Burioni: «Le misure di contenimento sono dolorose, ma necessarie»

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Il virologo Roberto Burioni ci spiega come si manifesta il Coronavirus (COVID-19) e come prevenire il contagio.

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Il virologo Roberto Burioni non ha dubbi. Per prevenire il contagio da COVID-19, altrimenti noto come Coronavirus, bisogna evitare il più possibile il contatto umano. Mentre Milano vive ore di terrore nei supermercati saccheggiati, la città si svuota e lo smart working aumenta, l'Italia è ad oggi il Paese europeo con il più alto numero di contagiati. Secondo la virologa Ilaria Capua questo dato è dovuto ai massicci controlli a tappeto che si stanno effettuando sul nostro territorio. Ma Burioni parla anche di super spreader e necessarie misure di contenimento nazionale coordinate e sistemiche.

Ecco tutto quello che c'è da sapere sul Coronavirus e sulle misure preventive da mettere in atto.

Cos'è il Coronavirus?

Il COVID-19 fa parte di una famiglia a cui appartengono altri virus che colpiscono l'uomo. Passano all'organismo umano dagli animali, secondo il meccanismo dello spillover. Si pensa che in questo caso l'organismo vettore fosse un pipistrello, ma non lo sappiamo con certezza. Il 10 per cento di questi virus causano raffreddori. Il COVID-19 causa una sindrome respiratoria di una certa gravità. La prognosi per l'infezione da Coronavirus è più severa rispetto a una normale influenza.

A quanto ammonta il tasso di mortalità legato al Coronavirus?

Non lo conosciamo con esattezza, ma secondo stime affidabili la mortalità si attesta attorno all'1 per cento, che purtroppo è alta. Il motivo è questo: mentre l'influenza confina i danni nella parte alta dell'apparato respiratorio, colpendo bronchi e trachea, questo virus scende più in profondità e attacca agli alveoli polmonari, provocando insufficienza polmonare.

Quali sono i sintomi dell'influenza da Coronavirus?

Sono quelli di una normale influenza. [Febbre, tosse, mal di gola sono tra i più comuni, ndr.]

Come si cura?

Al momento non ci sono farmaci specifici. L'unico modo per curare chi è affetto da questo virus è sostenere le funzioni vitali del paziente. Questo vale per le condizioni gravi, che si manifestano soprattutto nelle persone affette da altre patologie o immunodepresse. Ma se la normale influenza è quasi esclusivamente pericolosa per chi sta già male, questa malattia può mandare in terapia intensiva anche chi sta bene.

Come proteggersi?

Evitando più possibile il contatto umano. Inoltre, è importante lavarsi le mani perché sono il primo mezzo di trasmissione di queste infezioni.

Quali sono i rischi per chi viaggia?

A meno che non si viaggi in automobile, entrare in contatto con delle persone in aeroporti o stazioni, che sono luoghi affollati, espone al rischio di contagio. Per chi non può proprio farne a meno, il consiglio è di lavarsi le mani più spesso.

Il vaccino antinfluenzale aiuta nella lotta al COVID-19?

No, perché non dà nessuna protezione. Bisognava averlo fatto perché in questo momento l'insorgenza di forme influenzali diverse dal Coronavirus confonde le acque.

Perché si parla di pandemia?

Non si parla ancora di pandemia, ma di epidemia in atto nel nostro Paese.

Perché l'Italia è il paese europeo con più casi?

Non c'è un motivo preciso e bisognerà approfondire la questione. Secondo me, potrebbe esserci un Super Spreader. Di solito un paziente ne contagia 2, altri ne contagiano 10-20. Se avessimo avuto un Super Spreader, questo giustificherebbe l'alto numero di casi diagnosticati. Ma è solo una mia teoria.

Cosa si sta facendo – a livello medico e politico – per arginare il virus?

Le misure di contenimento sono dolorose, ma necessarie. Dobbiamo fare di tutto per bloccare il contagio. Quello che sarebbe importante mettere in atto è una gestione unitaria delle singole decisioni regionali. È un'emergenza nazionale, che deve essere gestita a livello nazionale. Al momento c'è una disomogeneità nelle decisioni. Soprattutto, non è questo il tempo delle polemiche. 

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