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Quelle frasi sugli assorbenti...

Anna considera le frasi sugli assorbenti un'idea 'incoraggiante' e divertente. Maya non la pensa proprio allo stesso modo.

Cara Maya,

volevo parlare con te di un tema molto caro a noi donne: quello delle mestruazioni. È un argomento particolare, sul quale ci sono ancora tanti tabù, sul quale si fanno solo tante battute misogine del tipo “Hai le tue cose, vero? Per questo sei così acida”.

Però l’altro giorno ho comprato un pacco di assorbenti e sulla confezione di ognuno ho letto delle frasi che mi hanno fatto sorridere. Che mi hanno risollevato il morale… anche se avevo il ciclo. Penso che sia una bella iniziativa che potrebbe aiutarci a parlare della questione in modo diverso. Non trovi?

Anna

Ciao Anna,

intanto ti ringrazio perché hai deciso di toccare un tema del quale è proprio vero, si dovrebbe palare di più. Mi piacerebbe pensarla come te, davvero. Avrei proprio bisogno che quelle frasi – ho capito a quali ti riferisci – facessero stare bene anche me.

E invece mi fanno arrabbiare.

  • “Durante il ciclo possiamo sfoggiare la borsa anche in casa. Quella dell’acqua calda”.
  • “È il nostro compleanno. È lunedì. È il primo giorno di ciclo. Se superiamo questa giornata saremo considerate vere eroine”.
  • “Siamo di pessimo umore e irritabilissime. Ma quanto è bello sentirsi dare ragione per 5 giorni al mese?”.
  • “Durante il ciclo siamo in grado di divorare una vagonata di carboidrati senza sensi di colpa. Ci siamo mangiate anche quelli!”.
  • “I giorni del ciclo sono il momento più creativo per una donna. Depresse sì, ma piene di idee”.

Mi fermo qui, perché ogni frase che leggo aggiunge un mattone in più a un muro di stereotipi che è stato costruito e alzato, ancora una volta. Più alto e indistruttibile, perché creato da chi avrebbe dovuto cercare di abbatterlo.

Io non riesco a ridere, Anna, perché nelle parole che ti ho elencato veniamo descritte come delle pazze isteriche, depresse e in balia degli ormoni, incapaci di ragionare, bisognose di una borsa nuova per essere felici, come facoceri squilibrati e insaziabili in cerca di una scusa per dare adito al loro irragionevole modo di comportarsi.

Provo rabbia, ma anche indignazione, paura, sdegno, stizza, insoddisfazione. Perché non posso pensare che quelle frasi lì le abbia scritte un’altra donna. E se così fosse, sarei ancora più arrabbiata. E se non è così, penso che questo sistema abbia bisogno di donne che reagiscano di fronte a tutto questo. Lo stesso che si dovrebbe fare quando in rete spuntano video intitolati “Sapevi che le donne fanno la cacca?” o “Anche le donne si masturbano”… La risposta dovrebbe essere un gigantesco “MA VA?”.

Io sogno ancora un mondo in cui una donna è un’eroina se dopo una giornata passata in ufficio come manager di una società internazionale, torna a casa dai suoi figli e trova la cena preparata dal marito, che ha scelto di lavorare part-time per prendersi cura di loro. Ecco, vorrei leggere le storie di queste donne sulle confezioni degli assorbenti.

Forse un giorno… Chissà…

Maya

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Foto: Tatiana Mukhomedianova © 123RF.com

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