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Gentilezza a piccoli passi

La gentilezza è una strada da percorrere insieme sin da piccoli con mamma e papà ed è un viaggio da continuare ad intraprendere anche da grandi per essere felici.

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Educazione

Esercizi di gentilezza ed empatia

La gentilezza si impara dal buon esempio e diventa una pratica automatica quando alcuni meccanismi diventano consuetudinari. Ecco tanti consigli utili per svilupparla.

La gentilezza si impara dal buon esempio e diventa una pratica automatica quando alcuni meccanismi diventano consuetudinari. Ecco tanti consigli utili per svilupparla.

Con le buone maniere si ottiene tutto, recita un vecchio proverbio. A volte può apparire un po’ difficile pensare che sia proprio così, ma la gentilezza genera piccoli miracoli e fa davvero sentire meglio sia chi la pratica sia chi la riceve. Per questo motivo è importante educare i bambini e le bambine ad essere gentili sin da piccoli, ad esserlo con sé stessi, con gli altri, con gli animali e con l’ambiente. Per trasmettere certi valori e messaggi, nulla è meglio del buon esempio: ecco allora alcuni esercizi di gentilezza che hanno il potere di rendere i gesti di attenzione verso gli altri naturali e spontanei.

Essere gentili senza un secondo fine

Il buon esempio parte dalla famiglia e si irradia al resto delle attività sociali, dalla scuola alle attività sportive, passando per gli incontri casuali e fortuiti. È possibile insegnare ai bambini che per praticare la gentilezza non è necessario un motivo specifico: si presentano continuamente occasioni per essere gentili, in modo casuale, senza uno scopo, senza aspettative, anche solo per potersi godere il piacere di fare un gesto cortese.

Ma come trasferire questi messaggi, in modo semplice, ai più piccoli? Prima di tutto insegnando loro a usare le paroline magiche “grazie”, “per favore”, “scusa” e, nello stesso tempo, ponendo attenzione a rendere automatici piccoli riti quotidiani che a volte possono apparire scontati, ma che non lo sono affatto:

  • salutare. “Buongiorno”, “bentornato”, “buona notte”, “buon riposo” sono frasi che fanno percepire l’attenzione nei riguardi di chi le riceve;
  • ringraziare. Non dare per scontato che ci sia sempre una cameretta ben pulita, il bucato ben riposto nei cassetti e la tavola ben apparecchiata. C’è chi ci ha pensato e bisogna riconoscerglielo; 
  • non essere ostili. Quando si discute per qualcosa che non va a genio o non è gradita, è importante non alzare i toni della voce, non usare parole dure e non lasciarsi andare a frecciate e cattiverie gratuite; 
  • chiedere come va. Chiamare i nonni, gli zii, i cugini e gli amici che non si incontrano ogni giorno per chiedere come stanno e far sentire loro che ci teniamo; 
  • chiedere scusa. Errare è umano, ci possono essere momenti in cui si dice o si fa qualcosa che urta la sensibilità di chi ci sta accanto. Chiedere scusa, a quel punto, è necessario e farà sentire meglio anche chi ha commesso l’errore.

Che cos’è la Giornata mondiale della gentilezza del 13 novembre

Di atti di gentilezza senza secondi fini ne conoscono tanti coloro che aderiscono alla Giornata mondiale della gentilezza, che si celebra ogni anno il 13 novembre e che è stata lanciata attraverso una conferenza del 1997 a Tokyo e poi introdotta in Italia a partire dal 2000. A promuoverla è il World Kindness Movement, nato nella capitale nipponica nel 1988, che ogni anno lancia un momento di riflessione sulla pratica della gentilezza che si concretizza nella tolleranza, nell’empatia e nell’accettazione delle differenze.

Suggerimenti… “gentili”

Come si può insegnare ai bambini a essere gentili senza diventare ossequiosi e risultare troppo accondiscendenti? Di ispirazione possono essere le tante azioni indicate sul sito ufficiale del movimento e sulle altre risorse nate sul web a sostegno di questa iniziativa.

Ad esempio, sulle pagine di World Kindness possiamo trovare una sezione che descrive alcune azioni concrete da mettere in atto per iniziare a praticare la gentilezza nei confronti di tutte le creature viventi e dell’ambiente, partendo dalla fondamentale considerazione che si tratta di comportamenti che fanno stare meglio anche chi li assume. Questi suggerimenti riguardano principalmente gli adulti ma, in fondo, si possono facilmente “rimodulare” a misura di bambino:

  • offri un caffè a qualcuno può diventare regala un giocattolo a un amico;
  • sorridi a un amico è di certo un’azione valida a tutte le età;
  • crea un giardino si trasforma in semina e prenditi cura di una piantina;
  • sostieni un bambino può tradursi in aiuta un amichetto in difficoltà;
  • elogia chi sta facendo qualcosa di buono è una delle regole dell’empatia, per tutti;
  • salva e prenditi cura di un animale domestico si adatta perfettamente anche al mondo dei più piccini;
  • pratica l'empatia è un suggerimento cardine da trasmettere alle generazioni future;
  • investi tempo nel volontariato diventa semplicemente aiuta mamma e papà nelle faccende di casa;
  • scrivi una lettera è di nuovo un consiglio prezioso per tutti, se i bimbi sono in età prescolare basterà trasformarlo in fai un disegno per qualcuno a cui vuoi bene.

I Dieci piaceri della Gentilezza di GentleTUDE

Un’ottima guida che ribadisce concetti chiave dell’essere gentili da cui trarre spunto per le proprie azioni, promuovendole nell’educazioni dei bambini e delle bambine, è rappresentata dai Dieci piaceri della Gentilezza proposti dall’associazione GentleTUDE:

  1. vivere bene insieme: ascoltare ed essere pazienti;
  2. essere aperti verso tutti: salutare, ringraziare e sorridere;
  3. lasciare scivolare le sgarberie e abbandonare l’aggressività;
  4. rispettare e valorizzare le diversità, grande fonte di ricchezza;
  5. non essere gelosi del sapere: comunicare, trasmettere e condividere;
  6. il pianeta è uno solo, non inquinare e non sporcare;
  7. ridurre gli sprechi: riciclare, riutilizzare e riparare;
  8. seguire le stagionalità e preferire i prodotti locali;
  9. proteggere gli animali: non sfruttarli, non maltrattarli, non abbandonarli;
  10. allevare gli animali in modo etico, non infliggere sofferenze.

Tra decaloghi e regole, in ogni caso, la cosa migliore per educare i bambini alla gentilezza resta essere genitori gentili e circondarsi di persone che sappiano far propria la celebre frase della scrittrice americana Anne Hebert, titolo di un suo libro: “Pratica gesti casuali di gentilezza e atti insensati di bellezza”. 

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Foto apertura: tverdohlib - 123RF