Amore e alchimia: è solo una questione di chimica?

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L’amore esiste davvero o è tutta una questione di odori e DNA che creano dipendenza nei confronti di un’altra persona rendendola indispensabile per noi? Vediamo un po’.

L’amore esiste davvero o è tutta una questione di odori e DNA che creano dipendenza nei confronti di un’altra persona rendendola indispensabile per noi? Vediamo un po’.

Può portarti in cima a un grattacielo, darti le vertigini e riempirti gli occhi della vista più bella del mondo. L’attimo dopo, però, da quella stessa posizione e altezza, hai la sensazione di cadere a ogni passo, di essere sempre in bilico, all’ultimo piano di quel grattacielo, così alto da non farti vedere a cosa vai incontro se cadi di sotto. L’amore è un po’ così. Un pendolo che oscilla in modo imperfetto fra beatitudine e distruzione.

Vi siete mai chiesti perché ci innamoriamo di alcune persone e non di altre? Perché alcuni sono in grado di farci provare determinate sensazioni, mentre altri nemmeno ci sfiorano nonostante la vicinanza? Ci sono alcuni fattori che influenzano l’innamoramento che non possiamo controllare e che rendono le emozioni che proviamo verso gli altri sempre diverse. Spesso non è tutto merito di chi ci sta accanto, a volte è proprio una mera questione di chimica.

La scienza dell’innamoramento: cosa fa la differenza?

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Quando ci innamoriamo di qualcuno, il suo odore ha un’importanza (irrazionale) fondamentale: l’odore di una persona ci porta a sceglierne una piuttosto che un’altra e questa scelta è legata al nostro DNA. Il meccanismo alla base funziona più o meno così: gli odori che assomigliano alla nostra sequenza di DNA non ci piaceranno, mentre quelli che hanno una sequenza del tutto diversa ci faranno impazzire. A proposito di innamoramento, poi, non è sempre vero che gli opposti si attraggono: nella vita di tutti i giorni, saremo attratti da quelle persone che hanno un modo di pensare e di vivere la vita simile al nostro, nelle quali rivediamo le caratteristiche degli esseri umani che più ci piacciono.

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Dal punto di vista anatomico, l’innamoramento crea dipendenza perché quello che si attiva nel cervello è esattamente lo stesso percorso neuronale che si mette in moto nel caso in cui si è sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I sintomi che ne derivano sono, in genere, inappetenza, insonnia, astinenza in assenza dell’altro. Ecco perché la fine di un amore è sempre segnata anche da malessere di tipo fisico.

Quindi l’amore non esiste?

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No, l’amore non è solo una questione di chimica, sebbene ci siano alcuni elementi che non dipendono dalla razionalità. Molto probabilmente, ciò che cambia è la differenza tra innamoramento e amore. Possiamo innamorarci continuamente di persone diverse. Anche contemporaneamente, volendo. Possiamo provare passioni intense, sensazioni profonde. Vivere di emozioni che l’altro non sa nemmeno di darci, come cantava il buon Vasco.

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L’amore è un’altra cosa. È scegliere di voler condividere pezzi di noi con qualcun altro. È un’operazione delicata perché si rischia di perdersi e non tutti sono bravi chirurghi. Ma imparando a mettere insieme i pezzi, giorno dopo giorno, può anche riuscire a salvare delle vite.

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