido è bene chiedere consiglio al proprio medico, che oltre a ripetere l'esame potrà prescrivere accertamenti in grado di stabilire se è davvero il caso di preoccuparsi.

Foto: © michaelheim – Fotolia.com
Fonte: Fondazione Umberto Veronesi 

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