Farina integrale, tipologie e benefici

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La farina integrale apporta maggiori benefici all’organismo rispetto a quella raffinata. Ne esistono varie tipologie, ognuna con caratteristiche differenti.

La farina integrale apporta maggiori benefici all’organismo rispetto a quella raffinata. Ne esistono varie tipologie, ognuna con caratteristiche differenti.
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La farina è un prodotto alimentare che deriva dalla macinazione dei cereali. Le varie tipologie si differenziano a seconda della dimensione dei grani e per i contenuti e i valori nutrizionali. Quella più raffinata, ad esempio, è la tipologia 00 che è facile da lavorare e ricca di zuccheri, ma al tempo stesso povera di vitamine e sali minerali.

La farina 0 e quella 1 sono meno raffinate rispetto alla 00 e apportano un quantitativo maggiore di crusca, mentre la farina 2 (nota come semi integrali) ha anche un discreto contenuto di fibre. Tuttavia, solo in quella integrale vengono macinate crusca e germe di grano, ma non il chicco (che di fatto viene lasciato integro).

I benefici della farina integrale

A differenza della farina di grano tenero e di quella di frumento, la variante integrale contiene un quantitativo inferiore di glucidi e apporta un po’ meno calorie (circa 319 per 100 grammi, anziché 340).

Ricca di carboidrati, contiene anche fibre che aiutano a regolare naturalmente l’assorbimento intestinale e quello dei grassi, aumentando il senso di sazietà.

La farina integrale è più difficile da lavorare rispetto ad un prodotto raffinato, soprattutto per quel che concerna la fase di lievitazione. A differenza di quella bianca, inoltre, apporta un maggior quantitativo di proteine (a medio valore biologico), calcio, ferro, magnesio, vitamine, acidi grassi essenziali e sali minerali.

 Foto: Andrea Migliarini  © 123RF.COM

Tipologie di farine integrali

La farina integrale si ricava dalla macinazione e dallo schiacciamento del seme di grano intero. La sua consistenza è polverosa ed è un prodotto alimentale che necessita di essere miscelato con ingredienti liquidi o grassi (quali, ad esempio, acqua, olio, burro, margarina o uova) per dare vita a degli impasti.

In commercio esistono varie tipologie di farine integrali: quella di mais, ad esempio, è priva di glutine, ricca di fibre, ma povera di vitamine del gruppo B. Quella di segale, invece, è una fonte preziosa di sodio, iodio, calcio e potassio, mentre quella di kamut apporta sostanze ad azione antiossidante pur essendo leggermente più calorica rispetto alla farina di frumento.

La farina d’orzo ha un indice glicemico molto basso, quella di farro è particolarmente digeribile, quella di avena è utile come addensante e ha un elevato potere saziante. La farina di miglio, infine, è priva di glutine e può essere utilizzata anche per lo svezzamento dei neonati. 

Foto apertura: yelenayemchuk © 123RF.COM

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