Paura di non riuscire più a stupirsi in amore

Francesca ha da poco superato i 35 anni e sente di non essere più in grado di provare le forti sensazioni e l'affetto travolgente tipici degli amori giovanili, quando tutto è inesplorato e in grado di sorprendere. I consigli di Maya.

Cara Maya,

hai presente tutto quello che sentiamo sulla pelle i tempi delle prime volte? Il piacere della scoperta, la sorpresa di fronte all’inaspettato, il sentirsi appagati ed emozionati per gesti semplici, come un regalo quando non è il tuo compleanno.

Più vado avanti, più mi sembra impossibile riuscire a provare di nuovo tutte queste sensazioni. I primi baci non hanno più lo stesso impatto di una volta, così come la capacità di affezionarmi a qualcuno. Come se avessi già sperimentato tutto, visto tutto e fosse quasi impossibile ritrovare la scintilla negli occhi, le palpitazioni a 1000, l'ebbrezza della novità.

Pensi sia comune sentirsi così a una certa età? Ho da poco passato i 35.

Francesca
 

Ciao Francesca,

sai, ragionavo anch’io qualche giorno fa sullo stesso tema. Di come cambia la percezione delle cose, la loro capacità di colpirci, stupirci, renderci ebbri di felicità di fronte all’imprevedibile.

Ci sono volte in cui mi sembra di vivere quello che mi succede attraverso uno schermo, come se fossi seduta in prima fila al cinema, a guardare scene che un tempo mi avevano emozionato, ma che adesso hanno perso tutta la loro potenza emotiva.

Mi sento come se non fossi più in grado di assorbire le radiazioni di un’emozione, come se avessi addosso un filtro che lascia passare il minimo indispensabile. Solo che non lo percepisco come una protezione: è più un’impostazione di sistema che blocca qualsiasi nuovo input dall’esterno. Non solo i virus, ma anche i backup.

Probabilmente, è proprio questo il punto: in un mondo in cui se non scarichi l’aggiornamento rimani sempre un passo indietro agli altri, forse bisognerebbe fare un backup di come ci si sente nei confronti delle novità, dell’inatteso, dell’imprevisto. E non mi riferisco necessariamente a qualcosa di sconvolgente.

Bisognerebbe imparare a guardare di nuovo il mondo con gli occhi dei bambini, a riprendersi la capacità di stupirsi dinanzi alle piccole cose e di ritrovarsi minuscoli di fronte all’infinità di sensazioni che forse abbiamo già sperimentato - è vero - ma che potrebbero regalarci ancora piccole grandi gioie quotidiane.

Proviamo a togliere i filtri e mettiamo l’hashtag #believe. Funzionerà? Be’, io ci credo.

Maya

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Foto:  iakovenko - 123.RF

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