Semi di marijuana ad alto contenuto di THC: sono legali?

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Le regole da rispettare per comprare semi di cannabis ad alto contenuto di THC. Ecco come e dove è possibile acquistarli legalmente.

La marijuana continua a essere la protagonista di una storia millenaria, che ha visto la sua diffusione per secoli, per poi diventare una realtà illegale e, negli ultimi anni del nuovo millennio, essere riconsiderata come una pianta che ha delle proprietà eccezionali. Una storia che per alcuni tratti può essere considerata avvincente. Uno di quegli eventi misteriosi sviluppatisi, tra cultura e tessuto sociale, in epoche storiche differenti.

Comprendere gli effetti della cannabis

La cannabis è una pianta che è parte integrante della storia della civiltà occidentale e orientale, ma per tanti aspetti criticata e odiata.

Grazie alla sua legalizzazione in Europa e in gran parte del mondo, oggi, comprare e coltivare canapa è legale. Inoltre è possibile acquistare semi, a fine collezionistico, presso siti specializzati nella vendita di semi di marijuana online come justbob.it.
Ma quali sono le regole da rispettare? In cosa si deve fare attenzione per non incorrere in problemi legali? In questo articolo andremo a esplorare il mondo della cannabis e di uno dei suoi composti che l'ha resa famosa nei secoli: il THC.

I semi di marijuana: le contraddizioni sociali su questa pianta
Dall'illegalità alla possibilità di scegliere

La legalizzazione della cannabis è una realtà che porta ancora in sé le contraddizioni che hanno caratterizzato questa pianta e che negli ultimi mesi hanno spinto la Corte di Cassazione a esprimere nuovamente un giudizio e chiarire alcuni aspetti. Ma perché tante polemiche? Entrare nel mondo di questa specie erbacea è un processo alquanto affascinate, in cui si evidenzia un vero e proprio legame tra l'uomo e questo prodotto, non solo per la semplicità di coltivarlo, ma per gli effetti che genera sul corpo.

Foto: Aleksandar Tomic - 123rf.com

Dal punto di vista chimico, la marijuana è ricca di sostanze come i flavonoidi e i cannabinoidi, elementi che portano a effetti differenti sull'essere umano. In particolare, intorno agli anni 60', vari studi hanno isolato i composti principali che caratterizzano i semi di marijuana: il THC e il CBD. Gli acronimi identificano il tetraidrocannabinolo e il cannabidiolo, i quali hanno effetti diversi sul sistema neurovegetativo dell'essere umano e a livello celebrare.

Il THC un composto tanto apprezzato, ma anche odiato

In particolare il THC è il protagonista della scomparsa della cannabis dalla realtà quotidiana, avvenuta tra la fine dell'800' e gli inizi del 900'. Ciò che si è determinato non è stata una semplice lotta contro gli effetti di questa pianta, ma una vera e propria creazione di un modello sociale che si è introdotto nella cultura del tempo e che per un secolo intero ha reso la marijuana e i semi di cannabis illegali. Tutto è iniziato negli Stati Uniti, nel voler considerare la cannabis un prodotto simile alle droghe più pericolose proprio per gli effetti psicotropi. Questa convinzione negativa ben presto è giunta in Gran Bretagna e si è diffusa nel Commonwealth Britannico e in tutta Europa, portando alla scomparsa della cannabis dalla vita quotidiana. Basti considerare che nell' '800 i semi di marijuana venivano liberamente coltivati e dalla pianta si producevano, vestiti, oggetti, corde, tele e alimenti.

Foto: Rudmer Zwerver - 123rf.com

Come conseguenza di questa nuova visione negativa della marijuana, in tutto il mondo l'uso e la produzione delle gemme di cannabis era punibile con multe salatissime e anche l'arresto. Con il tempo questa idea si è talmente intrecciata con l'ambito sociale da considerare questa pianta come simbolo di una generazione plagiata, anticonformista, che rompeva gli schemi e che non rispettava le convenzioni sociali. Negli anni 50' e 60' identificava i cosiddetti Hippy, dalle idee rivoluzionarie e liberali, negli anni 70' e fino alla fine del secolo, invece veniva strettamente connessa ai livelli sociali più bassi, ovvero coloro che ne facevano uso e che la distribuivano violando la legge.

La cannabis legale e la rivalutazione dei semi di marijuana

Le cose però sono iniziate a cambiare negli anni 2000, sradicando nel tessuto sociale l'equivalenza che la cannabis fosse strettamente connessa a un livello sociale e di istruzione basso. Nella nuova prospettiva l'impiego dei semi di marijuana viene visto sotto una nuova ottica, considerando gli aspetti positivi di questa pianta e la possibilità di creare prodotti che siano vantaggiosi per l'essere umano e che portino dei benefici sulla salute.
La nascita della marijuana legale è una riscoperta delle proprietà di una pianta che ha un aspetto comune, e che all'apparenza sembra non avere particolari proprietà. Infatti quando ci si avvicina a un arbusto di marijuana, non vi è nulla che colpisce dato il colore verde, e un fusto sottile che la rende non molto bella esteticamente, con foglie dello stesso colore. In alcuni momenti del suo ciclo vitale inoltre forma dei fiori anche questi privi di qualunque fascino.

Il catalogo delle genetiche coltivabili in Europa

La marijuana light o anche definita cannabis legale, è il prodotto che si è venuto a creare dalle nuove convenzioni sociali, che prevede alti contenuti di CBD e solo lo 0,2% o una percentuale quasi nulla di THC. La legge italiana di riferimento è la 242/2016, la quale ha dato attuazione al regolamento Europeo con il quale si ammetteva la coltivazione e la produzione di particolari tipologie di marijuana legale indicate all'interno di un elenco che viene definito il catalogo delle genetiche coltivabili. Le specie sono state considerate in base alla loro composizione chimica, valutando solo quelle che avessero un contenuto che rientrasse nelle percentuali stabilite dal regolamento. In particolare i ceppi riconosciuti a livello europeo sono 68 e alcuni di questi vengono anche venduti in Italia. Per conoscere quali ceppi sono attualmente utilizzabili sul territorio, il 23-05-2016 è stata emessa una circolare del Ministero delle Politiche agricole e forestali, in base alla quale vengono stabilite le modalità di coltivazione e le regole del florovivaismo. Grazie a questa circolare anche le gemme di cannabis sono incluse e vengono considerate legali solo se provengono da piante che appartengono all'elenco Europeo.

L'alto contenuto di THC cosa comporta ai fini della salute

Ma allora cosa succede per i semi ad alto contenuto di THC? A questo punto può essere importante, comprendere come mai si pone sempre molta attenzione a questa molecola. Il THC infatti produce quelli che possono essere considerati delle conseguenze psicotrope sul cervello, influenzando le capacità cognitive di un soggetto e generando difficoltà motorie. In alcuni soggetti infatti produce un effetto sedativo e rilassante, in altri invece può generare euforia e anche eccitazione. Ciò è dovuto alla sua capacità di distribuirsi in maniera uniforme nei vari organi del corpo e quindi influenzare l'umore, la memoria, il piacere, il dolore e la paura. Grazie alla sua capacità di unirsi ai recettori Cb1 e Cb2, penetra rapidamente nell'encefalo influenzando la normale funzionalità del sistema neurovegetativo. L'effetto è quella sensazione di "sballo" che si produce con l'assunzione di questa sostanza, unito a una continua forma di eccitazione sensoriale e alla percezione di stimoli esterni sovrastimati. Il THC porta a un vero e proprio deficit momentaneo delle funzionalità mentali, con problemi di concentrazione, capacità di memoria e calo di rendimento sia fisico che mentale. Il problema è che il THC si lega alle cellule adipose, rimanendo in circolo per il corpo anche dopo molto tempo dalla sua assunzione, obbligando chi lo utilizza ad aumentare i suoi livelli al fine di ottenere la sensazione richiesta, generando una vera e propria dipendenza. Per tale motivo i regolamenti europei e la legge italiana, pongono un limite ben definito al di sotto dello 0,2% alla presenza nelle piante di marijuana del tetraidrocannabinolo.

Foto: Artit Oubkaew - 123rf.com

Ma allora come mai se si apre internet è possibile acquistare online i semi ad alto contenuto di THC legalmente?

Coltivare semi di ad alto contenuto THC: è possibile?

Il problema è che proprio la fioritura determina la legalizzazione di una pianta, dato che se si fa germinare e crescere un seme ad alto contenuto di THC questo produrrà una gemma che è illegale. È molto importante comprendere questo aspetto. I semi ad alto contenuto di THC per essere legali devono essere appartenenti a uno di quei ceppi che sono stati previsti all'interno dell'elenco delle genetiche coltivabili a livello comunitario. Nel caso in cui non rispecchiano tale realtà, sarà considerata illegale la vendita e la produzione di qualunque tipologia di fiore o di pianta, e come conseguenza si procederà alla loro distruzione. Dall'altro lato sorge un altro problema e che riguarda la possibilità del loro acquisto. In questo caso l'operazione è legale, ma non sarà possibile utilizzarli e quindi completare il ciclo vitale della pianta, dato che la loro fioritura, contenendo una percentuale di THC anche del 20 o 30%, determinerebbe una marijuana con valori al fuori dei limiti imposti per legge. Sarà però possibile collezionarli.

L'oscuro mondo della vendita online dei semi di cannabis

Il problema che riguarda la legalità dei semi di cannabis ad alto contenuto di THC è qualcosa che influenza un po' tutti i paesi d'Europa. Infatti la differenza tra il vendere i semi di cannabis e il poterli utilizzare è molto sottile e spesso può confondere un utente il quale immagina che trovando su un sito specializzato, un prodotto che può acquistare, implica che è legale farne un uso specifico. Ovviamente nel caso dei semi di maria, si potrebbe immaginare che anche quelli che prevedono un elevato contenuto di THC possano essere utilizzati al fine di produrre marijuana. In questo strano limbo in cui si può cadere, si deve considerare quindi che è il concetto stesso di germinazione ad essere considerato il limite posto dalla legge per l'acquisto dei semi di cannabis ad alto contenuto di THC.

Foto: Eric Limon - 123rf.com

Altro fattore molto importante è che tutti i prodotti che sono considerati legali, devono essere corredati da un'etichetta che identifica che sono venduti da un rivenditore autorizzato. Quindi se si decide di comprare e collezionare i semi di marijuana ad alto contenuto di THC è importante acquistarli da siti specializzati come Justbob.it, i quali garantiscono un prodotto di qualità e la certezza di avere semi presenti nel catalogo delle genetiche Europeo.

Per questo per chi si avvicina al mondo dei semi di marijuana comprendere le limitazioni imposte dalla legge può essere fondamentale al fine di non incorrere in problematiche e vivere liberamente la propria passione.

Foto di apertura: Jaroslav Kettner - 123rf.com

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