Tarassaco: proprietà, benefici e controindicazioni

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Il tarassaco è una pianta dalle innumerevoli proprietà benefiche: è diuretica, depurativa e antinfiammatoria. Tuttavia, può avere anche spiacevoli controindicazioni.  

Il tarassaco è una pianta dalle innumerevoli proprietà benefiche: è diuretica, depurativa e antinfiammatoria. Tuttavia, può avere anche spiacevoli controindicazioni.  
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Il tarassaco (Taraxacum officinale) è una pianta perenne e spontanea che appartiene alla famiglia delle Asteracee. Ha proprietà depurative, diuretiche e antinfiammatorie, si sviluppa nelle zone alpine (oltre i 2000 metri) ed è un prezioso alleato per curare malattie epatiche. Comunemente noto come Dente di leone (dal momento che le sue foglie commestibili hanno una caratteristica forma dentata), viene chiamato anche cicoria matta o cicoria selvatica.

Cos'è il tarassaco 

Il tarassaco è di per sé anche una pianta infestante che produce un frutto secco che contiene il cosiddetto soffione (o pappo), ovvero un ciuffo di peli con il quale spesso giocano i bambini. Sebbene prediliga i climi temperati, questa pianta riesce ad adattarsi anche a temperature diverse.

Il Dente di leone fiorisce dal periodo primaverile fino all'autunno, i suoi fiori sono di un colore giallo deciso ed è ricco di proprietà benefiche. Un’antica leggenda popolare narra che soffiare sul pappo possa far avverare un desiderio e - se il ciuffo di peli è stato eliminato con un unico soffio - possa addirittura portare fortuna per un anno intero.

Tutte le proprietà del tarassaco 

Il tarassaco ha proprietà depurative, amaro-toniche, antinfiammatorie, disintossicanti e digestive. Il suo fitocomplesso è composto da alcoli triterpenici, steroli e vitamine, senza dimenticare che questa pianta è anche ricca di principi amari e sali minerali. Il Dente di leone, inoltre, è un vero toccasana per l’organismo.

Dal momento che è una pianta epatoprotettiva, infatti, favorisce l’eliminazione delle scorie ed è indicata per soggetti che soffrono di insufficienza epatica, itterizia o calcoli biliari. E non è tutto: il tarassaco ha anche proprietà diuretiche (e di conseguenza aiuta a drenare i liquidi in eccesso) e contribuisce a riattivare naturalmente la funzione immunologica.

Foto:  karandaev - 123.RF

Tarassaco: come si usa 

In virtù delle sue proprietà depurative, la radice del tarassaco viene utilizzata per stimolare la funzionalità biliare, quella epatica e quella renale. Inoltre, questa pianta può essere assunta sotto forma di estratto secco, in capsule o compresse da somministrare un paio di volte al giorno lontano dai pasti o anche come miele. In commercio sono disponibili anche dei preparati da bere come infusi e tisane, unitamente alla tintura madre da diluire in acqua. Tuttavia, è sconsigliato assumere la cicoria selvatica se si soffre di gastrite, reflusso gastroesofageo, occlusione delle vie biliari o insufficienza renale. In tal caso, è bene consultare il proprio medico di fiducia per un parere professionale.

Il tarassaco in cucina 

Il Dente di leone è molto versatile: molte ricette forniscono ottimi spunti su come usare il tarassaco in cucina  (intero o anche solo radici, fiori o foglie). La cicoria selvatica si può trovare nei campi, ma al tempo stesso può anche essere coltivata. Per preservare le sue innumerevoli proprietà benefiche, tuttavia, è preferibile gustarla cruda o solo leggermente scottata. Dal momento che il suo sapore è leggermente amaro, volendo si può smorzare con altri ingredienti come zucca, patate, zucchine, funghi, carote, legumi o cereali.

Una ricetta col tarassaco 

Per preparare una ricca insalata - ricetta facile e veloce - si possono aggiungere delle foglie e dei fiori di tarassaco a della lattuga, impreziosendo il tutto con uova sode, valeriana, carote, funghi e semi. Volendo rendere il tutto più saporito, inoltre, si possono aggiungere anche dadini di speck, scaglie di parmigiano o pezzettini di formaggio. 

Per preparare una tisana di tarassaco, invece, si deve versare 1 cucchiaio raso di radici sminuzzate in una tazza di acqua fredda. Successivamente, l’acqua deve essere portata ad ebollizione per qualche minuto. Prima di filtrare il liquido, dunque, si deve lasciare riposare la tisana per una decina di minuti, meglio se coperta.

Foto apertura: Kamil Macniak - 123.rf. com

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