Gatti & intolleranze alimentari: la dieta giusta

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Se il tuo gatto manifesta i sintomi di un’intolleranza alimentare è necessario seguire una dieta privativa per individuare l’alimento che causa malessere.

Purtroppo anche i nostri amici gatti possono manifestare intolleranze alimentari e, in casi più gravi, vere e proprie allergie. Le intolleranze verso uno o più alimenti non vanno confuse con le allergie, anche se i sintomi sono molto simili: prurito, alopecia, dermatite, vomito e diarrea sono i segnali più comuni.

Le intolleranze alimentari possono comparire improvvisamente, da un giorno all’altro, anche con un tipo di cibo che il gatto ha sempre assunto nella sua dieta senza dare mai problemi: l’accumulo di determinate sostanze nel suo organismo diventa una sorta di avvelenamento progressivo.

Infatti l’intolleranza alimentare si genera in conseguenza di qualche fonte di proteine che il gatto ha sempre mangiato, sia essa carne di pollo o di manzo oppure pesce, uova, latte e riso.

Può così capitare che, di punto in bianco, il nostro micio che ha sempre apprezzato il pesce non riesca più a mangiarlo senza stare male: anche una piccola quantità di pesce può scatenare una risposta nel suo sistema immunitario.

Per capire se un gatto soffre di un’intolleranza alimentare non serve fare alcun esame allergologico ma occorre seguire una rigorosa dieta privativa. In pratica nella dieta vanno eliminati progressivamente alcuni alimenti in modo da individuare quello che si rivela essere la causa scatenante dell’intolleranza.

Prima di seguire questo tipo di dieta a eliminazione, è necessario consultare il veterinario che consiglierà di seguire diete ipoallergeniche a base di carni che il gatto di solito non mangia come la carne di cavallo, agnello e cervo, con l’aggiunta di orzo o patate.

Ad esempio Applaws mette a disposizione una linea di crocchette pensata per mici, priva di cereali e altamente digeribile. Queste crocchette sono un alimento completo, ricco di preziose proteine, integrato con pollo, verdure e con l'80% di estratti naturali.

La dieta privativa va seguita, senza commettere alcuno sgarro, per un periodo di tempo che va dalle 6 alle 8 settimane e se è stata efficace il gatto non avrà più i sintomi fastidiosi di cui soffriva all’inizio.

Se invece i sintomi persistono, occorre seguire ancora questa dieta aggiungendo, uno alla volta, un ingrediente a cui il gatto potrebbe essere intollerante, in modo da individuare quello che causa prurito, dermatite, perdita di pelo e problemi gastrointestinali.

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