Giardinaggio

Terrarium o mini giardino: cos'è, come realizzarlo e come curarlo

Un giardino in miniatura, custodito in un barattolo di vetro, in grado di riprodurre perfettamente un ecosistema naturale. Facile da realizzare da soli, un terrarium chiuso è un vero e proprio oggetto d'arredo vegetale

Un giardino in miniatura, custodito in un barattolo di vetro, in grado di riprodurre perfettamente un ecosistema naturale. Facile da realizzare da soli, un terrarium chiuso è un vero e proprio oggetto d'arredo vegetale

Un piccolo angolo di natura che diventa elemento d’arredo. Un terrarium o mini giardino in vetro è un piccolo, meraviglioso ecosistema di piante ricreato su scala ridotta dentro un contenitore di vetro.

Cos'è il terrarium 

Una composizione vegetale creata dentro un barattolo di vetro che, assieme a elementi inerti, si trasforma in un oggetto d’arredo originale. Ecco cos’è il Terrarium. E pensare che l’idea di far crescere le piante in barattolo è nata praticamente per caso, quasi duecento anni fa. Era, infatti, il 1829 quando l’inglese Nathaniel Bagshaw Ward per osservarne la trasformazione, mise una crisalide di falena all’intero di un vaso sul cui fondo aveva messo una manciata di terra: dopo qualche tempo si accorse che nel contenitore di vetro sigillato una pianta era in grado di condurre il proprio ciclo vitale.

Da allora di terrari ne sono stati realizzati migliaia con vere e proprie opere di arte naturale proposte da professionisti del verde ma anche con tante fantasiose opzioni fai da te. Quel che conta è che i mini giardini sono dei piccoli ecosistemi da custodire, curare e di cui andare orgogliosi.


Foto: Pavlenko Mykhailo © 123RF.com

Come realizzare un mini giardino in vetro

Di mini giardini in vetro se ne possono trovare già pronti, magari realizzati da mani sapienti di flower designer. Sono proposte belle, esclusive, eterogenee, esotiche e capaci di ricreare mini ambienti vegetali davvero sorprendenti. È anche possibile, però, creare il proprio terrarium fai da te seguendo qualche accorgimento e in modo piuttosto semplice.

Ecco allora qualche indicazione su come realizzare un mini giardino in vetro che porterà nelle vostre case un piccolo angolo di biodiversità.

Cosa vi serve

Se pensate che per realizzare un terrario serva principalmente il pollice verde, vi sbagliate. Quel che conta davvero è sapere quali sono le piante più adatte a crescere in un terrarium chiuso o in un mini giardino semi aperto visto che non tutte lo sono. La regola principale è, sicuramente, quella di scegliere piantine di piccole dimensioni, con radici ridotte e in grado di crescere bene all’ombra e in un ambiente umido. Tra i vegetali che si prestano maggiormente alla coltivazione in vetro ci sono le bromelie, gli asparagi densiflorus, la begonia rex, l’elix hedera, il cactus e le orchidee.

Una volta effettuata la vostra scelta, ecco cosa vi serve per realizzare il vostro terrario perfetto.

  • un contenitore di vetro: può essere un vaso, un’ampolla, un barattolo, un boccione o persino una bottiglia (in questo caso, anche se l’effetto è davvero gradevole, la gestione diventa un po’ più complicata).
  • terriccio e sabbia nella proporzione di (5/1) che fungono da drenanti leggeri
  • sassolini o ghiaia o pozzolana (sabbia vulcanica)
  • miscela di terra e 1/5 di sabbia
  • elementi decorativo per terrari (pietre, ciottoli, conchiglie, pigne) e se volete anche della sabbia decorativa
  • nebulizzatore
  • carbone attivo
  • muschio fresco
  • pinza e bacchette

Come procedere 

Una volta predisposto tutto l’occorrente, il procedimento per realizzare il mini giardino è quello che si basa sugli strati. Dopo aver ben lavato e sterilizzato il barattolo, si distribuisce uno strato sottile di ghiaia o di pozzolana – di circa 2 cm -  sul fondo del contenitore, si passa poi alla messa in posa del terriccio (che può essere anche mescolato a un po’ di muschio oppure con un po’ di sabbia) per uno strato di circa 7 cm. A questo punto si possono mettere a dimora le piantine (magari con l’aiuto delle pinzette e dei bastoncini). Dopo averle piantate, arriva il momento in cui potrete sbizzarrirvi, decorando il terrarium con sassolini colorati, conchiglie, pigne, sabbia colorata e tutti gli elementi decorativi che più preferite. Infine dovrete inumidire il terreno, nebulizzando con lo spruzzino.

Terrarium: come curarlo 

Se quello che vi spaventa è la manutenzione, sappiate che il terrarium ne richiede pochissima. Il terrario chiuso, poi, è davvero un microambiente autonomo, con una chiusura in sughero, ad esempio, il ciclo dell’acqua avviene in modo del tutto naturale.
Per il resto, con le pinzette si può procedere regolarmente a togliere qualche muffa oppure foglie avvizzite e vecchie: un po’ come si lavora un giardino con il rastrello. Gli altri accorgimenti riguardano il controllo dell’esposizione alla troppa luce o troppa ombra, il mantenimento della temperatura e della giusta umidità e, appunto, l’innaffiatura.

Esposizione: dove metterlo? 

In linea di massima potete posizionare il terrarium dove più preferite. Tra gli accorgimenti da usare, però, c’è quello di evitare l’arrivo diretto dei raggi del sole. Le pareti di vetro, infatti, amplificano la luce solare, per cui meglio cercare di posizionare il terrarium in un punto dove non arrivi diretta, oppure sia schermata da una tenda. Ricordate, però, che le piante hanno bisogno della luce per la fotosintesi e che un ambiente illuminato è imprescindibile per la loro vita. Inoltre andrebbero evitati anche i punti colpiti da ampia escursione termica oppure che abbiano molti spifferi. Infine, meglio non posizionarlo mai all’aperto e a temperature sotto i 13°.


Foto:  transurfer - 123rf.com

Temperatura e umidità

Il luogo dove posizionare il terrario quindi, deve essere luminoso ma non troppo assolato. La temperatura ideale infatti è quella tra i 15°c e i 27°c. Se l’ambiente si surriscalda troppo, basterà aprire il coperchio per un’ora e far ventilare. E’ anche possibile decidere di aprirlo almeno 2 ore alla settimana oppure quando la condensa diventa troppo alta.

>>>Scopri anche: Giardinaggio creativo: terrarium con Tillandsia

Per quanto riguarda l’umidità, invece, un valore ideale per tutti i tipi è un minimo di 60% fino a un massimo di 80%. Il microclima permane e mantiene l’umidità che si crea con l’irrigazione e che viene prodotta dalle piante. Se notate che il vetro è molto offuscato dalla condensazione di acqua e che quindi l’ambiente è troppo umido, va solo aperto per qualche ora e posizionato in un luogo asciutto.

Innaffiatura 

Il modo migliore per annaffiare le piante messe a dimora nel terrario è utilizzare lo spruzzino: l’acqua nebulizzata, infatti, si diffonde uniformemente senza creare ristagni. I terrari chiusi vanno innaffiati, con il nebulizzatore, non più di 3-4 volte l’anno, mentre quelli aperti si comportano come veri e propri vasetti per cui vanno innaffiati molto più spesso. Se possibile utilizzate sempre acqua distillata (o acqua minerale in bottiglie) perché l’acqua di rubinetto contiene troppo calcio che si accumula ne terriccio ed è mal tollerato dalle piante. Attenzione a non bagnare mai troppo (toccate il substrato per costatarne l’umidità) e non lasciatelo mai troppo aperto per non farlo asciugare troppo.


Foto di apertura: Pavlenko Mykhailo © 123RF.com