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Dichiarare il proprio amore. Quando?

Dichiarare di essere innamorate a un uomo può essere cosa ardua... Quanti momenti hai sprecato per timore che non fossero adatti! Ma lo sono tutti, adatti, i momenti. Basta essere se stesse.

Cara Emme, quando arriva il momento di dichiararsi? Quando è giusto dare voce ai propri sentimenti e vedere come reagisce l’altro?
La paura di un rifiuto mi blocca. E intanto i mesi passano. Ci ho provato ma non riesco proprio. Hai qualche trucco?
Quando e come devo buttarmi?
L.

Cara L. in questi mesi che stanno passando, quante volte le parole ti sono salite in gola e si sono bloccate come quando cerco di deglutire il polpettone della mia mamma? (Per quelli che non lo sapessero da anni cerchiamo tracce di colla vinilica nel polpettone di mia madre, per spiegarne la densità e il peso specifico volevamo spedirne una fetta alla Nasa.)
Ognuno di quei momenti era quello giusto. Dal primo all’ultimo. Perché parole come quelle, aggrovigliate e importanti, vanno dette quando decidono di uscire.
Troppo spesso le soffochiamo, le chiudiamo in una stanzetta buia fingendo che non esistano. Come i plastici di Bruno Vespa a Porta a Porta, o i cd di Gigi D’Alessio. E invece sono lì nascoste, insieme a quello che proviamo veramente.
Quanta paura, eh, L.? E se poi le cose cambiano? Chi te lo ridà l’ambitissimo “come era prima”?
Nessuno. Perché non serve. Nasciamo in moto perpetuo e siamo programmati per andare avanti. Non ti serve la paura. Avrai un altro sapore in bocca quando quelle parole saranno uscite. Il sapore della “vera te”.
Se fossero in vendita dei “domani felici” nemmeno il più convinto dei nostalgici si comprerebbe uno “ieri”.
Se la persona che hai di fronte non si scioglie ascoltando l’essenziale (No, non quello di Marco Mengoni! Il tuo!), tesoro mio, non è una strada da percorrere.
Fermati e imboccane un’altra. Ci penserai dopo.
Ma quelle parole non mandarle giù più. Buttale fuori. Sconnesse, emozionate e confuse, mettigliele davanti alla faccia e vedi che cosa succede.
Non lo fai per lui, lo fai prima di tutto per te stessa, perché così ti stai dando un’occasione. L’opportunità di vedere come andrà la tua vita da li in poi ti spetta.
Un quando e un come dichiararsi universalmente riconosciuto non esiste. Ascolta la tua gola, e appena le parole si accatastano li, parla. Chi se ne frega se sei in pigiamone con gli orsetti, se hai la coda perché non ti lavi i capelli da due giorni. Parla.
Non dare il tempo alla paura di appiccicarsi ai tuoi progetti. Non fermarti. Se va bene è tutta gioia. Se va male e come andare a pranzo da mia madre con il suo polpettone. Difficile da mandare giù ma costruttivo.

Hai una domanda per Emme? Scrivi a: postadelcuore@deabyday.tv

Credit Foto: © nito - Fotolia.com

Maya risponde...

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