La fosfatasi alcalina: i valori di riferimento e cosa significa se è alta o bassa

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A volte vengono prescritti esami del sangue per misurare la fosfatasi alcaline. Scopri di cosa si tratta e quali sono i valori normali di riferimento.

A volte vengono prescritti esami del sangue per misurare la fosfatasi alcaline. Scopri di cosa si tratta e quali sono i valori normali di riferimento.

Quando si effettuano gli esami del sangue si vanno spesso a indagare i livelli di fosfatasi alcalina, un enzima cruciale che svolge un ruolo molto importante nel processo della formazione e della calcificazione delle ossa e non solo.

Cos'è la fosfatasi alcalina?

La fosfatasi alcalina, la cui sigla è ALP, è un enzima che si trova nel nostro organismo: si localizza in diversi tessuti tra i quali i reni e l'intestino, ma è particolarmente abbondante nelle ossa e nel fegato.

I suoi livelli nel sangue sono un'indicatore di patologie che possono localizzarsi, appunto, nelle ossa e nel fegato.

Ecco perché, in determinate situazioni o quadri sintomatologici, il nostro medico di base può prescrivere la ricerca dei valori della fosfatasi alcalina attraverso un semplice esame del sangue.

La fosfatasi alcalina può essere misurata per monitorare la salute di chi sa di avere a che fare con problemi al fegato o alle ossa e valutare se le terapie in corso sono efficaci Ma non solo.

Quando sono alterati i suoi livelli possono aiutare a chiarire sospetti sulla presenza di una pancreatite, di un tumore ai reni, di un'arterite o di una neoplasia endocrina multipla.


Fosfatasi alcalina: i valori normali di riferimento

Normalmente i valori normali (e di riferimento) della fosfatasi alcalina sono i seguenti:

  • tra 44 e 147 unità internazionali per litro (UI/l)

E' bene tuttavia ricordare che, in genere, i bambini in una fase di rapido accrescimento e le donne incinte sono caratterizzati da livelli di fosfatasi alcalina superiori alla norma.

Foto somkku9kanokwan © 123RF.com


Fosfatasi alcalina bassa: cosa significa

Livelli di fosfatasi alcalina inferiori a 44 UI/l possono essere associati a stati di malnutrizione, carenze di proteine, morbo di Wilson o ipofosfatasia


Fosfatasi alcalina alta: cosa significa

Al contrario, livelli di fosfatasi alcalina superiori alle 147 UI/l possono indicare:

  • disturbi a carico del fegato (ad esempio epatiti)
  • ostruzione delle vie biliari
  • disturbi alle ossa (inclusi tumori osteoblastici, osteomalacia o fratture non ancora completamente guarite)
  • iperparatiroidismo
  • leucemie
  • linfomi
  • morbo di Paget
  • rachitismo
  • sarcoidosi


Cosa fare quando i valori della fosfatasi alcalina sono più alti o più bassi del normale

Nel caso in cui un esame del sangue dovesse svelare valori alterati di questa proteina è importante non saltare subito a conclusioni negative.

Solo il medico, con le sue competenze e attraverso un'accurata analisi della condizione clinica del paziente, può arrivare a capire a cosa possono essere dovute anomalie nella quantità di fosfatasi alcalina presente nell'organismo.

Una volta ritirati gli esami, quindi, è opportuno portarli dal medico cosicché possa analizzarli e, nel caso, prescrivere esami più approfonditi.


Cosa fare per prepararsi al test della fosfatasi alcalina

L'esame del sangue attraverso il quale si vanno a indagare i livelli di fosfatasi alcalina non richiede particolare preparazione: è preferibile fare il test a digiuno ma non è obbligatorio. In ogni caso è bene attenersi alle indicazioni fornite dal laboratorio di analisi al quale ci si rivolge. 

Foto di apertura PENCHAN PUMILA © 123RF.com
Fonte:MedlinePlus 

Quando il prelievo fa paura

Chi soffre di emofobia, la paura nei confronti del sangue, può provare ansia o addirittura svenire nel momento in cui deve affrontare un esame del sangue. Meglio avvisare per tempo chi deve effettuare il prelievo!

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