Sesso

Perché le statue degli eroi greci hanno il pene piccolo?

Vi siete mai chiesti perché le statue dell’antichità (non solo quelle greche) hanno il pene minuscolo? Ecco svelato il mistero.

Vi siete mai chiesti perché le statue dell’antichità (non solo quelle greche) hanno il pene minuscolo? Ecco svelato il mistero.

Quello che per secoli è stato considerato il simbolo della virilità maschile diventa spesso l’argomento di accese discussioni non tanto quanto si parla della sua forma (sapete che esistono diversi tipi di pene, no?), ma in merito alle sue dimensioni.

Avere un pene piccolo è realmente un problema? In realtà no: basterà conoscere quelle che sono le migliori posizioni per fare sesso e tutte le paturnie sulla grandezza del proprio gingillo potranno sparire piuttosto velocamente. 

In più, vi invitiamo a riflettere su un dettaglio non indifferente: le statue degli eroi greci (ma non solo, pensate dal David di Michelangelo) sono state dotate di un pene piccolo. Vi siete mai chieste il perché?

Il pene piccolo nell’antica Grecia

Le dimensioni del pene delle statue degli eroi greci ha suscitato da sempre l’interesse di studiosi ed esperti di antichità, i quali hanno cercato di rispondere a uno degli interrogativi più quotati di sempre: perché le statue dell’antica Grecia hanno il pene piccolo?

Ebbene, la risoluzione del quesito ci fa capire quanto il concetto di “dimensioni del pene" sia una questione temporale e culturale e che la maggior parte delle pippe mentali che ci facciamo (o che si fanno gli uomini) sono solo il frutto della nostra testa e dei nostri ragionamenti. 

Secondo il docente di antichità classiche ad Harvard, alla Columbia e alla New York University Andrew Lear per i greci:

  • il pene piccolo era sinonimo di moderazione, una delle doti principali alla base della virilità e, dunque, dei guerrieri;
  • di contro, il pene grosso indicava l’incapacità di gestire le pulsioni e di essere in grado di comportarsi con intelligenza e risolutezza.

Il contrasto tra gli eroi e i satiri

Se da un lato troviamo l’ideale di uomo razionale, intellettuale e autorevole, rappresentato con il pene piccolo, dall’altro ci sono i satiri, delle creature mitologiche a metà tra uomo e capra, che vengono invece disegnati con un enorme pene in erezione.

Lear spiega proprio che «C’è un contrasto tra i peni piccoli e non eretti degli uomini ideali (eroi, dèi, atleti nudi, eccetera) e i peni abnormi ed eretti dei satiri (creature mitiche metà uomo metà capra, ubriaconi ed estremamente lussuriosi) e di altri uomini non ideali. Uomini decrepiti e anziani, per esempio, possiedono spesso dei peni grandi ».

Cos’è andato storto nel tempo?

Qual è il motivo per il quale, nel tempo, il pene piccolo è passato dall’essere una virtù a qualcosa della quale vergognarsi? Secondo Lear la diffusione del porno e il body shaming al maschile potrebbero essere una delle motivazioni.

Lo studioso ci regala un grandissimo insegnamento sul tema: che, a prescindere da quelle che siano le motivazioni, quello delle dimensioni del pene è soltanto un ideale “slegato dalla realtà e dall’estetica” e che, in pratica, non abbiamo fatto altro che sostituire una teoria infondata con un’altra altrettanto senza senso.