Scarpe col tacco, perché bisogna soffrire?

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Dalla versione in circolazione nell'antica Grecia la calzatura simbolo di seduzione femminile ha cambiato forma più di una volta. Ma il dolore - quello provocato dallo stiletto - quello no, non è cambiato.

Non so chi abbia inventato le scarpe con il tacco, ma sicuramente noi donne gli dobbiamo molto”. Queste parole furono pronunciate da Marilyn Monroe, ma nonostante l'autorevole voce, ciò che dobbiamo a chi ha inventato i tacchi alti è tanto, a volte troppo, dolore.

Nel corso dei secoli le scarpe alte hanno più volte cambiato forma, fino a quella attuale, nota in tutto il mondo: il tacco a spillo. Non tutti sanno ad esempio che lo stiletto da 12 centimetri, croce e delizia di ogni donna, è stato inventano nel 1953 a Vigevano, in provincia di Pavia. C'è anche un museo, che ne celebra la storia.

Forse le nostre nonne e le nostre mamme avevano più nerbo e sopportavano meglio di noi il dolore. Fatto sta che, nonostante continuiamo a comprarli, arriva sempre il momento in cui quelle bellissime - e altissime - scarpe che stiamo indossando ci fanno male.

Perché soffrire, dunque? Ecco qualche trucco di sopravvivenza al tacco 12.

I metodi che funzionano

Il Daily Mail ha sperimentato 6 modi per indossare i tacchi senza farsi venir voglia di morire. Tra i più riusciti c'è il cuscinetto in gel, da applicare nei punti in cui si crea maggiore irritazione. Inoltre, questi dispositivi alleviano l'impatto con il terreno, prevenendo il dolore alla pianta del piede.

Infilare un paio di calzini spessi e poi le scarpe, scaldando tutto con un asciugacapelli, sembra un altro metodo efficace per scongiurare in partenza il dolore da tacco. Mentre sparate il phon verso le scarpe "imbottite", muovete le dita: in questo modo allenterete la pelle. Tenete le calzature ai piedi fino a che non torneranno fredde. A questo punto indossatele con le calze tradizionali. Se non funziona, ricominciate.

Infine, un trucco da modelle. Legate insieme il terzo e il quarto dito del piede con scotch medico, in modo da alleviare la pressione dei nervi tra le dita da cui parte il dolore che ci fa soffrire. Secondo la giornalista che ha provato questo metodo, il dolore compare diverse ore dopo rispetto al solito, ed è molto più sopportabile. Da non applicare se scegliete un paio di scarpe open toe.

I metodi che non funzionano

Mettere un leggero strato di deodorante in gel nelle zone dove la pelle delle scarpe sfrega di più contro il piede, tendenzialmente non funziona. Infatti, il gel crea una barriera contro il dolore che dura pochissimo. Il risultato è che le scarpe tornano a far male e che una seconda applicazione rischia solo di peggiorare le cose.

Un altro dei consigli dati dal Daily Mail prendeva in considerazione l'idea di mettere le scarpe nel congelatore insieme a un sacchetto da freezer pieno d'acqua. L'obiettivo è allargarle di mezza misura in modo indolore per la tomaia. Non funziona: potreste trovare il sacchetto ben oltre il bordo della scarpa, senza contare l'inefficacia del metodo.

Infine, un metodo che funziona bene, ma non benissimo. Prendete una lima e strofinatela contro le cuciture all'interno delle vostre scarpe alte, nei punti che sapete vi provocano irritazioni o vesciche. Dopo di che applicate un sottile strato di vaselina. La difficoltà è raggiungere le cuciture, ma al di là della laboriosità, il risultato è positivo: meno sfregamenti, meno dolore.

Poi ovviamente, se alla domanda "perché soffrire?", vi va di rispondere con una vera presa di posizione, buttate tutte le scarpe col tacco nella vostra scarpiera e innamoratevi di ballerine, sneakers e stringate, e diffidate da chi vi dice che la sensualità si spiega anche con uno stiletto. Anche se a dirvelo è Marilyn Monroe. 

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