Gravidanza biochimica: cos'è e quali sono i sintomi

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La gravidanza biochimica è un'interruzione di gravidanza spontanea che avviene solitamente nelle primissime fasi della fecondazione.

La gravidanza biochimica è un'interruzione di gravidanza spontanea che avviene solitamente nelle primissime fasi della fecondazione.

Si sente parlare di gravidanze biochimica e ci si preoccupa, ma pur consapevoli del fatto che si tratta di una gravidanza non andata a buon fine, non c’è ragione di preoccuparsi eccessivamente perché è un fenomeno piuttosto comune, ma è necessario sapere come comportarsi. Scopriamo di più su questa condizione.

Cos'è una gravidanza biochimica 

La gravidanza biochimica è una gravidanza che si interrompe nelle primissime settimane, e che si verifica quando si sviluppa l’ovulo, ma non si sviluppa l’embrione, che viene riassorbito nelle prime fasi dello sviluppo.

Tutti i sintomi della gravidanza biochimica 

Quando si è in presenza di una gravidanza biochimica, di fatto la fecondazione è avvenuta, ma non si arriva a una gravidanza clinica, anche se il test risulta positiva. Dal pinto di vista biologico, infatti, la camera gestazionale sviluppa un particolare ormone, la Gonadotropina corionica (o Beta HCG) che viene rilevato dal test di gravidanza, che può risultare positivo anche fino a una settimana o due dopo l'aborto spontaneo. La gravidanza biochimica senza perdite è molto frequente.

>>Leggi anche: I sintomi premestruali sono uguali a quelli della gravidanza?

Le cause dell'aborto spontaneo 

Le cause dell'aborto spontaneo

Foto:Natalia Vovk-123RF

A oggi non sono state definitivamente accertate le cause della gravidanza biochimica, essendo un processo naturale e tenendo conto del fatto che molte donne non si rendono neppure conto di essere in gravidanza per il periodo minimo in cui di fatto lo sono prima dell’aborto.

Stando a quanto riporta la clinica per la fertilità Raprui, le cause più comuni sono solitamente:

  • Anomalie dei gameti (ovulo o spermatozoo) che non permettono il corretto sviluppo embrionale
  • Anomalie cromosomiche dell'embrione o difetti dell'impianto
  • Altri fattori genetici che non permettono lo sviluppo o l'attecchimento di un embrione
  • Malformazioni o alterazioni della cavità uterina (ad esempio in presenza di fibromi che ne hanno alterato la forma e la vascolarizzazione)
  • Patologie come l'endometriosi
  • Fattori endocrini (alterazione della funzionalità della tiroide)
  • Trombofilia
  • Infezioni

Gravidanza biochimica: come intervenire 

Non è necessario un particolare intervento, anche se è opportuno effettuare una serie di test per capire se si sia in presenza di qualcuna delle cause indicate sopra nel caso in cui si stia cercando di restare incinta. Vanno controllati, però, valori dell'HCG, che dopo un aborto tendono ad abbassarsi, nell'arco di qualche settimana. Se non avviene è necessario escludere una gravidanza ectopica (o extrauterina) che può essere molto pericolosa.

È facile restare incinta subito dopo gravidanza biochimica? 

Dopo la gravidanza biochimica il ciclo mestruale e l’ovulazione riprendono regolarmente: nel caso in cui si stia tentando di restare incinta, è bene comunque sottoporsi a esami specifici. 

Foto apertura:golubovy-123RF

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