Sono fidanzata ma io e lui non festeggiamo San Valentino: che problema c'è?

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Il vero amore è quello libero da cliché e luoghi comuni. Ecco perché non festeggiare San Valentino non deve essere un problema.

 “Voi che fate per San Valentino?”. “Nulla, what’s the problem?”.
A volte è difficile rispondere così. Soprattutto se dall’altra parte c’è qualcuno pronto a bollarti con qualche sguardo strano o battuta maliziosa. Del tipo “Se tu e il tuo partner non fate niente, allora c’è qualcosa che non va”. Devi essere sicura di te stessa per far esprimere il tuo disinteresse per la festa degli innamorati.

San Valentino
sarà anche la giornata in cui si celebra l’amore e di certo festeggiarla col partner può essere divertente. Ma non sempre non festeggiare equivale a fregarsene del partner. Se una coppia non fa nulla per San Valentino non è detto che debba essere “in crisi”. Magari semplicemente non lo ritiene importante!

Ci sono partner che non riconoscono il valore aggiunto di questa festività, e per loro è un giorno come tanti. Se, per esempio, di comune accordo tu e lui avete deciso di non fare nulla e non sorgono ripicche, va bene così. Significa che nessuno dei due vivrà come una mancanza il non essere andati al ristorante o il non aver ricevuto un regalo dall’altro.

Altre volte capita invece che uno dei due sia impegnato, o che i tempi di disponibilità non coincidano. A San Valentino c’è anche chi viaggia per lavoro e non può essere presente, chi ha un’urgenza imprevista da sbrigare, chi ha una festa a cui non può mancare e magari propone alla partner di andarci insieme. Se vi amate, non vedersi per San Valentino non è un dramma!



La situazione cambia se uno tra voi tiene a questa festività e ha un animo romantico, mentre l’altro è contrario a festeggiarla. Immagina che tu voglia festeggiare San Valentino ma che resti in silenzio perché sai che lui è restio. Dentro di te non vorresti rimanere delusa da una sua eventuale risposta negativa e sbrigativa. Così eviti di parlarne per non rimanerci male. Alla fine non programmerete nulla e la questione “che si fa a San Valentino?” non si sarà neanche aperta. Non si potrà neppure parlare di crisi, in questo caso. Piuttosto di un problema di comunicazione. Ci si trattiene dal dire all’altro ciò che si desidera per non forzarlo a farlo. O per non sentirsi trascurati, respinti. Aprirsi al dialogo, con leggerezza, resta la soluzione migliore. Nel momento in cui il tuo partner saprà che tieni a San Valentino, se sa prendersi cura dei tuoi sentimenti, ti verrà incontro. Cosa gli costerà portarti a festeggiare, se per lui non fa così tanta differenza?

Può esserci poi un altro caso. Quello in cui tu e lui volete esorcizzare il San Valentino e passarlo, di comune accordo, in compagnia di amici e amiche single. A volte è anche divertente concedersi questi momenti di libertà, dandosi reciprocamente fiducia. Fare un’uscita di gruppo non include necessariamente tradire l’altro. Potreste anche optare per unire le vostre due comitive, in modo da trascorrere il San Valentino insieme, senza comportarvi da coppia.

Festeggiare l’amore vuol dire farlo risaltare, riconoscergli importanza. Un San Valentino non festeggiato non significa per forza “crisi”, “menefreghismo”, o “allontanamento”. La vera festa sta nel sentirsi liberi di proporre, dire la propria, optare per un’alternativa divertente, chiedere ciò che si desidera all’altro. Senza troppe resistenze, o aspettative. Il vero amore è quello libero da cliché e luoghi comuni. Ansia da San Valentino, inclusa.

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