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Coco Chanel, storia di una donna rivoluzionaria

Dal little black dress a Chanel n°5, dall'atelier in Rue Cambon al ritiro dalle scene: il ritratto e la storia di una stilista che è diventata una vera e propria icona della moda

Dal little black dress a Chanel n°5, dall'atelier in Rue Cambon al ritiro dalle scene: il ritratto e la storia di una stilista che è diventata una vera e propria icona della moda

Vita facile, la sua? Neanche per sogno. Da bambina era stata abbandonata in un orfanotrofio e aveva mosso i primi passi lavorando come commessa di merceria. Gli abiti non erano ancora nel suo destino: a 18 anni Gabrielle Chanel sognava di fare la cantante. La sera si esibiva portando in scena un piccolo repertorio fatto di canzonette orecchiabili come Ko Ko Ri Ko e Qui qu’a vu Coco, richieste ogni sera a gran voce dai suoi ammiratori che, scandendo le sillabe Ko-ko e Co-co, le assegnarono senza saperlo il soprannome leggendario con cui verrà chiamata per il resto della vita. Da quel momento sarà per tutti Coco.

Coco Chanel, una donna indipedente e fiera

Visse grandi amori, ma non si sposò mai. Ci andò vicino soltanto una volta, quando si fidanzò con il duca di Westminster, l’uomo più ricco d’Inghilterra. Lui era rimasto folgorato da Coco, una donna indipendente e fiera che si era fatta da sé e non dava alcuna importanza ai privilegi nobiliari. La corteggiò per mesi, ricoprendola di attenzioni e regali preziosi che lei ricambiava con doni di pari valore, per dimostrargli che non era in vendita.

Quando Coco cedette alla sua corte, divennero una delle coppie più glamour dell’epoca. “La nuova duchessa di Westminster sarà una francese, una donna bella e brillante da cui dipendono le sorti di una grande casa di moda parigina”, titolarono i giornali. Il matrimonio, però, non venne mai celebrato e dopo qualche anno la relazione finì. Orgogliosa come sempre, a chi le chiedeva perché non avesse sposato il duca, Coco rispondeva con una delle sue frasi fulminanti: “Ci sono state parecchie duchesse di Westminster, ma c’è una sola Chanel”. 

Coco Chanel

Il petit robe noir

Il suo progetto più ardito fu la creazione di un vestitino nero per tutte le occasioni, un semplice tubino in crêpe de chine che diventerà il capo irrinunciabile di ogni guardaroba femminile. Il petit robe noir, nato nel 1926, venne paragonato da Vogue alla prima automobile prodotta in serie, la Ford T. Con la sua semplicità, quel capo rivoluzionario buttava all’aria secoli di costrizione in busti e corsetti, regalando finalmente alle donne una nuova libertà, al passo con i tempi.

Solo apparentemente austero, il tubino sapeva rivelarsi misteriosamente sensuale grazie ai sapienti tagli sartoriali con cui Chanel creava scollature sulla schiena e orli asimmetrici. Oltre a vestire le donne come dee, con i suoi capi le invitava a costruire la loro personalità attraverso la moda, senza mai subirla. “Se dentro al vestito non c’è una vera donna, allora il vestito è inutile, qualunque esso sia”.

I bijoux de couture

Tra le innumerevoli invenzioni di Chanel c’è anche quella dei bijoux de couture, la bigiotteria d’alta moda. “Quel che conta non sono i carati, ma l’illusione” spiegava Coco, che amava abbinare ai suoi capi lineari una profusione di catene e bracciali appariscenti e non troppo costosi, fatti di cristallo e metallo dorato. Spesso mescolava quei monili luccicanti ai suoi preziosi gioielli, rendendo indistinguibili quelli veri da quelli falsi.

Era molto scaramantica e amava particolarmente le perle, perfette per illuminare il nero rigoroso dei suoi abiti. Le considerava un potente talismano e faceva in modo di avvolgerle sempre in sei giri intorno al collo. Tra i suoi numeri portafortuna c’era anche il 5. Era la data che sceglieva abitualmente per le sfilate e quella che darà il nome al suo leggendario profumo, Chanel N°5.

Coco Chanel

Coco Chanel, l'icona che fa tendenza

Con la sua bellezza insolita, Coco non passava mai inosservata e riusciva a trasformare in un modello da imitare tutto ciò che indossava. Come i pantaloni bianchi scampanati che fu lei stessa a pubblicizzare, facendosi fotografare in vacanza con il volto scurito dal sole.

Anche la sua abbronzatura farà tendenza, messa in risalto dall’immancabile cascata di perle. Sempre grazie a lei, nei saloni di Parigi non si contavano più le richieste di tagli alla maschietta da quando aveva deciso di rinnovare la sua immagine, accorciando i capelli con un taglio ardito che lasciava scoperto il collo. Nelle sue memorie, il racconto di quel gesto eclatante divenne un classico del repertorio di aneddoti su Chanel. Raccontava che, al momento di uscire una sera per recarsi all’Opéra, un’esplosione dello scaldabagno di casa aveva reso la chioma impresentabile, costringendola a tagliarla di netto. Leggenda o verità? In ogni caso, la sua scelta fece scalpore, lanciando una moda destinata a durare nel tempo.

L'atelier parigino di rue Cambon, il tempio di Coco Chanel

Il suo mondo ruotava attorno all’atelier parigino di rue Cambon, dove faceva sfilare i nuovi modelli, guardando le modelle scendere dalla celebre scalinata circondata di specchi da dove osservava, non vista, le reazioni delle clienti. Tra le pareti color crema del suo quartier generale aveva uno studio, la sala da pranzo dove riceveva gli ospiti e persino un salotto per gli incontri privati. C’era tutto, tranne il letto.

Per dormire aveva scelto una suite all’ultimo piano dell’Hotel Ritz, dove passò le sue notti per più di trent’anni. Era collegata a rue Cambon con un percorso segreto attraverso le cucine che la portava in pochi minuti, senza essere vista, all’uscita sul retro, proprio di fronte al portone del suo atelier. 

Coco Chanel

Il ritiro dalle "scene" il trionfante ritorno

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Coco decise di uscire di scena e chiuse la maison Chanel, lasciando aperto solo il negozio di profumi. Ma l’ozio non faceva per lei. A 71 anni stupì il mondo con una rentrée degna di una regina. Nel 1954 tornò a far sfilare i suoi abiti e nel giro di un anno era di nuovo sulla cresta dell’onda. Risalgono a quel periodo alcune delle sue creazioni più celebri, come le décolleté bicolor e la borsa matelassé 2.55, chiamata così perché venne presentata per la prima volta nel febbraio del 1955.

Mentre era ancora in vita, Broadway le dedicò un musical intitolato Coco. La prima si tenne il 18 dicembre 1969 ma Chanel non riuscì a raggiungere New York per assistere allo spettacolo a causa di una paralisi alla mano. Il ruolo della protagonista era stato affidato a Katherine Hepburn e lo spettacolo rimase in cartellone per 329 repliche.

Quel successo sanciva la sua celebrità universale, celebrando un mito che resta ancora oggi immutato. Coco sarà per sempre la rivoluzionaria icona della moda che insegnò alle donne i segreti di un’eleganza senza tempo, invitandole a sentirsi libere, sicure, moderne. Ma soprattutto uniche. Perché, come diceva lei, “La moda passa, lo stile resta”.

Foto tratte dal libro "Coco Chanel. La rivoluzione dello stile"