Cos'è il movimento femminile cristiano e perché deve farci paura

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Da qualche tempo si sente parlare di principi che sembrano spuntati da una puntata di "The Handmaid's Tale", raccolti in un Manifesto: ecco i cardini di questa nuova filosofia . 

Nella repubblica di Gilead, lo stato in cui è ambientata la serie The Handmaid's Tale, le donne non avevano alcuna libertà. Sottratte al mondo del lavoro ed epurate dai centri decisionali, erano relegate al ruolo di fattrici. Dovevano solo restare incinte e generare figli.

Il Manifesto del Movimento Femminile delle donne cristiane sembra nato proprio da quel mondo lì. Solo che non si tratta di una creazione letteraria, come il romanzo di Margaret Atwood che ha ispirato la serie tv, bensì di una vera e propria filosofia di vita.

Cos'è il Movimento Femminile delle Donne Cristiane

L’8 settembre 2017 ha fatto la sua comparsa online. Le destinatarie sono «le donne, femmine, spose, amiche, madri, donne sole, consacrate, persone impegnate nella ricerca di un argine di senso che possa opporsi al relativismo imperante di questo tempo, per invitare a condividere un percorso certamente degno di combattenti ostinate».

Tra le promotrici del movimento c'è anche Costanza Miriano, giornalista, blogger e attivista nel discorso che ruota attorno all'affermazione «I don't need feminism». Questa espressione è stata usata, senza piena consapevolezza, da adolescenti americane che, postando un proprio selfie con questa scritta, sostenevano di non aver bisogno del femminismo perché non odiavano gli uomini. Quando il femminismo non è affatto questo. La Miriano è una strenua sostenitrice della sottomissione sessuale delle donne nei confronti degli uomini. Secondo lei l'uomo è come Cristo e allo stesso modo va onorato.

Nel manifesto del Movimento i riferimenti al Vangelo come messaggio verso cui tendere sono numerosi. Un altro principio cardine è il rifiuto del falso mito dell'emancipazione femminile, etichettato come «tentazione del demonio». Le donne, secondo questo Movimento sono «cavità di accoglienza che plasma terreno ed edifica, dove gli uomini sono i pilastri, custodiscono le fondamenta per edificare e collaborano per portare a compimento la costruzione della famiglia».

Chi scegli il Movimento rivendica la libertà di abbandonare carriere e potere per mettere il proprio ruolo di madre sopra ogni altra cosa, comprese se stesse. Inoltre, si sottolinea che l’uomo e la donna non sono uguali: hanno pari dignità, diritti, opportunità, ma sono diversi: «Le nostre differenze compongono l’unità che da’ origine alla vita. Due corpi uguali non danno origine alla vita».

«Vogliamo che ogni donna in Dio senta restituito il proprio corpo alla missione straordinaria, cosmica, unica, di poterlo donare - si legge ancora sul manifesto, che definisce la maternità - una chiamata alla santità», «il prodigio più grande con il quale il cielo ha voluto rivestire l'essenza più profonda del nostro essere femmine, spose, madri».

Vi sembra ancora solo la trama di una serie tv

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