Animali in cattività: l'assurdo caso delle tigri in America

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In America, a causa di un vuoto normativo, è possibile allevare tigri e altri grandi felini: ne è nato un business fiorente che sfrutta questi bellissimi animali.  

Negli Stati Uniti, esistono tanti parchi zoologici e santuari per animali selvatici in cui vivono in cattività e vengono allevate tigri e altri grandi felini.

Il fenomeno degli animali in cattività è più imponente di quello che si possa pensare: il Myrtle Beach Safari in South Carolina, il Wild Animal Sanctuary a Keenesburg in Colorado e il Ringling Animal Care Center in Oklahoma sono solo alcuni dei più famosi centri di allevamento e detenzione di tigri e animali selvatici.


Animali in cattività: un vuoto normativo

Non è esattamente chiaro quante tigri prigioniere siano presenti negli Stati Uniti, perché non esiste un conteggio ufficiale: secondo le stime ci sarebbero però dai 5.000 ai 10.000 esemplari. Nessuno, compresi i funzionari governativi, sa esattamente quanti grandi felini siano presenti negli Stati Uniti e non esiste una legge federale generale che regolamenta la loro proprietà ma ci si attiene sono a leggi statali.

Alcuni stati americani vietano la proprietà privata di grandi felini, altri richiedono un permesso, quattro stati non hanno affatto leggi che regolamentino la materia: ne consegue quindi che in America, in assenza di una normativa univoca, risulta molto facile comprare una tigre.

Tigre in gabbia

Foto Yurii Hnidets © 123RF.com

Animali in cattività: un business fiorente

Il giro di affari intorno all’attività di allevamento di animali selvatici è molto fiorente perché sono tantissimi i turisti disposti a pagare centinaia di dollari pur di vedere da vicino una tigre.

Inoltre in questo business i cuccioli di tigre occupano una parte importante perché per accarezzare, giocare e scattare foto con un cucciolo, vengono venduti pacchetti che vanno da 339 a 689 dollari a persona.


Il commercio mortale degli animali in cattività

A circa 12 settimane i cuccioli di tigre vengono considerati troppo grandi e troppo pericolosi da accarezzare e quindi il loro futuro è segnato: la maggior parte degli esemplari diventa un animale da riproduzione e viene esibita negli zoo safari oppure viene impiegata in spettacoli.

E purtroppo una parte delle tigri, quelle più sfortunate e gestite da allevatori senza scrupoli, sparisce: le tigri morte vanno così ad alimentare il traffico illegale di pelli, denti, artigli e scheletri di tigre verso l’Asia.

Altri esemplari vivono una vita di stenti e incuria, finendo con il diventare animali incustoditi e arrivando a rappresentare una minaccia per chi si occupa di loro.

Dunque negli Stati Uniti l’industria dell’intrattenimento tramite l'allevamento di tigri può sfociare in un vero e proprio commercio mortale che parte dal maltrattamento di animali a una serie di attività illecite, incluso il traffico di specie selvatiche o parti di esse. E la maggior parte delle persone che si fa fotografare con un cucciolo di tigre in braccio, purtroppo, non né è affatto consapevole.

Foto di apertura nd3000 © 123RF.com
 

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