Egyptian mau: miti e leggende sul gatto egiziano

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Gatto ritenuto sacro agli antichi egizi, che lo allevavano già nel 2000 a.C., l’Egyptian mau ha una storia estremamente affascinante.

Affettuoso ma riservato, l’Egyptian mau è un gatto dal portamento elegante e aggraziato, dotato di un’intelligenza straordinaria e una vivacità inesauribile.

Pare che questo felino domestico discenda direttamente dal gatto venerato dagli antichi egizi, una sottospecie del gatto selvatico africano (Felis silvestris lybica): non è un caso che “mau” sia proprio la parola con cui gli antichi egizi indicavano il gatto.

L’Egyptian mau nell’antichità

Insieme all’Abissino, il mau egiziano detiene il titolo di gatto domestico più antico, tanto che alcune sue effigi sono reperibili su tombe egizie risalenti al 1567 a.C.

Questo gatto dal magnifico mantello maculato era venerato come una divinità: era molto sentito il culto della dea Bastet, raffigurata con la testa dai lineamenti felini, che era considerata la dea della casa, delle donne, della fertilità e appunto dei gatti.

Abile cacciatore di topi, il mau egiziano era indispensabile per debellare i ratti che infestavano i granai: per tale ragione il gatto era tutelato da rigorose leggi.

Infatti era vietato fargli del male o trasferire degli esemplari felini al di fuori dei confini del regno dei faraoni: chi violava queste disposizioni, era passibile di pena di morte.

Si credeva inoltre che l’Egyptian mau fosse dotato di poteri magici perché sulla sua fronte compare l’inconfondibile motivo che ricorda lo scarabeo sacro, un disegno che si ritrova nelle immagini dei gatti dipinti sulle decorazioni dei templi dell’Antico Egitto.

Nel corso dei secoli si sono andate costruendo altre leggende attorno al gatto egiziano: ad esempio lo storico greco antico Diodoro, scrive che per questo micio si preparava un gustoso pasto a base di pesce tritato e pane imbevuto nel latte.

mau egiziano

Foto: nisanga © 123RF.com

L’Egyptian mau in epoca contemporanea

La storia recente di questa razza felina risale al secolo scorso: nel 1953 la principessa russa Nathalie Troubetoskoy, mentre si trovava in esilio a Roma, entrò in possesso di una femmina egiziana mau.

Determinata a salvare la razza del gatto egizio dall’estinzione, la principessa si procurò altri esemplari e nel 1956, una volta arrivata negli Usa, iniziò un’accurata selezione.

L’Egyptian Mau ha ottenuto il riconoscimento ufficiale solo nel 1977 dal Cfa e nel 1992 dalla Fife: la gran parte dei mau egiziani del giorno d’oggi discende proprio dai gatti della principessa russa, anche se negli ultimi anni il pool genetico dell’Egyptian mau è stato rinforzato con nuovi esemplari provenienti dall’India e dall’Egitto.

Foto di apertura: Dmitrijs Kaminskis © 123RF.com

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