Castrazione chimica per gli stupratori: cos'è, come (e se) funziona

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Che cos'è la castrazione chimica sull'uomo e in cosa consiste nella pratica. 

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La castrazione chimica è un processo che viene spesso praticato sugli animali domestici, come i cani o i gatti, al fine di impedirne o limitarne la riproduzione. Si parla di castrazione umana quando tale procedura si pratica sugli uomini, in particolare sugli esponenti di sesso maschile.

In cosa consiste la castrazione chimica? Qual è la sua funzione? Come si realizza l'inibizione sessuale che rende gli uomini castrati? Ecco le risposte ai principali dubbi su un argomento molto spinoso, che è ancora oggi fonte di grandi dibattiti.

Cos'è e come funziona la castrazione chimica 

La castrazione chimica viene applicata oggi in alcuni Stati come punizione riservata agli stupratori. L'intervento non consiste nella pratica (disumana) dell'evirazione maschile, ma in una sorta di "sterilizzazione dell'uomo".

Nella pratica vengono somministrati farmaci di tipo ormonale, tramite iniezioni sottocutanee, pillole o fiale, che hanno la funzione di bloccare la produzione di testosterone, al fine di ridurre la libido e la funzionalità sessuale.

Tali farmaci vengono utilizzati anche come fase iniziale del trattamento ormonale praticato dai transessuali che scelgono di cambiare sesso, passando da uomo a donna. In questo caso specifico, dopo 6 mesi dall'inizio del trattamento, la trasformazione diventa irreversibile.

La castrazione chimica è reversibile? 

In merito all'efficacia e all'irreversibilità della castrazione chimica sull'uomo, ci sono ancora oggi opinioni contrastanti. Sono diversi gli esperti secondo i quali la durata della terapia si esaurisce dopo circa 2-3 mesi dalla sua sospensione.

Inoltre, nonostante testosterone e sessualità maschile siano fortemente connessi, non è detto che l'abbassamento testosteronico corrisponda esattamente a un annullamento del desiderio sessuale. La sessualità non è soltanto un fattore chimico: anche la componente psicologica e biologica giocano un ruolo di una certa rilevanza.

La castrazione chimica basta per rendere innocuo uno stupratore? 

Sulla base di quanto detto nel paragrafo precedente, si può ben intuire come la castrazione chimica presenti alcuni limiti. Il primo organo sessuale per gli essere umani è infatti il cervello e gli uomini possono avere un'erezione e provare desiderio sessuale anche con livelli di testosterone molto bassi.

Inoltre, è stato dimostrato che non esiste una correlazione fra alti livelli di testosterone nel corpo e la probabilità di diventare stupratori in futuro. Lo stupro non è legittimato da un eccesso di libido: è una scelta, sadica, che viene compiuta con coscienza e volontà da qualcuno con intenti denigratori. Non è un raptus dovuto all'eccitazione.

Inoltre, uno stupratore che ha subito la castrazione chimica potrebbe essere spinto dalla vendetta per il torto subito dallo Stato nel compiere azioni ancor più deplorevoli una volta uscito dal carcere. In definitiva, la castrazione chimica non è la soluzione: quello che bisognerebbe fare è indagare le motivazioni psicologiche all'origine del problema.

Gli effetti collaterali della castrazione chimica 

Tra gli effetti collaterali riscontrati nei soggetti sottoposti alla castrazione chimica, si annoverano:

  • il rischio di infertilità;
  • l'aumento di peso, in modo particolare sull'addome, sui fianchi e sulle cosce, che sono le zone in cui in genere le donne tendono ad accumulare massa;
  • diabete e malattie cardiovascolari, nei casi peggiori.

Dallo squilibrio ormonale derivante da una minore presenza di testosterone, possono scaturire anche altri problemi tipicamente femminili, come l'osteoporosi e la diminuzione della peluria sul corpo.

Castrazione chimica: la legge italiana 

In Italia la castrazione chimica non è contemplata dalla legge, sebbene sia stata invocata da alcuni esponenti di noti partiti di destra come pena per i reati a sfondo sessuale.

I dati raccolti nei Paesi nei quali la castrazione umana è realtà hanno dimostrato la fallibilità di questo metodo in quanto non è stata rilevata alcuna riduzione dei reati di violenza sessuale.

Tutti i Paesi che adottano la castrazione chimica 

Tra i Paesi nei quali la castrazione chimica viene adoperata come punizione ci sono:

  • la Russia e la Polonia, in cui è obbligatoria nei casi in cui vengano commessi reati sessuali su minori;
  • alcuni Stati degli USA, Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia, Belgio, Germania, Francia e Spagna in cui viene utilizzata, ma solo con il consenso del violentatore;
  • in Portogallo, nel Regno Unito, in Israele e in Nuova Zelanda si sta iniziando a sperimentare come alternativa parziale al carcere.  
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