«Tutte belle e magre: a Milano mi sento inadeguata»

Da quando si è trasferita nella città della moda, Giulia ha iniziato a vivere male la sua forma fisica. Maya ha qualcosa da dirle.

Cara Maya,

mi chiamo Giulia, ho 26 anni e un fisico che definirei normale. Non mi sono mai sentita sbagliata per l’aspetto fisico, fino a quando non sono arrivata a Milano. Lo so cosa starai pensando… che quello che ti scrivo è lo stereotipo di una città conosciuta per l’estetica, dove l’apparire conta più dell’essere… lo pensavo anch’io fino a poco tempo fa. Ma è da quando sono qui che sono iniziati i miei problemi…

Le mie colleghe sono tutte magrissime. Spesso saltano la pausa pranzo o si riducono a mangiare frutta o verdura in quantità modiche… Mai un piatto di pasta, mai un hamburger, mai un gelato o del cioccolato quando ne hanno voglia o l’umore è down…

Così, ho iniziato anch’io a fare la dieta. Perché ho iniziato a pensare di essere io quella sbagliata. Quella che dovrebbe smetterla di mangiare carboidrati tutti i giorni, quella che forse sui fianchi è un po’ rotondetta…

Mi chiedo se altre ragazze abbiano vissuto il loro ingresso nella City in questo modo…. Spero di no. Spero di essere soltanto io quella che si è lasciata condizionare dalla forma… e ha smesso di mangiare ogni giorno quello che ama di più: pane, pasta… e pizza.

Giulia

Cara Giulia,

l’altro giorno ho visto un video di alcune ragazze statunitensi che hanno deciso di ricorrere alla chirurgia estetica. Seno grande? Labbra più carnose? Niente di tutto questo. A quanto pare negli Stati Uniti l’esplosione del modello Kardashian ha portato a una rivalutazione dei canoni di bellezza considerati “lo standard accettabile”.

Così “culo grosso” è diventato il nuovo trend al quale ispirarsi e da ottenere a tutti i costi per sentirsi belle agli occhi del mondo. Al punto da ricorrere al chirurgo. E, per le meno abbienti, a cliniche clandestine nelle quali vengono effettuati ritocchi che nel 99% dei casi si traducono in una grave infezione.

Ti faccio questa premessa perché la bellezza intesa come guscio esterno è un po’ come i titoli della Borsa: soggetta a fluttuazioni perenni che modificano il nostro umore e le nostre azioni. Ma sai che c’è? Nessuno ci obbliga ad essere azionisti di uno standard. Perché a rimetterci, alla fine, è sempre il nostro portafoglio di autostima, rispetto, fiducia in noi stesse.

Capisco cosa voglia dire lavorare in un contesto in cui ti senti diverso. Quanto sia difficile farsi accettare dagli altri, che nella maggior parte dei casi si limitano a osservare senza mai vedere davvero chi siamo. Se posso darti un consiglio da broker del buon senso, però, io investirei in qualcosa di diverso: prima di tutto nella tua felicità. Non devi mai più rinunciare a ciò che ti piace e che ti fa stare bene.

Peggio di un titolo investito male, c’è il titolo di coda che arriva quando meno te l’aspetti e ti dice che il film è finito. E, ahimè, non si può più rivedere. E poi, sai cosa c’è di meglio di una donna magra? Una felice davanti a una pizza.

Voglio vederti così, Giulia.

Ti abbraccio,

Maya

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Foto:Katarzyna Białasiewicz © 123RF.com

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