Possiamo ancora innamorarci senza le app di incontri?

Secondo Teresa la tecnologia ha allontanato le persone. Ci si innamora online, non ci si tiene più per mano e il desiderio di scoperta si spegne. Perché siamo diventati emotivamente incapaci?

Cara Maya,

mi chiamo Teresa e ho 35 anni. Ho un rapporto di amore-odio con la tecnologia. Penso che nel tempo ha portato ad allontanarci: a vivere le relazioni in un modo poco sano. Ci ha fatto smettere di fare conversazione reale e ci ha fatto perdere tanto. Il desiderio di scoperta, il piacere del primo incontro, la capacità di mettersi in gioco.

In particolare, rivolgo il mio scetticismo verso tutte quelle app di online dating nate con l’obiettivo di farci conoscere persone nuove… perché non siamo più in grado di farlo senza il loro sostegno? Perché siamo così emotivamente incapaci? Poi, si sa che genere di persone bazzicano di solito su queste app e qual è il loro obiettivo finale…

Non so cosa ne pensi tu, ma io sono allibita.

Con affetto,
Teresa

Cara Teresa,
capisco il tuo sentimento, ma condivido solo in parte.

Da un lato è vero che si siamo un po’ emotivamente impigriti. Complici la tecnologia, i cellulari, le chat, i social network e tutto ciò che ci porta a fare a meno di una conversazione occhi negli occhi, viviamo i sentimenti quasi come un task da flaggare a fine giornata.

Ne perdiamo il valore nel marasma delle cose da fare, che a volte ci travolgono al punto da toglierci anche il tempo per noi stessi. E se non riusciamo a ritagliarci dei pezzetti per noi, come potremmo cucire rapporti, intessere bende da poggiare sulle nostre ferite e legare altri cuori?

Non è che ci siamo dimenticati come si fa: siamo abili tessitori, ce lo abbiamo nel DNA. La socialità è alla base del concetto stesso di umanità: è ciò che ci ha permesso di progredire, di andare oltre, di superare ostacoli, di costruire un mondo sempre più all’altezza delle nostre aspettative e necessità. Solo che da nomadi digitali quali siamo, abbiamo un po’ perso di vista la nostra tribù, diventando, per troppo tempo, viaggiatori solitari che non sanno più quello che stanno effettivamente cercando.

Parliamo di app di incontri: Tinder, Badoo, Meetic, Happn… ce ne sono davvero un’infinità di questi tempi. Ed è proprio qui la parte nella quale mi dissocio dai tuoi pensieri. Penso che generalizzare sia un errore che non possiamo permetterci di fare. Non alla nostra età. In fondo, queste applicazioni nascono per aiutare i viaggiatori solitari a ritrovarsi, a sostare in un’oasi che assicuri ristoro, pace, senso di appartenenza, anche se per poco.

A me è capitato di usarle e mi sono ricreduta in positivo. Perché se da un lato ho incontrato trafficanti di cammelli in cerca di una notte di baldoria, dall’altro ho avuto la fortuna di sfiorare tante anime belle che avevano bisogno - come me - di comunicare e di credere ancora che siamo emotivamente capaci di qualsiasi cosa. Del desiderio di scoperta, del piacere di un primo incontro, della capacità di metterci in gioco.

Se per te ci sarà una prossima volta, prova a usarle con questa prospettiva: ti assicuro che potresti davvero riuscire a sorprenderti, anche fra le parole della chat di un’app di incontri…

Ti abbraccio
Maya
 

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Foto: Andrea De Martin - 123.RF

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