Narcolessia: cos'è e come curarla

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Cosa si intende con narcolessia? Ecco come riconoscere i sintomi di questo disturbo neurologico e come intervenire.  

La narcolessia è un disturbo neurologico caratterizzata dalla perdita dell’equilibrio sonno-veglia e che determina estrema sonnolenza diurna, associata talvolta anche a debolezza muscolare. Rientra tra le ipersonnie del sistema nervoso centrale, ovvero è uno dei disturbi cronici associati al riposo.

I pazienti narcolettici tendenzialmente faticano a dormire di notte e sono insonni, mentre di giorno sono eccessivamente stanchi e possono addormentarsi all’improvviso, anche mentre stanno svolgendo altre attività come ad esempio mangiare, parlare o lavorare.

La narcolessia può manifestarsi anche insieme ad altri disturbi o comportare irascibilità, tristezza o deficit delle facoltà cognitive.

In caso di cataplessia, ad esempio, c’è una perdita improvvisa del tono muscolare durante il giorno. Questa eccessiva debolezza muscolare può colpire uno o più parti del corpo, può durare alcuni secondi, ma anche minuti.

Una persona narcolettica, inoltre, può avere anche allucinazioni visive ed uditive, ovvero sogni particolarmente vividi in fase di risveglio o mentre sta prendendo sonno. Durante queste fasi può verificarsi anche una paralisi nel sonno. Questi episodi vengono vissuti come terrificanti dai malati che si sentono paralizzati e imprigionati nel “sogno”.

narcolessia

Per giungere ad una diagnosi di narcolessia il medico deve analizzare lo svolgimento del sonno notturno utilizzando particolari attrezzature e sottoponendo il paziente a dei test ad hoc.

Ad oggi non si conoscono le cause specifiche all’origine del disturbo, sebbene sia stato appurato che molti pazienti narcolettici presentano un livello della ipocretina inferiore alla norma. L'ipocretina è un peptide con funzioni neurotrasmettitrici necessario nel regolare le fasi del sonno. Una quantità insufficiente fa sì che la persona arrivi alla fase REM prima che sia stata correttamente completata la fase NON REM.

Sebbene questa patologia sia incurabile e cronica, si possono adottare contromisure e terapie farmacologiche per alleviare la sintomatologia e migliorare, quindi, la qualità della vita dei malati. Sarà lo specialista ad indicare il trattamento più adatto a seconda della gravità e della speicificità della situazione.

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