Lo studio: i bambini che crescono vicino alle aree verdi hanno un QI più alto

Una ricerca condotta dai ricercatori della Hasselt University, in Belgio dimostra che la natura influisce positivamente sullo sviluppo cognitivo del bambino. 

I bambini che crescono in aree verdi, o nei pressi di aree verdi, tendono a essere più intelligenti e a meglio sviluppare le loro capacità cognitive. È quanto sostiene uno studio condotto dai ricercatori della Hasselt University, in Belgio, che hanno coinvolto 600 bimbi di età compresa tra i 10 e i 15 anni.

Bambini e quoziente intellettivo: lo studio dei ricercatori della Hasselt University

Foto:Sergey Novikov-123RF

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Plos Medicine. I dati raccolti indicano che un aumento del 3% del verde nell’area urbana in cui vivevano i bambini presi in esame era associato a un quoziente intellettivo (QI) mediamente più alto di 2,6 punti, un effetto che travalica le condizioni economiche e sociali dei bambini.

Il quoziente intellettivo medio dei bambini che hanno preso parte alla ricerca era di 105, e gli scienziati hanno scoperto che il 4% dei bambini con un quoziente intellettivo inferiore a 80 viveva in aree con pochissimo verde, mentre chi abitava in luoghi più ricchi di vegetazione aveva un punteggio più alto. 

Aree verdi e bambini con QI più alto: le ipotesi

L’ipotesi è che, riducendo lo stress e incentivando il gioco all’aria aperta e l’interazione con altri bambini, il verde e la natura aiutino il bambino a sviluppare le sue capacità:

Le prove che le aree verdi siano associate a funzioni cognitive come la memoria e l’attenzione sono sempre più numerose - ha spiegatoTim Nawrot, ricercatore della Hasselt University - Credo che chi si occupa di sviluppo urbano dovrebbe dare priorità a investimenti negli spazi verdi, perché possono aiutare a creare un ambiente ideale per la crescita e lo sviluppo dei bambini”.

Il verde avrebbe inoltre influenza anche sui problemi comportamentali: un incremento del 3% del verde nell’area urbana era associato a una riduzione di due punti di deficit dell’attenzione e aggressività.

Questo studio potrebbe aiutarci a dimostrare che l’intelligenza non è innata - ha concluso il dottor Mathew White, un ricercatore dell’Università di Exeter - e che può essere influenzata dall’ambiente in cui si vive”.

Foto apertura: Saksit Kuson-123RF

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