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La raccolta differenziata non va in vacanza

Al mare o in montagna, soprattutto se si alloggia in case private, è importante conoscere le regole locali per la differenziata, per continuare a fare il proprio dovere nei contronti dell'ambiente e per non incorrere in sanzioni e multe. 

Al mare o in montagna, soprattutto se si alloggia in case private, è importante conoscere le regole locali per la differenziata, per continuare a fare il proprio dovere nei contronti dell'ambiente e per non incorrere in sanzioni e multe. 

La raccolta differenziata non va in ferie. Anzi. Se vi state preparando alla partenza per la casa al mare o in montagna, o per trascorrere qualche giorno in qualche località del Belpaese, ricordate che la raccolta differenziata resta un’abitudine e una norma da seguire con attenzione, per continuare a prendersi cura dell’ambiente e per evitare di incorrere in sanzioni. 

Se, infatti, in molte città di Italia è un’abitudine consolidata che segue regole precise, in altre località le cose possono essere diverse: dal porta a porta ai vari cassonetti fino a, purtroppo, l’assenza di norme specifiche che si affidano solo al buon senso dei cittadini. Quindi, se a gestire i rifiuti sono le strutture ricettive sicuramente per voi sarà più semplice ma se alloggiate in case private dovrete porre attenzione allo smaltimento dei rifiuti prodotti, soprattutto considerando che potrebbero presentarsi regole diverse rispetto a quelle a cui si è abituati nel comune di residenza. Ecco quindi, alcune indicazioni, che vengono anche da esperti del settore, per rimanere sempre vigili in fatto di. 

Il vademecum per la differenziata del Consorzio italiano compostatori.

Il Consorzio Italiano Compostatori (CIC), ad esempio, ha stilato qualche anno fa un vademecum per tutti coloro in partenza per le ferie. 

  1. Informarsi sulle modalità di raccolta. La prima cosa da fare, soprattutto qualora si prenda in affitto un appartamento per la villeggiatura, è informarsi sulle modalità di raccolta dei rifiuti, che possono variare rispetto a quelle della località di residenza: potrebbe ad esempio essere attiva la raccolta con il porta a porta, oppure con il cassonetto stradale, così come potrebbero essere differenti i colori utilizzati per diversificare i bidoni dell’immondizia. In questo caso è utile chiedere al locatore o contattare il comune o l’azienda di igiene urbana locale per essere informati sulle modalità di raccolta o sui giorni di passaggio dei mezzi. In questo modo, sarete sicuri di fare una buona raccolta differenziata e rispettare le regole. 
  2. Scarica l’app. Tanti comuni negli ultimi anni si sono fatti “smart” dotandosi di applicazioni per smartphone dedicate proprio alla raccolta differenziata, per segnalare dove buttare le tipologie di rifiuto, fornire i giorni di raccolta dei rifiuti presso le abitazioni, indicare l’ubicazione delle piattaforme ecologiche, informare sul lavaggio delle strade. Basta informarsi sul sito del comune di villeggiatura per scoprire l’app giusta da scaricare sul proprio telefono. 
  3. Il sacchetto giusto. I rifiuti organici vanno smaltiti utilizzando i sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile certificati a NORMA UNI EN 13432 in carta o in bioplastica. Per riconoscere un sacchetto conforme alla legge bisogna controllare se riporta la scritta “biodegradabile e compostabile” la dicitura dello standard europeo “UNI EN 13432:2002” e il logo rilasciato dall’ente di certificazione, come ad esempio il marchio “Compostabile CIC”. Da evitare assolutamente le buste di plastica tradizionale che per legge non possono essere utilizzate per la raccolta del rifiuto organico. 
  4. Dove lo butto? L’aumento nel consumo di frutta e verdura in estate porta ad una produzione elevata di rifiuti organici. Con l’umido - ricorda il CIC - possono essere raccolti tutti gli scarti di preparazione dei cibi, sia di tipo vegetale che animale, mentre bisogna fare attenzione a non buttarci mai materiali non compostabili come oggetti in vetro, metallo, plastica. 
  5. Sgocciolare i rifiuti. Prima di gettare i rifiuti organici nel sacchetto , si consiglia di sgocciolarli e di non pressarli: meglio ridurre a pezzetti quelli più voluminosi. 
  6. Stoviglie compostabili. In vacanza manca la voglia di lavare piatti e bicchieri o si organizzano scampagnate e pranzi al mare? Esistono in commercio stoviglie (piatti, bicchieri, posate) in materiale compostabile certificato (ai sensi della norma EN 13432) che possono essere trasformate in compost. Prima di raccogliere tali manufatti insieme all’umido verificate con il gestore o l’Azienda di raccolta se tale percorso è fattibile nel Comune in cui siete in vacanza. 
  7. Zero sprechi in cucina. Il caldo dell’estate può accelerare il deterioramento del cibo, aumentando non soltanto gli sprechi ma anche i cattivi odori in cucina. Per questo, il consiglio del CIC è quello di non esagerare negli acquisti per non ritrovarsi ad avere frutta e verdura in eccesso, e allo stesso tempo di mettere gli alimenti in luoghi freschi e al riparo dal sole. 
  8. Riutilizzare gli avanzi. Inoltre, prima di gettare gli avanzi nell’umido, si può pensare a come riutilizzarli: la frutta avanzata o troppo matura può essere l’ingrediente perfetto per una macedonia, mentre piccole quantità avanzate di verdura possono essere mischiate in un’insalata. 

Imballaggi di cartone, le regole di Comieco 

Ai compostatori fanno eco quelli del Consorzio Comieco (il Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica) che ricordano come la propensione alle buone abitudini debba essere mantenuta anche in vacanza, seguendo ovviamente le regole di smaltimento del comune dove ci si trova in vacanza.
Facendo riferimento alle regole che Comieco ha diffuso per le Eco-Vacanze 2019, è quindi importante:

  • fare attenzione a tutte le situazioni in cui, anche d’estate, si entra in contatto con carta e cartone;
  • selezionare correttamente carta e cartone togliendo nastri adesivi, punti metallici e altri materiali non cellulosici (ad es. il sacchetto in cellophane che avvolge le riviste);
  • appiattire le scatole e comprimere gli scatoloni per ridurre gli imballi grandi in piccoli pezzi;
  • non abbandonare fuori dai contenitori carta e cartone;
  • non buttare la carta insieme al sacchetto di plastica usato per trasportarla fino al contenitore;
  • non mettere nella raccolta differenziata gli imballaggi con residui di cibo o terra perché generano cattivi odori, problemi igienico sanitari e contaminano la carta riciclabile;
  • non conferire nella differenziata i fazzoletti di carta usati: sono quasi tutti anti-spappolo e quindi difficili da riciclare;
  • non buttare gli scontrini con la carta: i più comuni sono fatti con carte termiche i cui componenti reagiscono al calore generando problemi nelle fasi del riciclo;
  • è bene ricordare che la carta oleata (es. carta per affettati, formaggi e focacce) non è riciclabile;

e infine non gettare nella raccolta differenziata la carta sporca di sostanze velenose (es. vernici, solventi etc.) perché contamina la carta riciclata.

Wwf: ecco come differenziare correttamente  

Regole raccolta differenziata wwf

E ci sono anche i vademecum delle maggiori associazioni ambientaliste. Wwf, ad esempio, qualche tempo fa, dopo aver illustrato perché è importante fare la raccolta differenziata, ha pubblicato le indicazione per il corretto smaltimento degli imballaggi al fine di ottimizzare il riciclo.  

Differenziare la plastica 

Una delle principali cose da fare è ridurre correttamente il volume degli imballaggi: per esempio è corretto appiattire le bottiglie orizzontalmente e non schiacciarle verticalmente (dal tappo verso il fondo), lasciando il tappo avvitato. Ciò facilita il riconoscimento da parte delle macchine di selezione della tipologia di plastica e rende le bottiglie stabili sui nastri di riciclo. Altra regola importante è non mettere gli imballaggi uno dentro l’altro (particolarmente importante per quei comuni in cui si raccolgono plastica e metallo insieme e i due materiali si separano in un secondo momento – es. la lattina dentro la busta della pasta) perché diventa difficile separarli al momento del riciclo. Il lavaggio dei contenitori per eliminare eventuali residui di prodotto, al contrario, non è necessario, basta svuotarli da residui principali.

Sai che esistono diverse tipologie di plastica? Separare le eventuali componenti di un imballaggio in modo da facilitare il riciclo è quindi importante (ad es. anche se la vaschetta della carne - in polistirolo - e la sua pellicola vanno entrambe nella plastica, meglio separarle prima di buttarle). Quando possibile inoltre, cerchiamo di eliminare le etichette da imballaggi come flaconi e bottiglie. Impariamo a rinunciamo al colore nero: non tutti sanno che gli imballaggi in plastica di colore nero non sono riciclabili in quanto i macchinari utilizzati per la selezione delle plastiche non identificano il colore nero al momento del riciclo. Quando scegliamo i prodotti alimentari quindi, privilegiamo le vaschette di colore chiaro. E infine biro, pennarelli, giocattoli, ecc. non sono imballaggi e quindi non vanno messi nella raccolta differenziata. 

Differenziare il vetro

Ricordiamo innanzitutto che solo bottiglie e vasetti vanno nella raccolta del vetro! Togliamo da bottiglie e vasetti tutto quello che è facilmente asportabile: tappi, collarini, etichette non incollate. Evitiamo lavaggi prolungati per rimuovere etichette o altri accessori. Tutti quegli oggetti in vetro che non sono imballaggi (bicchieri, piatti, ciotole) devono essere conferiti nell’indifferenziata. Grandi lastre o specchi vanno all’isola ecologica. Anche cristallo, pyrex, ceramica e porcellana non vanno nella raccolta del vetro: questi materiali fondono a temperature diverse o hanno additivi non compatibili e bastano pochi frammenti per vanificare il riciclo del vetro da imballaggio.   

Lampade, lampadine e neon sono Raee (Rifiuti di Apparecchi Elettrici ed Elettronici.) vanno conferiti all’isola ecologica o negozi che effettuano la raccolta (senza alcun obbligo di acquisto).  

Differenziare carta e cartone 

Le regole per una corretta raccolta differenziata di carta e cartone sono più semplici: si riciclano giornali, riviste, libri, quaderni, scatole di prodotti alimentari e imballaggi in cartone - anche i cartoni della pizza - (piegati e schiacciati). Vanno nella carta (ma dipende dal Comune) i poliaccoppiati (Tetra pak®, brik del latte e del succo di frutta), privati delle parti in plastica. Non vanno nella raccolta differenziata gli scontrini (che sono in carta termica), la carta oleata (quella dei formaggi e salumi), la carta sporca di vernici e solventi, la carta plastificata e metallizzata, la carta con residui di cibo.  

Infine è importante continuare a gestire bene la raccolta per fermare il Covid. I fazzoletti del naso usati (che normalmente andrebbero gettati nell’organico) vanno gettati nella raccolta indifferenziata. Lo stesso per mascherine e guanti. Utilizziamo 2 sacchetti (uno dentro l’altro) per la raccolta differenziata e sigilliamoli bene prima di gettarli.  

Semplici soluzioni per un corretto riciclo e per la riduzione degli scarti in cucina sono ottimi metodi per non gravare troppo sul sistema di smaltimento della comunità, riducendo quindi la nostra impronta sul Pianeta. 

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