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Esiste la grassofobia tra i bear nella cultura gay?

Chi sono i bear gay: caratteristiche della comunità ursina e quali sono le diverse correnti di pensiero presenti al suo interno.

Chi sono i bear gay: caratteristiche della comunità ursina e quali sono le diverse correnti di pensiero presenti al suo interno.

La comunità LGBT ci ha dato tantissime lezioni nel corso del tempo: ci ha insegnato che l’amore non ha genere, colore, etichette. Che per stare bene con te stesso non hai bisogno dell’apprezzamento degli altri né, tantomeno, della benedizione della Chiesa.

Che se hai paura di qualcosa è solo perché non la capisci. Ma se non la capisci, di solito, è perché non ci hai neanche provato. Che le discriminazioni sono battaglie che combattiamo tutti ogni giorno, sebbene per motivi diversi.

Ancora oggi, per esempio, il grasso è motivo di grande emarginazione sociale: abbiamo cercato di capire se lo è anche all’interno della comunità gay dei bear, che tutti conoscono per il loro aspetto “selvaggio”. Vediamo insieme chi sono, come si definiscono e se la grassofobia dilaga anche tra di loro.

Definizione

Bear (orso in inglese) è un epiteto utilizzato per indicare gli uomini gay o bisessuali con una corporatura robusta - o con qualche chilo in più - che in genere hanno anche i peli sul petto e la barba lunga incolta.

Nei film porno, i bear sono solitamente daddy nerboruti e irsuti, in genere con più di 30 anni. Il termine è diventato popolare grazie a Richard Bulger, con nel 1987 ha fondato assieme a Chris Nelson il Bear Magazine.

All’interno della stessa comunità dei bear è presente, oggi, un dibattito in merito alla definizione stessa di orso: per molti viene visto come la rappresentazione della mascolinità, in contrapposizione agli uomini più effeminati e curati (i cosiddetti twink). Per altri diventa invece un mezzo per definire una comunità più inclusiva, basata sull’accettazione di tutti. A prescindere dall’aspetto. Nonostante il grasso.

La bandiera degli orsi

Gli orsi hanno anche una loro bandiera, l’International Bear Brotherhood Flag, creata nel 1995 da Craig Byrnes. È composta da uno sfondo a strisce sul quale è rappresentata l’impronta di un orso.

I colori delle strisce in alto indicano quelli della pelle di etnie diverse, mentre le strisce più in basso non sono altro che i colori del pelo dell’orso, ovvero nero, grigio e bianco.

La bandiera degli orsi ha un significato bellissimo: quello di apertura totale a tutte le etnie e alla diversità di ogni essere umano.

Le divisioni sul grasso

Nella pratica, i bear si fanno portavoce delle caratteristiche sessuali secondarie dell’uomo: i peli, sul viso e sul copro, la calvizie (in molti casi), un aspetto vigoroso.

Con il trascorrere del tempo, la cultura dei bear è stata segnata da alcune spaccatura: sono, infatti, aumentate le discriminazioni da parte di chi ha un corpo muscoloso e si identifica nel concetto di orso, relegando ai margini gli uomini grassi.

Di contro, gli orsi in sovrappeso sono riusciti a rendere i loro chili in più una questione politica, trasformando quello che per altri rappresenta un motivo di esclusione (se sei grasso, non sei un vero orso) in una forma di autoaccettazione.

All’inizio degli anni ’90 nacque, per esempio, a Milano il gruppo Orsi italiani – Girth & Mirth, dove Girth indica il tronco dell’albero e dunque esprime robustezza, mentre Mirth indica allegria, voglia di vivere, benessere, in riferimento al fatto di riuscire a stare bene anche con un fisico oversize.

Sfumature di bear gay

Per far parte della comunità dei bear, in realtà, non si devono necessariamente possedere dei requisiti di tipo fisico o ci si debba vestire in un determinato modo. I bear gay nascono, infatti, dal rifiuto delle convenzioni e degli stereotipi, in base ai quali gli omosessuali vengono sempre visti come persone estremamente curate e ossessionate dal proprio corpo.

I bear sono individui che vivono in modo più sereno e non sentono la necessità di “martoriare” il proprio corpo per sentirsi in pace con sé stessi. Nel tempo, sono comunque nate tante definizioni all’interno della comunità ursina. Perché la vera libertà è nelle sfumature.

Si parla allora di:

  • Cucciolo (cub), ovvero l’orso giovane, sui 20 anni;
  • Sugar bear, che è l’orso un po’ più effeminato;
  • Lontra (otter), che è una via di mezzo tra un twink e un orso;
  • Lupo (wolf), che si differenzia dalla lontra perché è molto peloso, sessualmente attivo, magro, ma muscoloso;
  • Orso polare, ovvero l’orso maturo e brizzolato;
  • Muscle bear, che è l’orso muscoloso;
  • Koala gay bear, cioè l’orso con capelli e peli biondi;
  • Orsone, ovvero un orso obeso. Il termine viene utilizzato con un’accezione denigratoria;
  • Cacciatore, ovvero chi è attratto dagli orsi;
  • Daddybear, ovvero un orso maturo e con un atteggiamento paterno;
  • Orso lesbico, cioè l’orso al quale piacciono gli altri orsi.