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Quando gli uomini ti dicono “Ciao Bella” (no, non è un complimento)

Marta è stufa di sentirsi trattare dagli uomini come se fosse un oggetto e quando cammina da sola non si sente mai del tutto sicura. Maya risponde…

Cara Maya,

non scrivo questa lettera perché ho un problema di cuore. La scrivo perché sono arrabbiata: quando la smetteranno gli uomini di trattarci come degli oggetti? Quando la pianteranno di guardarci come un bicchiere d’acqua nel deserto quando ci incrociano per strada? Quando sarà possibile camminare senza sentirsi dire “Ciao bella”? Sono stanca di tutto questo e quando cammino da sola non mi sento mai del tutto sicura.

Marta

 

Carissima Marta,

conosco molto bene la sensazione che provi. È la stessa che ho addosso tutte le volte che cammino da sola la sera, in posti poco affollati e con scarsa illuminazione. Quella che ti porta a chiederti che forse non sei vestita nel modo più adeguato, che la gonna dovrebbe essere più lunga, quando invece dovresti sentirti libera di indossare ciò che vuoi a qualsiasi ora. Anche la gonna più corta del mondo.

L’hai descritto proprio bene il modo in cui certi uomini ci scrutano, come squali in cerca di una presa facile con la quale saziarsi. Con il fiuto di individuare quella più vulnerabile, che alla fine non riuscirà a difendersi o sarà in grado di scappare, ma si porterà i segni addosso per sempre. Indelebili ancor più di un tatuaggio. Sono stufa anch’io di avere paura. Perché non stiamo mica andando in giro con un cartello lampeggiante addosso che invita chiunque a rivolgerci la parola, e a lanciare apprezzamenti che avremmo preferito non sentire mai. E invece ogni volta è una gara a chi riesce a fare il complimento più banale, nella speranza di vincere il premio. O di prenderselo con la forza, anche se non ha neanche superato le selezioni per competere.

Leggo ogni giorno le storie di altre donne che hanno subito aggressioni e molestie. Non solo per strada, ma anche sul posto di lavoro. Hai presente quando il capo ti fa un paio di complimenti e poi si spinge un po’ troppo in là, dicendo che hai delle belle tette? Se non ne hai il ricordo, sono davvero felice per te. Perché ci sono così tante situazioni che ci capitano ogni giorno, che è bello sapere che ogni tanto una di noi non ha vissuto niente di tutto questo.

Lo sogno ogni giorno un mondo diverso. In cui non ci sia bisogno di dover specificare che senza il nostro consenso un uomo non può decidere cosa fare del nostro corpo. O non può scegliere di diventare il tuo stalker solo perché ti ha vista un giorno per caso e gli sei piaciuta. Ci sono situazioni per le quali non esistono formule magiche. Ma c’è una cosa nella quale non voglio smettere ci credere: il potere della condivisione. Bisogna iniziare a parlare di certe questioni. Tirarle fuori del petto e dalla testa, anche se fa male. Raccontarle agli sconosciuti ma soprattutto ai vicini che ci vogliono bene. Perché condividere il nostro dolore e il male che proviamo ogni volta di fronte a situazioni come queste è il primo passo per provare a smuovere qualcosa.

Sono felice che mi hai scritto alla mia Posta del cuore. E spero che anche altre donne come noi, che hanno covato dentro piccoli mostri per colpa di qualche uomo che somiglia più a una bestia, trovino il coraggio di parlare e di liberarsene per sempre. La solidarietà tra donne è contagiosa e commovente, e come una piantina coltivata ogni giorno può sbocciare e dar vita a fiori meravigliosi.

Un grande abbraccio a te, Marta :)

Maya
 

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Foto: Katarzyna Białasiewicz © 123RF.com

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