Cos’è il Choking Game, lo sballo che uccide

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Si premono i polsi contro la carotide per provocare l'asfissia e perdere conoscenza. Ma il gioco può avere conseguenze fatali.

Lo chiamano Space Monkey o Funky Chicken, ma in America, Inghilterra e Canada, dove il gioco è più diffuso, si conosce solo come Choking Game. È l'ennesimo dei giochi pericolosi a conquistare la scena grazie a casi di cronaca nera.

Ecco cos'è il Choking Game

Secondo una definizione della dottoressa Maura Manca, «l'obiettivo è provocare volontariamente uno svenimento facendo ricorso all'iperventilazione, per poi bloccare l'affluenza del sangue al cervello mediante compressione della carotide». Tutto questo per provare un'emozione, far salire l'adrenalina e dimostrare a se stessi e al gruppo di essere coraggiosi.

Si usano cinghie, lacci di scarpe, qualsiasi cosa aiuti a interrompere il flusso di ossigeno nel proprio corpo per poi provare l'euforia di tornare a respirare. Si possono anche usare i pugni per chiudere le carotidi oppure si spinge sul petto oppure si va in iperventilazione. Senza la supervisione di un compagno, il Choking Game può essere fatale.

Tutto naturalmente viene documentato sui social, con sfide lanciate da un gruppo all'altro. Peccato che non si tenga conto delle conseguenze, anche letali. Ma non è una moda recente: il chocking game risale agli anni Novanta. Su YouTube ci sono già oltre 36 milioni di risultati.

Chi gioca al Choking Game

L'identikit dei giocatori è chiaro. Ragazzini di 12 anni che passano molto del loro tempo in rete. Qui trovano molti "passatempi" pericolosi come il Choking Game. Ad esempio un ragazzino di 14 anni di Tivoli è stato provato privo di sensi dal padre, con il cavo della Play Station avvolto intorno al collo. È morto in ospedale. Secondo l'associazione internazionale Games Adolescents Shouldn’t Play ogni anno negli Stati Uniti muoiono da 250 a 1.000 giovani a causa del Choking Game o sue varianti.

Le conseguenze del Choking Game

Le conseguenze di questo gioco sono fatali. L'asfissia provoca danni al cervello a causa dell'interruzione dell'afflusso di ossigeno. «Togliere ossigeno al cervello, anche se per pochi secondi, può provocare gravi danni permanenti, oltre al rischio di cadere e farsi male», spiega Manca.

Chi gioca non pensa di morire, ovviamente. Si fanno valutazioni soggettive. Si vede l'amico, che lo ha fatto e sta bene, e ci si dice: «posso farlo anche io». Ciò che ripaga per il rischio corso è l'euforia per la ripresa dallo svenimento.

Le sensazioni forti sono ciò che avvicina gli adolescenti al mondo degli adulti: la ricerca dell'euforia, quella sensazione inebriante provocata dal ritorno violento del sangue al cervello, può costare caro, un game over senza ritorno. 

Foto: serezniy - 123rf.com

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