«La bellezza in serie dei social mi fa sentire a disagio con il mio corpo»

Sui social veniamo bombardati da foto che indicano quali dovrebbero essere le forme fisiche "perfette" secondo i canoni imposti dalla società. In alcuni casi queste comprometto la capacità, vitale, di accettarsi, amarsi e sentirsi sicure del proprio corpo.

Cara Maya,

ho 30 anni, la cellulite e una paura folle di invecchiare. Ogni giorno sono bombardata dalle foto di ragazze più giovani e più avvenenti, che invidio tantissimo, sempre di più.

Ho iniziato a vergognarmi del mio corpo solo negli ultimi anni, quando mi sono resa conto di quanto sia importante la forma e l’aspetto esteriore nella società nella quale viviamo.

Però penso sia davvero molto triste doversi vergognare, costringersi a non mangiare mentre sul feed di Instagram scorre la perfezione di corpi tutti uguali, senza difetti, scolpiti probabilmente a colpi di Photoshop, che sento sempre come potentissimi pugni allo stomaco.

Martina

Carissima Martina,

le vicende di gente martoriata per il proprio aspetto fisico sono così di cronaca che si è diffuso pure un nome per parlare dell’argomento, “body shaming”. Che poi, se ci pensi, è semplicemente il termine inglese per indicare chi è costretto a vergognarsi per il proprio corpo.

Facile fare i leoni quando ci si trova dietro uno schermo, con la tastiera che scivola pericolosamente fra le dita. Questo odio gratuito, questo bisogno incontrollato di fare del male agli altri, senza motivo, esiste da sempre. Solo che i social network lo hanno ingigantito, portando alla conseguenza della quale Umberto Eco ci aveva tutti avvisati, qualche tempo fa, dando “diritto di parola a legioni di imbecilli”. Perché di questo si tratta, e non esiste altra definizione.

In un mondo in cui bisognerebbe vergognarsi dei propri pensieri invece che del proprio corpo, io sento che qualcosa sta cambiando. Okay, è un cambiamento impercettibile. Come quando iniziano a comparire le prima righe o i primi capelli bianchi, ma te ne accorgi solo dopo un po’. Ma è nell’aria.

Lo sento ogni volta che a un insulto si risponde con una risata. Con l’indifferenza di chi sa che siamo più di un pezzo di carne. Siamo sentimenti, pensieri, idee, sogni, speranze, passioni, voglia di fare e di sperimentare.

Lo sento quando una celebrità si stanca di dover aspettare un ritocco per postare uno scatto e così pubblica la sua foto al mare. Senza filtri. Con la cellulite, ma felice.

Lo sento quando vedo una ragazza che conosco, con i fianchi larghi, diventare modella per un giorno per un noto marchio di abbigliamento intimo.

Lo sento quando la smettiamo di vivere pensando al giudizio degli altri e iniziamo a volerci bene, ogni giorno di più. Ed è quello che dovresti fare anche tu, Martina. Il resto non conta. Regalati i sorrisi a 32 due denti che solo una pizza in compagnia di chi ti ama per come sei potrà regalarti.
 

Ti abbraccio,

Maya
 

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Foto: Dmitrii Shironosov - 123.RF

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