Verme solitario nei bambini: tutto quello che c'è da sapere

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Quali sono le cause e i sintomi del verme solitario? Come si cura e quali precauzioni prendere con i bambini? Ecco qualche consiglio.

Dolori allo stomaco, inappetenza, nausea, irritabilità: sono solo alcuni dei sintomi che potrebbero lasciare pensare a un’infestazione da verme solitario, un parassita più comune di quanto si possa pensare, che soprattutto quando si tratta di bambini non dev’essere sottovalutato. Niente paura però: la terapia, una volta accertata la sua presenza, è semplice e non lascia strascichi, l’importante è rivolgersi a un pediatra in caso di sospetti e sottoporre il piccolo a una visita approfondita.

Verme solitario: ecco cos'è

Il verme solitario (o tenia) è un parassita della famiglia dei tenidi, un verme piatto che si annida nell’intestino dei bambini e che si trasmette per via alimentare. Solitamente appartiene a tre diverse specie: la Taenia solium (tenia del maiale), la Taenia saginata (tenia dei bovini) e il Diphyllobothrium latum (tenia del pesce), ed è conosciuto anche con il nome di verme taglierino per la sua forma piatta e allungata che ricorda una lama.

Cosa provoca il verme solitario?

La tenia solium - questo il nome scientifico - solitamente si annida nella carne cruda o poco cotta, passando dall’animale infetto all’apparato digerente dell’essere umano che consuma, appunto, la carne. Il contagio nei bambini piccoli è inoltre comune a causa dell’abitudine di giocare nella terra o in ambienti in cui possono essere presenti feci di animali portatori del parassita, o residui stessi del verme, e di portarsi poi le mani in bocca. Il contagio avviene solitamente ingerendo le larve, molti piccole, che una volta arrivate nell’intestino si sviluppano diventando vermi che si alimentano delle sostanze nutritive che si ingeriscono, sottraendole di fatto all’organismo.

bimbo inappetente

Foto: markez123 / 123RF Archivio Fotografico

Verme solitario nei bambini: i sintomi

I sintomi del verme solitario si manifestano solitamente con nausea, inappetenza, stanchezza, irritabilità e dimagrimenti bruschi e repentini, proprio perché i cibi non vengono più assimilati. Sintomi comuni sono anche il mal di pancia e la presenza di larve, piccoli pezzetti bianchi mobili, nelle feci umane. Allo stesso modo, piccole uscite filamentose dall’ano potrebbero indicare la presenza della tenia.

Alcuni sintomi, però, potrebbero non essere soltanto gastroenterici. Quando a essere ingerite sono le uova, può in casi estremi succedere che nell’intestino si sviluppino le larve e che si muovano verso altri organi e tessuti, dove poi si moltiplicano. Nel caso in cui arrivino al cervello l’infezione può degenerare in neurocisticercosi, che provoca cefalea, convulsioni, e altri sintomi neurologici: casi rarissimi nei paesi sviluppati, e dove l’attenzione all’igiene è alta e il livello di allerta massimo.

Verme solitario e bambini: cosa fare?

La prima cosa da fare è sottoporre il bambino a una visita dal pediatra, che con tutta probabilità prescriverà analisi del sangue per controllare l’eventuale presenza di valori elevati di eosinofili, i globuli bianchi che combattono i parassiti. Una volta confermata la diagnosi di verme solitario, si somministra al bambino un vermifugo che uccide la tenia, e che verrà espulsa dal corpo attraverso le feci.

La terapia è solitamente indolore e senza conseguenze per il bambino, ma è fondamentale la prevenzione: attenzione a cuocere sempre bene la carne, soprattutto quella di maiale, e a conservarla nella maniera corretta. Inoltre, tenere sempre pulitissime le mani dei bambini, soprattutto dopo una giornata trascorsa al parco o in campagna, è il modo migliore per prevenire l’insorgere del verme solitario.

Foto d'apertura: dolgachov / 123RF Archivio Fotografico

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