Italia in crisi: cani e gatti di famiglia rischiano la salute

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Italiani tagliano le spese per i pet causa crisi. Veterinari: “Salute a rischio, disposti a pagamenti a rate per cure salvavita a cani e gatti”. Scopri di più.

Salute a rischio per gli animali di casa. E non solo. La crisi ha ormai svuotato portafogli e conto in banca degli italiani. Ora si taglia su tutto. Finite le spese superflue si comincia a tagliare anche sulle cose importanti come l’alimentazione e le cure mediche ritenute non essenziali.

Alla forbice spietata non sfuggono nemmeno gli animali, per i quali le spese veterinarie vengono tagliate subito dopo quelle alimentari.

I tagli alle spese per cani e gatti obbligano a rinunciare alla qualità o specificità del loro cibo

Si inizia passando dalle solite pappe di marca che si davano a cani e gatti, ai prodotti no logo o da discount. Poi ci si riduce a riempire le loro ciotole con gli avanzi della tavola, non senza rimpianti. Oggi tutti i proprietari sanno quanto sia importante garantire agli animali il tipo di cibo più adatto alle loro esigenze particolari che non sono le nostre. E infatti i primi a lanciare l’allarme sui possibili rischi a lungo termine per la salute di cani e gatti sono i veterinari.

Le famiglie sono costrette a tagliare anche le spese veterinarie

La cattiva alimentazione non è però l’unico effetto della crisi che i veterinari temono per i pet. Molti specialisti denunciano che si stanno riducendo drasticamente anche le vaccinazioni (anche quelle obbligatorie) e le visite di controllo periodiche degli animali che seguono. In pratica si stanno tagliando le spese per la prevenzione delle malattie che i proprietari ritengono, a torto, meno necessarie.

Questo quando va bene, ovviamente, perché il protrarsi della crisi sta portando molti proprietari a tagliare pure le spese indispensabili per le cure di malattie già in atto negli animali o, addirittura, salvavita. Una riprova di questa situazione è data dall’aumento di abbandoni di cani e gatti malati davanti ai rifugi o consegnati direttamente ai volontari, fornendo come motivazione proprio il fatto di aver scoperto in loro una malattia che però non sono in grado di pagare. Da cui la decisione di lasciarli a chi può farsene carico dandogli una speranza di guarigione o sopravvivenza facendoli curare.

A rimetterci è anche la nostra salute

Da qualunque parte li si guardi, tutti questi tagli alle spese per gli animali d’affezione sono deleteri per loro, ma anche per noi. Rinunciare anche solo alla prevenzione - spiegano i veterinari -, può portare al diffondersi di malattie come la leptospirosi, una malattia batterica trasmessa ai nostri animali per via oronasale da “ospiti accidentali” quali il topo, il porcospino, la puzzola, i bovini e i suini, ignorando il fatto che si tratta di una grave zoonosi e, in quanto tale, trasmissibile all’uomo con esiti spesso fatali. Per non parlare delle banali parassitosi. Ci sono proprietari che indietreggiano anche di fronte ai 20 euro necessari per evitare al cane e al gatto di infestarsi il pelo con parassiti pericolosi. E passi per le pulci che sono innocue per l'uomo. Ma le zecche possono trasmettere patologie serie, come il morbo di Lyme e la meningoencefalite.

La mancata protezione degli animali domestici da queste malattie significa in minare anche la salute umana e, in ultima analisi, la nostra qualità della vita.

Per non parlare dell’ipotesi di abbandonare o non far curare animali malati o, ancora peggio, di arrivare a chiederne la soppressione anche se curabili perfettamente con un banale intervento e/o con terapie adeguate. Le richieste di questo tipo già arrivate a molti veterinari italiani hanno portato l’Ordine a ricordare che esistono un codice deontologico e delle regole ben precise per effettuare l’eutanasia, a cui ogni specialista deve attenersi. Motivo per cui la volontà dei proprietari è ininfluente se non ci sono le condizioni per procedere alla soppressione dell’animale, qualunque ne sia la motivazione.

Veterinari disponibili anche ai pagamenti a rate

La maggior parte dei proprietari in difficoltà fa prevalere l’affetto, per fortuna, e davanti a un problema chiede il preventivo delle cure nonché un rinvio delle stesse a un momento successivo, quando avranno i soldi necessari. Ma il veterinario non può stare a guardare un animale soffrire. Senza contare che spesso rinviare l’inizio di una terapia rende il problema più complesso col rischio concreto di ridurre le possibilità di miglioramento o guarigione completa e di far lievitare i costi.

Sono quindi sempre di più i veterinari che, nell’interesse dell’animale, offrono la possibilità di dilazionare il pagamento pur di iniziare tempestivamente cure che solo così potrebbero risultare efficaci e risparmiare a pet e proprietari sofferenze inutili e spese aggiuntive.

Photo credit © Ermolaev Alexandr - Fotolia.com

Attenzione ai risparmi fittizzi

Ridurre le spese per gli animali rinunciando alla qualità del cibo o alle cure preventive porta a un risparmio solo apparente: alla lunga questi tagli minano la salute di cani, gatti e altri pet portando a spese per le cure più gravose e non rinviabili.

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