Punto G: non tutte le donne ce l'hanno

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Esiste o non esiste? Andiamo alla scoperta del Punto G per scoprire quali sono le ultime ricerche sull'argomento.

Il punto G o punto Gräfenberg, dal nome del ginecologo tedesco cui si deve l'individuazione nel 1981 di questa zona erogena collocata sulla parete anteriore della vagina lungo il corso dell'uretra, è un vero e proprio UFO ginecologico: esiste, non esiste e se esiste cos'è? Per un team di ricercatori che lo trova, ce n'è subito un altro che lo rinnega.

Punto g: una scoperta tutta italiana

Ora però forse ci siamo, anche se con un curioso MA: il punto G esiste, MA solo in alcune fortunate. A scoprirlo un'èquipe tutta italiana condotta dal Dott. Emmanuele Jannini dell'Università dell'Aquila, che ha sottoposto 20 donne ad una scansione vaginale ad ultrasuoni. In coloro che sostenevano di aver sperimentato l'orgasmo vaginale, è stata trovata un'area di tessuto ispessito altrimenti assente in chi affermava invece di aver raggiunto sempre e solo l'orgasmo clitorideo. Insomma, se per punto G si intende l'area interna subito dietro il clitoride, area che deve essere sufficientemente ampia e spessa per poter essere stimolata e per rilasciare un orgasmo, allora non tutte ce l'hanno. Una mera questione anatomica, quindi? Non solo.

Punto G: questione di feeling

Secondo il King's College di Londra, esiste una strana ma significativa correlazione tra punto G e attitudini: le donne più aperte, estroverse, giovani o coinvolte in una relazione stabile e appagante sono più propense delle altre ad essere stimolate in quella zona. Il punto G, dunque, sembra essere la risultante di una doppia predisposizione, prima fisica e poi mentale.

Clitoride e Punto g: nemici o amici? 

Quale sia la vera natura istologica del punto G è ancora oggetto di dibattito: si tratta delle “diramazioni” interne del clitoride, di cui conosciamo tutte soltanto il “glande”, cioè quel nocciolo che in erezione esce dal suo cappuccio, o di una zona erogena a sé? Nel primo caso si spiegherebbe il fatto che l'80% delle donne non riesca a raggiungere l'orgasmo con la sola penetrazione: se il punto G è infatti soltanto la parte interna dell'area clitoro-uretro-vaginale (CUV), una propagazione del clitoride insomma, ecco perché non ci può essere orgasmo g-spot (o vaginale) che non sia accompagnato simultaneamente dalla stimolazione clitoridea.

The Big O  

L'importante, in ogni caso, non è la forma ma la sostanza, il fine e non il mezzo: riusciamo a raggiungere l'orgasmo e a godere di una vita sessuale soddisfacente? Se la risposta è sì, che sia merito del clitoride, del punto G o del clitoride/punto G, cambia poco. In caso contrario, conoscere il proprio corpo - e l'autoerotismo è la via più naturale e piacevole - è il modo più efficace per capire come arrivarci.

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