Cos’è l'hantavirus: il virus dei topi che ha fatto il salto di specie

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Per hantavirus si intende un genere di virus, trasmessi all’uomo dai roditori, che causano malattie ad esordio acuto in tutto il mondo. 

La notizia della morte di un uomo in Cina per un hantavirus, proprio durante la pandemia da Covid 19 ha scatenato il panico, poi subito rientrato, nei confronti di questi virus che scatenano malattie potenzialmente mortali. L'allarme hantavirus è comunque l'occasione utile per approfondirne la conoscenza.

Cos'è l'hantavirus 

Foto: Anant Kasetsinsombut - 123RF

Gli Orthohantavirus, comunemente chiamati Hantavirus, sono un genere di virus a RNA a singolo filamento negativo, appartenente alla famiglia Hantaviridae dell’ordine Bunyavirales. Questi virus si possono trasmettere all’uomo: poiché gli ospiti naturali dell’hantavirus sono i roditori, si tratta di un tipico esempio di zoonosi. Il genere degli Orthohantavirus comprende 36 specie di virus.

Patologie da hantavirus 

Alcuni hantavirus possono determinare patologie potenzialmente mortali nell'uomo come la nefropatia epidemica, la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) e la sindrome polmonare da hantavirus (HPS). La nefropatia epidemica è più frequente in Europa, mentre l’HFRS lo è in estremo oriente e l’HPS è più frequente nel continente americano.

I sintomi dell'hantavirus 

I sintomi dell’infezione da hantavirus, dopo un periodo di incubazione, iniziano con febbre, cefalea e dolori muscolari e in alcuni soggetti anche dolore addominale, nausea, vomito e diarrea. A seconda del tipo di infezione i sintomi si differenziano: nella sindrome polmonare si manifestano tosse e respiro affannoso, invece nella sindrome renale si verifica un’insufficienza renale acuta.

Origine dell'hantavirus 

Gli ospiti naturali dell'hantavirus sono i roditori selvatici e domestici: ogni hantavirus è associato a una specie di roditore o a un gruppo di specie strettamente correlate. I roditori eliminano gli hantavirus nelle urine, nelle feci e nella saliva e quindi i luoghi infestati da topi devono essere considerati a rischio. Il termine "hantavirus" deriva dal fiume Hantan, in Corea del Sud, dove verso la fine del 1970 il team di ricerca guidato da Ho-Wang Lee riuscì ad isolare il virus.

Diffusione dell'hantavisurs 

Una persona può contrarre questo virus attraverso il contatto della cute lesa o per inalazione con l'urina, la saliva o e le feci dei roditori infetti, dunque non è sufficiente la sola ingestione o il semplice contatto. Gli hantavirus si trasmettono all’uomo soprattutto attraverso inalazione, cioè respirando un aerosol costituito dalle particelle di escrementi, urina o saliva dei roditori infettati.

L'hantavirus in Cina

Nel marzo 2020 è stato segnalato in Cina un caso di decesso dovuto a questo virus: l'uomo, proveniente dalla provincia dello Yunnan, si trovava su un bus nella provincia di Shandong. Inizialmente si pensava fosse un caso di epidemia di COVID-19, ma gli esami hanno dimostrato che si trattava di contagio hantavirus.

L'hantavirus in Italia

In Europa sono presenti diversi hantavirus e nel 2014 erano stati confermati 3.667 casi in Germania, Francia, Croazia, Finlandia e Svezia. In Italia e in altri paesi del Mediterraneo fortunatamente nessun caso è stato segnalato.

L'hantavirus in Canada 

Nel giugno 2014 in Saskatchewan, provincia del Canada occidentale, è stato segnalato un caso di decesso dovuto all'hantavirus. Sempre in Canada, dal 1994 ad oggi, sono stati registrati 27 casi di infezione e 9 casi di decesso legati a questi virus. Nel Nord America, il principale vettore del virus responsabile della sindrome polmonare da hantavirus si è rivelato essere il topo cervo (Peromyscus maniculatus).

L'hantavirus in Patagonia 

Nel dicembre 2005 nelle Ande, in Sud America, si è verificato l’unico caso finora mai registrato di trasmissione interumana dell’hantavirus, cioè di contagio da uomo a uomo, ritenuta estremamente rara.

Hantavirus: come si cura 

Non esiste un trattamento specifico e neppure vaccini per le malattie da hantavirus, che quindi vengono trattate cercando di ridurre la sintomatologia: alcuni farmaci antivirali hanno dimostrato di essere in grado di ridurre la malattia e la morte, se usati precocemente. 

Foto apertura: Kateryna Kon - 123RF

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