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Lui, lei e l'altra: cosa si nasconde dietro l'insicurezza?

Lui, lei e un'amica comune. L'insicurezza, i tira e molla, le prese di coscienza. Ma che fare?

Cara Maya,

la storia che ti sto per raccontare è complicata (o forse non così tanto) ma magari raccontandotela la semplifico un po'. Ti devo presentare prima i suoi protagonisti: Lui, Lei, La mia e sua Amica e io, ovviamente.

Lui si dichiara a Lei ormai due anni fa, mentre casualmente si ritrovano in vacanza insieme con le rispettive famiglie. Lei è un po' indecisa, ne parla con me che sono una delle sue migliori amiche, a volte le piace a volte no, decide di dargli palo.

Una sera io e lui siamo ad una serata, siamo pullman del ritorno, entrambi ubriachi. Lui inizia ad accarezzarmi, abbracciarmi, mi dà baci sulla spalla, sulla guancia... insomma, ci prova. Io gli chiedo cosa vuole, lui mi risponde "dipende da te", io gli dico "non posso" e finisce così. Il giorno dopo parliamo e conveniamo che "ci siamo lasciati prendere la mano" - che a me come frase non significa niente. Passano i giorni. Andiamo al mare con gli amici, fra me e lui c'è feeling, io sento di potermi fidare, e quando stiamo insieme nell'aria sento qualcosa di strano, capisco che non è davvero finita così.

Lui organizza un festino un po' in ritardo per il suo compleanno . Io ci vado, Lei no, è fuori città. La mia migliore amica mi suggerisce di concludere quello che avevo iniziato con Lui, dice che è carino e ne vale la pena, alimentando ahimè quello che avevo già pensato nei giorni precedenti. Succede ciò che era prevedibile che succedesse: ci baciamo. Gli chiedo cosa avremmo deciso di fare dopo e lui mi dice "Se vuoi possiamo provarci" a stare insieme, s'intende. Mi chiede se voglio del tempo per pensarci, gli dico che è così.

Ed è qui che entra in gioco Lei. A lei piace un altro, specifichiamolo. Si arrabbia, perché le avevo detto che mai io e Lui avremmo potuto avere qualcosa, perché ho cambiato idea così velocemente, perché gliel'ho "rubato". Però mi lascia via libera, non vuole frenarmi.

Io e lui la mattina dopo parliamo, nessuno dei due vuole iniziare. Inizio io. Siamo l'apoteosi dell'incertezza, entrambi decidiamo che siccome si scatenerebbe un putiferio con i nostri amici ed è estate e non ci vedremmo mai è meglio farla finita. Lui parla con la nostra Amica, dice che a settembre vuole riprovarci e che io gli piaccio. Io piango, mi pento di aver chiuso con lui, di non aver insistito, di essermi fatta prendere dalle insicurezze, dalle pressioni degli altri, da Lei.

Tornati a scuola, mi racconta, essendo tornati amicissimi, che si è innamorato di questa ragazza che abita ad un’ora dalla nostra città, conosciuta in villaggio, di 3 anni più piccola di noi, che però ha rifiutato una relazione a distanza con lui. Con me si comporta in maniera strana, per un po' ha fatto battutine su ciò che abbiamo avuto in passato, e soprattutto si è dimostrato geloso di un altro ragazzo.

Da settembre a gennaio però , passano 7 mesi. 7 mesi in cui io ho cercato di allontanarmi da lui senza riuscirci, perché essere sua amica, dargli consigli su altre mi faceva troppo male, ma mai quanto perderlo definitivamente.

Avevo paura che se avesse capito che non avevo dimenticato, che non ero sincera, non avrei più neanche avuto il rapporto di amicizia affettuosa da cui eravamo partiti. Poi, improvvisamente, da un giorno all'altro cambia tutto.

Iniziamo a passare sempre più tempo insieme, ad ascoltare musica, il pomeriggio parliamo su Whatsapp, ci facciamo lunghe chiacchierate al telefono in cui mi fa capire che gli piaccio, mi dice che con le altre ha sbagliato tutto mentre con me ha sbagliato solo il momento, mi dedica canzoni... 10 giorni di ordinario corteggiamento che con lui non avevo mai davvero avuto, perché era sempre accaduto tutto troppo in fretta.

Arriva il compleanno della nostra Amica, che a mezzanotte decide di stappare con tutti i suoi amici più intimi. Prima di andare a festeggiarla, io e lui andiamo a cena fuori. Io agitatissima, avevo il cuore (e la speranza) a mille. A cena siamo più affiatati che mai, peccato che poi arriva la solita bastonata. Prevedibile? Purtroppo sì.

Andiamo in un luogo appartato per parlare. Ci baciamo, di nuovo, come al solito. Mi dice che con me sta benissimo, che però è confuso, non vuole illudermi, non vuole farmi stare male perché sa cosa si prova, che stare genericamente bene con me non significa che starebbe bene anche fidanzato con me... insomma, lo bacio di nuovo io e gli chiedo di dirmi esattamente cosa prova. Mi risponde "non lo so".

Mi chiede cosa ne penso io, ma a quel punto, valutando rapidamente nella mia testa, gli dico che anche io sono insicura, che non so se voglio stare con lui. Troppo delusa dalle sue parole, penso che non ne valga la pena di insistere e chiedere almeno di provare a stare insieme. Gli dico in faccia che, perdonami la volgarità, è un coglione e lui mi dice che lo sa e per questo non vuole farmi soffrire (avrebbe anche potuto evitare di baciarmi allora, penso io).

Dopo 2 giorni parto per uno stage scolastico a cui lui non partecipa causa test universitari. Durante questa settimana in cui io sono fuori, ci manteniamo in contatto, gli compro anche un regalo, perché lui me ne aveva portato uno da un suo viaggio durante le vacanze natalizie. Mentre ero fuori, però, lui ha modo di parlare con la nostra Amica, che, fidanzata da mesi, è grande esperta di queste storie. Lei gli dice che io e lui siamo in un limbo, che non è normale continuare a baciarci con frequenza quasi trimestrale senza poi concludere nulla. Lui sai cosa le risponde? Che non esiste nessun limbo, che siamo solo amici e che questo lo abbiamo deciso INSIEME. Bugia. Menzogna pura.

Passiamo altri mesi così, guardando serie televisive in contemporanea, parlando a pomeriggio...ordinario rapporto di amicizia.

Tutto cambia quando, ad una festa per i 100 giorni dagli esami di maturità, riservata solo a noi maturandi, io decido di fare l’Errore: dichiararmi, dopo alcune sue avances durante la serata. Gli parlo impacciata, gli lancio parole confuse, nervose: il risultato? negativo. Litighiamo. Mi dice che pensava fosse chiaro che per lui eravamo “solo amici” e finisce così.

I giorni passano, senza rivolgerci minimamente la parola. Il riavvicinamento è costretto da due viaggi: Roma e Milano (insomma, creiamo ricordi un po’ in tutta Italia).

Ci andiamo per dei test universitari, con le nostre madri che sono molto amiche. Fa ridere come sua madre mi (letteralmente) ami, e come più volte abbia fatto sottintendere di avere una certa preferenza per la “coppia” formata da me e suo figlio, di cui, pur non sapendo niente, pare forte sostenitrice.

Nel frattempo, però, inizio ad avvicinarmi pericolosamente al suo migliore amico: ci scriviamo, mi parla di un sacco di suoi problemi personali e familiari, dimostra di avermi capita, di aver scovato quella me che solitamente nascondo. Io inizio ad affezionarmi: tutto finisce quando, all’ennesima serata, mi dice che “ti voglio troppo bene per farti”, e che quest’estate vuole solo divertirsi. Beffa? Scopro che da parecchio si sente con una ragazza del villaggio estivo in cui va con il mio Lui (lo stesso villaggio dove conobbe la ragazzina più piccola di cui si era innamorato), che loro adorano e in cui aspettano di andare per tutto l’anno, e dove, non serve dirlo, succede DI TUTTO.

Ad oggi, io mi sento soltanto delusa, arrabbiata, non riesco a capire come sia riuscita a farmi fregare nuovamente da Lui e come lui possa preferire mille altre ragazze, che saranno pure fighe da paura, ma sono consapevole che con me, intellettualmente, non hanno nulla a che vedere. E, in più, mi sento fregata anche dal suo amico, che dopo avermi fatto credere di essere quella tipica persona a cui puoi dire di tutto (e a cui piaci, e ne sono prova diverse cose fra cui il fatto che mi abbia consigliato un sacco di musica), si è rivelato ESATTAMENTE come lui.

So che il tuo aiuto sarà prezioso.

Un abbraccio,

Diciottenne disastrosa.

Cara diciottenne disastrosa,

inizio col dirti che non sei per niente disastrosa. Anzi, leggendo ogni riga che hai scritto mi sei subito sembrata una ragazza che anagraficamente potrà anche avere 18 anni, ma dimostra una maturità che pochi hanno a quell’età.

Io sono una persona molto empatica e nel leggerti mi sono ritrovata lì. Ai miei 18 anni. A quando aspettare un messaggio alle 4 di notte era più importante dell’interrogazione che ci sarebbe stata il giorno dopo, quella con cui ti giocavi il voto di fine anno. Quando ricevere una risposta o anche solo uno sguardo ti faceva fare i salti mortali alle arterie e le farfalle iniziavano a sconquassarti lo stomaco.

Prima di tutto: mi sembra che tu sia stata un’amica leale. Una di quelle rare e preziose che bisogna tenersi strette in un cofanetto quasi fossero gemme introvabili. Mica bigiotteria da quattro soldi. Hai preso delle decisioni anche per il bene della tua amica, ma sappi che a volte bisogna essere un pochino egoisti e pensare a noi. Alla fine lei lo aveva respinto, quindi eri in diritto di avere la tua chance e di provarci anche tu. Le persone non ci appartengono. Ci scelgono e possono anche cambiare idea. Così come possiamo farlo noi.

Non siamo però vestiti che si buttano via quando non ci piacciono più. Siamo (e menomale) fatti di sentimenti. Soffriamo. Ci struggiamo. Anneghiamo i nostri dispiaceri nel rimorso di quello che abbiamo fatto e nel rimpianto di quello che avremmo potuto fare. Siamo umani. E come tali, siamo indecisi. È giusto. E, secondo me, è una di quelle cose che ci fa capire che i nostri neuroni sono vivi e il nostro cuore pulsa forte nel petto.

Ora passiamo a Lui. Sai cosa penso dei ragazzi come lui? Che non meritano un briciolo di considerazione dai diamanti come te. “Se vuoi possiamo provarci” dopo averti baciata è una frase da vigliacco. Significa scaricare tutta la responsabilità su di te. Come a dire che per lui fa lo stesso se il semaforo è rosso o verde, e intanto nel dubbio lo fa rimanere arancione.

Non piangere per non avere insistito: se una cosa funziona le incertezze svaniscono in automatico e capisci subito qual è la scelta più giusta per te.

Invece lui ti ha dimostrato, tornando dalle vacanze, di non essere per niente in grado di brillare come te. D’estate, si sa, è facile cadere nella tentazione di un flirt estivo. E un uomo che ti dice di essersi innamorato di quella che è sicuramente stata una cottarella da vacanza ma poi è geloso di te, non merita neanche una goccia delle tue lacrime. Al massimo, quello che puoi dargli è una doccia fredda. Per fargli capire che non sei un giocattolo, che non puoi esserci solo quando gli gira.

So che è difficilissimo rinunciare a qualcuno per il quale proviamo affetto profondo, ma a me sembra che la sua non sia confusione. Mi sembra che quando tu ti allontani lui tira fuori l’amo e ti ripesca al volo, prima che sia troppo tardi. Quando ti riavvicini, invece, si butta dalla barca il più velocemente possibile e nuota annaspando tra le onde. E quel “non lo so” è ancora una volta un semaforo arancione. Una terra di mezzo che però non vi sta portando da nessuna parte. E se è rimasto sulla barca insieme a te, tu stai remando, mentre lui ha le braccia conserte.

E sì, perdona il francesismo, ma un po’ coglione aveva già dimostrato di esserlo qualche battuta fa. E, ancora peggio, hai scoperto che è anche un bugiardo. Quindi vigliacco, coglione e bugiardo. Quale ingrediente manca ancora alla storia? Ah, sì. Immaturo. E se dopo una dichiarazione a cuore aperto ha avuto ancora il “coraggio” di chiudere la porta del suo cuore, chiudi anche la tua. E cambia la serratura. Le chiavi le darai a qualcun altro.

E lo so che adesso è dura e non ci credi, che il suo migliore amico (che tra l’altro ha dimostrato di possedere i tre “ingredienti magici” nominati prima… saranno amici per quello?) ha solo aumentato la tua delusione, che la rabbia offusca tutto e credi che non ce la farai, ma ce la farai. Inizia a ignorarlo. Non cedere ai suoi messaggi solo perché c’è affetto.

E lo sai perché te lo dico? Uno perché quando ti innamori devi piangere di gioia, e non per tutte le brutte sensazioni che questi mesi insieme a lui ti hanno lasciato. Due, perché, da quello che leggo, fra poco andrai all’università e cambierà di nuovo tutto. Nuovi stimoli. Nuovo ambiente. Ma soprattutto, tanti ragazzi (diversi da Lui) da conoscere e con i quali provare a stare bene. Perché devi cercare di avere questo piccola mia, provare a stare bene tu.

Ti abbraccio fortissimo e spero che, anche se da dietro uno schermo, il mio affetto ti arrivi.

Maya


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Foto oneinchpunch / 123RF Archivio Fotografico

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