Utero retroverso e gravidanza: cosa comporta?

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Un tempo considerato una spia di infertilità, l'utero retroverso non influisce in realtà sul concepimento: ecco cosa sapere.

Si sente spesso parlare di utero retroverso, una condizione piuttosto diffusa, che può riguardare anche una donna su 5.

L'utero retroverso è infatti una particolare conformazione dell'utero: individuando la classica forma "a pera" dell'utero, nella maggior parte dei casi, la parte più larga è rivolta verso la vescica; se invece è rivolta verso il retto si parla di "utero retroverso".

Ma l'utero retroverso è davvero di ostacolo per il concepimento?

In realtà a differenza di quello che si riteneva in passato, quando in caso di utero retroverso veniva spesso suggerito anche un intervento di tipo chirurgico, oggi sappiamo che questa condizione in realtà non ostacola in alcun modo il concepimento.

Un altro timore riguarda anche l'andamento della gravidanza e il parto. Tuttavia, anche qui, se non sussistono altri tipi di problematiche, l'utero retroverso non comporta nessun rischio.

Intorno alla 14esima-15esima settimana di gestazione, infatti, l'utero si sposta in avanti in maniera del tutto autonoma.

utero retroverso gravidanza

Ma come ci si accorge di avere l'utero retroverso?

In genere solo un controllo ecografico e una visita ginecologica possono attestare l'esistenza di questa particolare condizione che, nella maggior parte dei casi, è congenita.

Meno frequentemente, l'utero retroverso insorge a seguito di altre condizioni particolari, come ad esempio la presenza di un fibroma

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