Arredamento

Tatami, il pavimento giapponese: come usarlo in casa

Ecologico, versatile e "zen", il pavimento tatami è ormai uscito dai confini giapponesi ed è sempre più utilizzato anche in Occidente come rivestimento per intere stanze oppure per angoli di meditazione o a portata di bambino. E le motivazioni sono davvero tante.

Ecologico, versatile e "zen", il pavimento tatami è ormai uscito dai confini giapponesi ed è sempre più utilizzato anche in Occidente come rivestimento per intere stanze oppure per angoli di meditazione o a portata di bambino. E le motivazioni sono davvero tante.

Può una pavimentazione tradizionale come il tatami giapponese diventare un’icona di stile e arredo? La risposta è sì, visto che il pavimento tradizionale del Sol Levante è in grado di donare alla casa quel tocco di carattere in più, sofisticato e quasi zen, ma anche comodo ed “ecosostenibile”. 

Cos'è il tatami? Un po' di storia 

cos'è il tatami

Prima di vedere come il tatami viene impiegato ormai sempre più spesso in Occidente, è opportuno andare un po’ indietro nel tempo per scoprire, esattamente, cos’è il tatami.

Si tratta di una pavimentazione tradizionale giapponese composta da pannelli rettangolari modulari, costruiti con un telaio di legno (o altri materiali) rivestito da paglia intrecciata e pressata. Questo pavimento, in genere, si usa nella cosiddetta “stanza giapponese" in contrapposizione a quella “occidentale" delle case giapponesi moderne e ovviamente è il rivestimento della classica stanza dove avviene la cerimonia tradizionale del the. Di norma, la base di partenza è il tatamidoko, un pannello di legno, compensato, truciolato o altro materiale foderato con una stuoia detta tatamiomote e composta da un intreccio di paglia di giunco. I bordi sui lati lunghi sono orlati con una fettuccia larga di lino o cotone detta tatamiberi. E proprio a questa fettuccia, fino alla fine al 1868, era affidato anche lo scopo di indicazione di casta: nelle case dei nobili, infatti, la fettuccia era ricamata e multicolore, via via scendendo fino alle persone comuni che non avevano affatto questa tatamiberi.

In effetti, per andare più indietro nel tempo, si scopre che, durante il periodo Heian (794-1185),  i tatami erano un lusso solo per gli aristocratici che li usavano per sedersi o come letti. Lentamente cominciarono a ricoprire le stanze fino alla diffusione dei tempi moderni. Oggi il termine Tatami viene utilizzato sia per indicare il singolo tappeto rettangolare o quadrato, sia per il tradizionale pavimento composto da più stuoie accostate l’una all’altra. E la parola, che etimologicamente significa “piegato e accatastato”, in Giappone viene addirittura utilizzata come unità di misura ad indicare la grandezza dei singoli locali.

Usare il tatami come rivestimento in casa: idee 

Negli anni, il pavimento tatami e le stuoie sono stati sempre più impiegati anche in Occidente per creare sia uno stile giapponese e metafisico, sia per richiamare un ambiente naturale ed ecosostenibile. Privo di sostanze nocive, visto che è realizzato solo con elementi naturali e per questo, oltre all’utilizzo del tappeto tatami per la palestra (dove viene impiegato nell’ambito delle arti marziali come materassino per jūdō e karate), è sempre più frequente trovare tatami in stanze delle case italiane come elemento utile e d’arredo. 

Come pavimento di una stanza intera 

Per rivestire un’intera stanza con un pavimento in tatami, si accostano le singole stuoie a formare disegni particolari e simmetrici, che vengono posizionati in perfetto incastro. L’ideale, ovviamente, per stanze dalle misure e dimensioni regolari è utilizzare tatami delle stesse dimensione mentre se si ha a che fare con stanze asimmetriche meglio optare per soluzioni su misura, che permettono di non “tagliare” le forme preconfezionate. Se si vuole mettere il tatami per tutta la stanza, è sempre bene mantenere una distanza minima di 10 cm da ogni muro perimetrale o struttura fissa presente in essa in modo da favorire la naturale dilatazione del materiale. 

Tatami come "isola" in salotto 

Un’idea alternativa, che dona originalità a una stanza come il living è quella di creare una piccola isola tatami in salotto. Un angolo dove leggere, meditare, allenarsi o semplicemente far giocare i bambini. Non è difficile realizzarlo e basta prendere due o tre pannelli di quelli più venduti: la misura più comune è quella di a 90 x 180 cm anche se in Occidente è molto comune la misura 200X 100 o 200X60. 

Tatami e futon: l'accoppiata perfetta 

Tatami e Futon usati assieme costituiscono davvero un’accoppiata perfetta per realizzare una stanza da letto stile giapponese. Perfetta perché, anche se è possibile utilizzare il tatami assieme a un materasso normale, purtroppo la struttura rigida non permette ai materassi classici di traspirare creando problemi di “umido”. Il futon, invece, viene “disfatto” anche quotidianamente e arieggiato quindi garantisce una perfetta traspirazione. Tra l’altro la soluzione tradizionale di futon e tatami regala grande versatilità. 

Tatami in cameretta 

Può sembrare strano ma il tatami può avere anche dei “riscontri” in ambito pedagogico. Usare il tatami in cameretta del bambino, ovviamente sempre scalzi, è una delle modalità migliori per arredare una stanzetta in stile montessoriano che permette ai bambini di agire autonomamente. Tra gli elementi che non devono mancare in una stanza montessoriana, infatti, oltre a mobiletti bassi, piccola sedia e scrivania, c’è proprio il lettino futon sul suo tatami. E  si tratta anche di una scelta di sicurezza e sostenbilità visto che il tatami è privo di sostanze tossiche e aiuta a mantenere una buona qualità dell’aria. 

I vantaggi del tatami 

Piegato, arrotolato, un tatami di fatto è un vero e proprio pannello realizzato con materiali naturali, capaci di garantire, quindi, isolamento termico e acustico perfetto, traspirabilità e un’atmosfera davvero accogliente. Facile da abbinare ai colori delle stanze e a vari stili ha quindi tantissimi vantaggi nell’utilizzo nelle case occidentali. 

La qualità di un materiale naturale 

I materiali che compongono i tatami originali sono completamente naturali e questo li rende rivestimenti ed elementi d’arredo ecologici e biodegradabili. Inoltre, la superficie di paglia intrecciata emana un profumo gradevole. Gradevole è anche camminarci su scalzi (come, d’altra parte si fa sempre sul tatami in Giappone): e questo, oltre all’igiene garantisce un piacevole massaggio plantare. Infine, la composizione naturale e organica della paglia lo rende un ottimo isolante termico. 

Promuove la qualità dell'aria indoor 

Ma non è tutto, il tatami è anche un ottimo elemento naturale per migliorare l’aria indoor. Infatti, visto che le molecole d’aria intrappolate nell’intreccio di paglia del tatami sono isolate dalla temperatura esterna, riescono a mantenere una temperatura costante. In pratica il tatami contribuisce a creare un ambiente sano in casa, purificando l’aria e mitigando l’umidità. 

Come pulire il tatami

Pulire il Tatami è un’operazione da fare con molta attenzione. Innanzitutto i moduli devono essere smontati e poi puliti con uno straccio di cotone inumidito con una soluzione di acqua e ammoniaca per disinfettare da eventuali batteri. Non utilizzare mai detergenti aggressivi o idropulitrici e poi lasciare asciugare lontano dal sole diretto. 

Foto apertura: Navamin Keawmorokot © 123RF.com