Donne contro gli stereotipi - Fabiola Giannotti, la prima donna alla guida del Cern

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Fabiola Giannotti ha 57 anni e ha già scritto il suo nome tra quello dei grandi scienziati che hanno rivoluzionato il mondo con le proprie scoperte, coordinando al Cern il gruppo di lavoro sul bosone di Higgs.

Capelli e occhi nerissimi, aria da ragazzina, umiltà: sono queste le principali caratteristiche di Fabiola Giannotti, 57 anni, figlia di un astigiano e una siciliana, che con sacrificio e costanza ha imparato il talento più importante nel mondo della fisica: non dare mai nulla per scontato. Il suo carattere e la sua passione per la fisica l'hanno portata a coordinare i 3.000 fisici provenienti da 38 Paesi diversi, parte integrante del più grande esperimento scientifico di sempre, ATLAS.

Donna carismatica e di grande personalità, era insieme a Joe Incandela, coordinatore del Compact Muon Solenoid (CMS), il 3 luglio 2012, il giorno in cui il mondo imparò cos'è il bosone di Higgs.

La passione per la fisica conquista Fabiola attraverso la biografia di Marie Curie, un'altra delle donne che ha infranto gli stereotipi di genere nel mondo della scienza. Marie Curie e la spiegazione di Einstein dell'effetto fotoelettrico le fanno capire che il suo futuro è nella fisica. Si laurea nell'indirizzo sub-nucleare nel 1984 presso l'Università Statale di Milano. Dopo il Nobel a Carlo Rubbia, decide di svolgere un dottorato di ricerca sulle particelle elementari.

Fabiola Giannotti

ATLAS Experiment © 2011 CERN [CC BY-SA 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0)], via Wikimedia Commons

Entra al Cern nel 1987, quindi dopo soli 3 anni dalla laurea. Nel 1992 partecipa all'esperimento che le cambierà la vita, ATLAS: ne è la coordinatrice fino al 2003, per essere richiamata nello stesso ruolo dal 2009 al 2013.

Nel 2012, con gli occhi che tradivano una grande emozione, Fabiola Giannotti parlò dopo Incandela e disse: "Non speravo di vedere questo risultato prima di morire". I dati raccolti negli anni da ATLAS non lasciavano dubbi e mostravano la traccia significativa della produzione e del decadimento di una nuova particella compatibile con il meccanismo previsto da Higgs, Brout ed Englert nel 1964.

Il bosone di Higgs, noto anche come "particella di Dio", è stato scoperto grazie al microscopio più potente del mondo, il Large Hadron Collider. In un'intervista al Messaggero Fabiola Giannotti lo descriveva così: "È una particella molto speciale che non appartiene alle due classi in cui si suddividono le altre particelle: quelle di materia, [...] è diverso perché ha il compito di dare massa a tutte le altre particelle e, se così non fosse, il nostro universo non esisterebbe e ovviamente non esisteremmo neppure noi".

Tra le curiosità che riguardano Fabiola Giannotti, c'è il suo diploma in pianoforte al Conservatorio di Milano e la sua fede. Si è dichiarata credente e ha affermato che scienza e fede sono compatibili, che non ci sono contraddizioni: "L'importante è lasciare i due piani separati - spiega la scienziata - essere credenti o non credenti, non è la fisica che ci darà risposta". 

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