Come funzionano gli allarmi passivi

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In un sistema domotico gli allarmi passivi consentono di riconoscere in automatico eventuali situazioni anomale. 

In un sistema domotico gli allarmi passivi consentono di riconoscere in automatico eventuali situazioni anomale. 

Grazie alla domotica è possibile rilevare situazioni di anomalia nel comportamento di un utente e intervenire in caso di bisogno: tutto ciò è reso possibile dalla presenza degli allarmi passivi.

Gli allarmi passivi rappresentano un'evoluzione dei sistemi domotici e vanno progettati prestando ogni minima attenzione ai dettagli e alle esigenze dei fruitori.

Sono ormai molto diffuse le applicazioni di allarme passivo che riguardano la segnalazione di anomalie riguardanti l’impiantistica come le fughe di gas, gli allagamenti o la presenza di fumo in una stanza: i sensori registrano l’anomalia e la segnalano consentendo un intervento da parte di un operatore o dell’utente medesimo.

Molto più complesso è l’uso di allarmi passivi legati ad eventi riguardanti direttamente le persone come la segnalazione di una caduta o di uno svenimento. Le applicazioni di questo tipo sono molto più difficili da realizzare e a volte possono verificarsi limiti funzionali come la non riconoscibilità di un evento che andrebbe invece segnalato oppure il rischio di generare falsi allarmi. La difficoltà principale consiste nel fatto che i sensori devono fare in qualche modo un’analisi del comportamento della persona e non solo rilevare l’evento critico. Attualmente sono possibili la segnalazione di mancata attività mattutina e l’eccessiva presenza in bagno. Nel primo caso, in base all’orario e a sensori che rilevano a presenza della persona a letto o in movimento nella camera, è possibile stabilire gli spostamenti di una persona, pensiamo ad un anziano con problemi di salute: se dovesse rimanere a letto più del dovuto scatterebbe immediatamente un intervento da parte di un operatore o di un parente per controllare lo stato fisico. Ugualmente accadrebbe a seguito di una segnalazione di eccessiva permanenza in bagno: un timer rileverebbe l’apertura della porta e l’accensione della luce e segnalerebbe dopo un periodo stabilito l’assenza di qualsiasi altro movimento: ad esempio in caso di svenimento nella vasca da bagno, vista la mancanza di attività dell’utente, l’intervento sarebbe repentino. 

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Sistemi salvavita?

Gli allarmi passivi non vanno intesi come dei sistemi salvavita ma solo come uno strumento in più per prevenire e intervenire in situazioni di pericolo. 

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