Cosa fare se scopri che tuo figlio fa uso di sostanze stupefacenti

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L'uso di sostanze stupefacenti sta diventando sempre più frequente tra ragazzi sempre più giovani. E i genitori spesso si trovano ad affrontare una situazione che non sanno come gestire, a volte cadendo in errore a causa della paura e della preoccupazione.

L'uso di sostanze stupefacenti sta diventando sempre più frequente tra ragazzi sempre più giovani. E i genitori spesso si trovano ad affrontare una situazione che non sanno come gestire, a volte cadendo in errore a causa della paura e della preoccupazione.
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La diffusione delle sostanze stupefacenti tra i più giovani, e degli effetti della droga - in particolare delle droghe sintetiche e delle droghe pesanti - sugli adolescenti è un tema di cui negli ultimi tempi si sta parlando con sempre maggiore frequenza.

L’allarme sull’abuso di sostanze psicotrope viene infatti ormai diffuso non soltanto dalle forze dell’ordine, impegnate a combattere questa piaga, ma anche dalle scuole, dai media e dalle associazioni. L’obiettivo è sensibilizzare soprattutto i più giovani sul pericolo derivante dall’assunzione di droghe, soprattutto in un periodo in cui anche i giovanissimi non si limitano a “fumare le canne”, ma sperimentano con sostanze molto più pesanti, droghe sintetiche che possono causare danni a volte irreparabili e che possono anche portare alla morte.

Come accorgermi i se mio figlio usa droga

I primi a dover gestire situazioni critiche sono, ovviamente, i genitori. Che spesso non si accorgono subito di quanto sta accadendo praticamente sotto i loro occhi per i motivi più disparati. Gli esperti sono concordi, però, nel sostenere che l’uso di droga produce effetti chiaramente visibili sui ragazzi, che a un occhio attento non possono - e non devono - sfuggire.

Tra i campanelli d’allarme ci sono sicuramente un cambio radicale di abitudini, un atteggiamento aggressivo o nervoso, la perdita di interesse in attività sociali, sportive o ludiche sino a poco tempo prima frequentate con piacere, una scarsa igiene personale e in generale il disinteresse verso la cura della persona, il calo del rendimento scolastico e un generale isolamento.
Che fare, dunque, una volta scoperto e appurato che il proprio figlio fa uso di droghe?

Cosa fare se mio figlio fa uso di droga

La parola chiave è: dialogo. Sgridarlo, aggredirlo o punirlo può sembrare la reazione più naturale, dettata anche dalla preoccupazione e dallo spavento, ma spesso provoca soltanto un’ulteriore chiusura.

Parlare, mostrarsi disponibili ad ascoltare, aiuta a creare un canale di comunicazione e a sbloccare una situazione che più spesso di quanto si pensa è dovuta proprio a una mancanza di attenzioni che il ragazzo vive sula propria pelle. E che lo spinge a cercare attenzioni all’esterno, magari tra gli amici, su cui tenta di fare colpo o cui vuole conformarsi, e allo stesso tempo ad attirarla con comportamenti sopra le righe o provocatori. Come per esempio il consumo di droga.

Una volta stabilito un canale comunicativo, è il momento di rivolgersi agli esperti. Il medico di famiglia può indicare gli specialisti migliori per trattare il caso, uno psicologo in primis, che può valutare il ragazzo e avviare con lui un percorso di terapia. Numerose anche le associazioni che si occupano di adolescenti e droga, e che possono fornire utili indicazioni e consigli per trattare con l’adolescente, soprattutto se si tratta di un ragazzo problematico e chiuso.

La comprensione

Il filo rosso che deve legare ogni azione, però, è quello della comprensione: più il ragazzo si sentirà giudicato e biasimato, più tenderà a ritrarsi in se stesso diventando sempre più difficile da raggiugnere. Ascolto, comprensione, preoccupazione e desiderio di comunicare devono essere messi davanti a punizioni e urla.

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