Il cuore antico della Milano futuristica di EXPO

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Una passeggiata tra le vie del centro di Milano alla riscoperta delle tracce millenarie del suo passato romano.

Linee futuristiche ed eco-sostenibilità. Sono questi i must della Milano di EXPO, che si sta avviando a diventare sempre più una vera e propria metropoli dallo spirito europeo e multiculturale. Ma forse non tutti sanno che il capoluogo lombardo ha un cuore antico, che affonda le proprie radici nel passato romano.

Conquistata dai Romani nel III secolo a.C., Milano acquisì gradualmente importanza fino a raggiungere l’apice della sua centralità con la presenza di Sant’Ambrogio e dell’imperatore Teodosio I

Per riscoprire le tracce di questa storia millenaria sconosciuta ai più, è sufficiente una semplice passeggiata tra le vie del centro città, attraverso alcuni monumenti, noti e meno noti, che sono stati protagonisti delle vicende cittadine per secoli o che sono stati riportati alla luce da scavi archeologici relativamente recenti.

 
Il nostro percorso prende le mosse proprio dal monumento-emblema di Milano: il Duomo. Sotto il pavimento della cattedrale si trovano infatti i resti di un antico complesso episcopale di battisteri e basiliche risalente al IV secolo. Di particolare importanza il Battistero di San Giovanni alle Fonti, il luogo in cui Sant’Ambrogio battezzò Sant’Agostino.
 
500 metri più in là, in piazza Missori, si possono visitare le rovine dell’abside e la cripta della chiesa paleocristiana di San Giovanni in Conca, e proseguendo lungo corso di Porta Romana si incontra la basilica di San Nazaro Maggiore, fatta edificare da Sant’Ambrogio e poi parzialmente ricostruita.
 
Con soli quindici minuti di cammino si arriva in corso di Porta Ticinese, dove si trovano la basilica e le colonne di San Lorenzo Maggiore. Merita sicuramente una visita il sacello di Sant’Aquilino, al quale si può accedere attraverso un vano di passaggio dall'interno della basilica sopraccitata: meravigliosi sono il suo portale marmoreo del I secolo e i due mosaici paleocristiani che raffigurano Cristo con gli apostoli e l’Apoteosi di Elia.
 
La tappa successiva è dedicata a un monumento simbolo della Milano paleocristiana e non solo: la basilica di Sant’Ambrogio. Fondata dal vescovo Ambrogio nel IV secolo, la struttura subì numerose modifiche nel corso della sua lunga storia, ma conserva ancora al suo interno preziose testimonianze scultoree ed epigrafiche tardoromane. Imperdibili al suo interno il museo e i mosaici del sacello di San Vittore in Ciel d’Oro (V sec.). 
 
Infine, arriviamo al Museo Archeologico di corso Magenta. Tra le tante aree presenti nel museo si ricorda in particolare la sezione dedicata alla storia di Milano dal V secolo a.C. al V secolo d.C., che ricollega i reperti archeologici provenienti dalla città ai relativi contesti storici e culturali integrandoli nella topografia urbana. Vale la pena segnalare inoltre che presso il giardino del museo, sono visibili tratti dell’antica cinta muraria massimianea (III secolo) e la curiosa Torre di Ansperto, l’unica torre poligonale rimasta tra quelle collocate presso le mura.
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