Le caratteristiche di un tipico bagno giapponese

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Il bagno giapponese è caratterizzato dalla separazione della toilette dalla stanza in cui ci si lava e in cui si compie il tradizionale rituale dell’ofuro. 

Se si è in visita nel paese del Sol Levante e si ha la fortuna di essere ospitati in una casa tradizionale, non si potrà fare a meno di notare, tra le altre cose, la particolartà del bagno giapponese.

Un'occasione per lasciarsi stupire e per comprendere come i giapponesi abbiano uno stile di vita differente rispetto gli occidentali.

Le caratteristiche del bagno giapponese

La stanza da bagno in Giappone riveste un ruolo importante nella cultura del Paese perché la pulizia e l'igiene sono considerate una qualità proprio come la bellezza e l’ordine.

La stanza da bagno giapponese, chiamata furoba, differisce molto da quella occidentale e qui di rado si trovano le toilettes: i servizi igienici si trovano da un’altra parte e non nello stesso ambiente come accade invece nelle case occidentali.

La consuetudine di tenere separata la toilette dalla stanza adibita alla pulizia del corpo è legata alla tendenza tipica della cultura giapponese di dividere le aree considerate "pulite" da quelle "non pulite”.

La furoba ha l’aspetto di un grande piatto da doccia con piastrelle che ricoprono sia il pavimento che le pareti e con i rubinetti posizionati all’altezza di una persona seduta.

La furoba è la stanza che ospita il furo o ofuro, la vasca da bagno tradizionale, di forma cubica e in legno colma d’acqua calda, in cui ci si immerge dopo essersi lavati accuratamente. Nell’ofuro non ci si deve lavare o insaponare ma solo immergere per effettuare il rituale di purificazione del corpo e dello spirito dallo stress quotidiano.

bagno giapponese

Foto: blanscape / 123RF Archivio Fotografico

Il rituale di purificazione

Si accede alla furoba indossando delle ciabatte: ci si spoglia e ci si deterge in prossimità dei rubinetti, rimanendo seduti su un piccolo sgabello.

Si usa il sapone e lo shampoo per detergersi, quindi ci si risciacqua usando l'acqua di un catino o di una doccetta: una volta che si è puliti ci si immerge nell’acqua calda dell’ofuro.

L’acqua calda dell’ofuro non va tolta o cambiata dopo che ci si è immersi perché sarà usata dalla persona seguente: il rituale si svolge seguendo infatti un rigido ordine gerarchico.

Uno ad uno, i membri della famiglia entrano nella vasca usando la stessa acqua: gli ospiti fanno il bagno per primi, seguiti dagli anziani, dai figli e dalla madre, che usa il furo per ultima insieme ai bambini piccoli che non sono ancora capaci di farlo in autonomia. 

Foto d'apertura: bhakpong / 123RF Archivio Fotografico

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