Cos'è il poliamore?

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Poliamore è una parola ancora troppo poco nota al grande pubblico, eppure non sono poche le persone che hanno scelto di vivere in questo modo le proprie storie d’amore. Ma cosa vuol dire, nello specifico, poliamore?

In una società dominata da secoli dal concetto di monogamia, parlare di poliamore sembra la più grande castroneria che si possa fare. Il poliamore non è comunque un’invenzione di noi che ci innamoriamo di continuo di persone diverse nello stesso momento, ma un concetto concreto e praticato da molte persone.

Per poliamore si intende la possibilità di avere e mantenere relazioni sentimentali e/o sessuali contemporaneamente con due o più persone, indipendentemente dal sesso.

Forme riconosciute di poliamore possono essere, per esempio, la relazione aperta (che presuppone l’esistenza di una coppia come punto di partenza) o una banalissima coppia etero che va alla ricerca di un terzo componente che ravvivi il rapporto (per formare quella che in un telefilm di Netflix è stata definita “troppia”). Nel poliamore una persona (un singolo individuo) sceglie di amare più persone. Lo fa dichiarandolo, nel senso che ogni partner coinvolto in questo tipo di rapporto è consapevole (e consenziente) del fatto che in contemporanea ci sono altre persone da amare (che si tratti di affetto, sesso o entrambe le cose, poco importa).

Per questo motivo quando si parla di poliamore si utilizza a volte l’espressione “non monogamia etica”: alla base di questa forma di amore (un vero e proprio orrore per i tradizionalisti, e i bigotti) ci sono l’onestà e la trasparenza con tutti i partner coinvolti. Ma c’è di più. Il poliamore parte dall’assunto – tanto ovvio quanto incredibilmente trascurato – che non siamo oggetti, quindi non possiamo essere proprietà esclusiva di qualcuno. Anche questo concetto presuppone massima onestà e rispetto, non solo verso le altre persone che si amano, ma soprattutto verso sé stessi.

Poliamore: impariamo a conoscerlo (e magari a sceglierlo)

Il poliamore, a differenza della monogamia che prevede il coinvolgimento di due sole persone, può assumere forme diverse, in base ai desideri e ai sentimenti che si provano. Non c’è, dunque, uno schema e questa, in un mondo che è dominato da inquadramenti e “bolle comportamentali, rappresenta una vera e propria rivoluzione sociale. Quindi si può essere poliamorosi singoli o di coppia, ci può essere una triade poliamorosa, una relazione con un partner primario e uno o più partner secondari, la polifedeltà (relazione chiuse con due o più partner) e qualsiasi altra combinazione che si abbia voglia di vivere e sperimentare.

Nonostante il termine poliamore si sia diffuso nel mondo a partire dal 1990, le relazioni poliamorose esistono da sempre (basti tornare al concetto di amore libero in voga negli anni ’60). Il poliamore ha bisogno – come condizione necessaria per esistere – di grande apertura mentale, di flessibilità, della capacità di comunicare e padroneggiare limiti ed emozioni, oltre che di un indiscutibile talento nel gestire la gelosia (che prima o poi si farà vedere, come in tutte le storie d’amore).

Non è semplice, ecco perché è spesso snobbato e si continua a preferire il tradimento come unica strada per poter amare qualcuno che non sia il proprio partner. E credetemi, quando l’amore arriva potete pure essere le persone più integerrime dell’universo e avere già una relazione, ma diventa praticamente impossibile non lasciarlo entrare. Quindi, poliamore, perché no?

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Amore e coppia
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